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Chambers – La guerra dei trent’anni

Fiumani, volendo o non volendo, influenza tutte le produzioni toscane degli ultimi anni (vedere Tutte le Cose Inutili): il cantante dei Diaframma con il suo speech-singing ha scovato un legame profondo tra la poesia vomitata e l’accento del granducato: il nuovo album dei Chambers tiene alcune peculiarità del cantautore fiorentino, pur essendo decisamente, estremamente più nervoso, sporco, violento di qualsiasi disco cold-wave. La guerra dei trentanni è un album pesante, spesso dissonante, volgare come gli ultimi Kyuss, lento come i Melvins, tanto stoner quanto doom. Il terzo lavoro in studio dei trentenni pisani è un composto culturale tra l’underground italiana degli anni ’80 – leggasi Diaframma o CCCP – e quella americana dei primi ’90 – Botch, Melvins (appunto) o Slint: pur rifacendosi a qualcosa di già sentito i Chambers riescono a rinnovarsi e a rinnovare il suono. Il singolo In Viaggio (con Mai Mai Mai) è il simbolo di questo lavoro: la voce urla senza urlare, fregandosene di toni e metrica, le chitarre accompagnano una marcia lenta, che è intrisa del drone dei Mai …

Capra – Sopra la panca

Solitamente la musica indipendente funziona così. Fai un disco, c’è una struttura (etichetta discografica) che spesso ha un’altra struttura (ufficio stampa) e spesso si appoggia a un’altra struttura (booking) e spesso affida il tutto a un’altra struttura (management). Ora, forse non funziona sempre così. I ruoli cambiano, alle volte manca qualcuno in questo gioco di sedie bellissimo eppure la maggior parte delle volte, l’artista con la sua musica viene caricato di strutture, immaginateli come dei grandi palazzi enormi uno sopra l’altro, e molto spesso schiacciato da esse. Ok, rilasci un sacco di interviste, ok, trovi un sacco di date dove suonare. ok, ok, ok. La musica è l’ultima di queste cose, quella che passa in un momento e non viene quasi mai ricordata. L’album di CAPRA (già Gazebo Penguins macccchetelodicoafare) ha stimolato in me queste riflessioni, soprattutto leggendo in rete una serie di opinionisti niente male. Il disco è ovviamente concreto perché non è un lavoro tirato per i capelli e nemmeno privo di obbiettivi. 10 tracce, un percorso ben raccontato, molti immaginari reali e …

Action Dead Mouse / L’Amo – Split

Bologna – Napoli è sempre stata una partita bellissima. Qualche anno fa il Napoli allenato da Walter Mazzarri si è venuto a prendere un pezzo di scudetto in città. Giocavano bene queste due squadre e insieme hanno sempre creato qualcosa di molto simile al punk, per via dell’epicentro culturale che passa da questi luoghi. Gli Action Dead Mouse e L’Amo realizzano questo split di 10 minuti rilasciato dalla collaborazione fra To Lose La Track e Fallo Dischi, realtà fra le ultime ad arrendersi a questo liberismo elettronico sfrenato. Protagonisti diversi ma dimensioni uguali, oltre il post-punk e l’emo-core, un free download obbligato in attesa che una delle due squadre vinca lo scudetto passando proprio dall’altra. Vittorie collettive, campioni d’Italia e gran caroselli.

Valerian Swing – A U R O R A

Forza della natura, tempesta, distruzione, fuoco, fiamme, potenza, tornado, ciclone, caos, cataclisma, catastrofe, disastro, sconvolgimento, tromba d’aria, turbine, bufera, burrasca, tormenta. Circa così, basterebbe per far capire la volontà dei Valerian Swing con il nuovissimo album in free download. 8 tracce che fanno salire l’adrenalina come nei giorni migliori di primavera, dove davanti non hai l’estate con tutte le varie spiagge ma i suoi temporali, quelli bagnati dove correre non è altro che poesia.

Dags! – S/T

Quando dici To Lose La Track vai sul sicuro. Si chiamano DAGS! e hanno appena rilasciato un disco struggente, malinconico e in free download gratuito. 5 tracce punk emotive, genuine e cupe come le nuvole nel cielo durante l’estate. Alle volte piove fortissimo, ma così forte da sentire le chitarre incalzare nella propria testa fino a sfumare nell’asfalto bagnato. Immagini fori e ben prodotte per un progetto musicale che può andare talmente lontano da far venire i brividi.

Do Nascimiento – Giorgio

I Do Nascimiento non sono di certo una scommessa. Giorgio lo sa e in 6 tracce (più qualche inedito nell’edizione in vinile) non ci resta che incassare. Liguri, forti e precisi ma anche malinconici e piuttosto romantici. C’è un sacco di musica che entra dentro e scorre velocemente come un mare di paranoie. Urlate a squarciagola e uscite di casa anche se fuori fa un caldo terribile e il condizionatore in fondo non è poi così male.  Noi ci siamo innamorati di loro e qualcuno ha già questa colonna sonora nel proprio lettore mp3, voi dovreste farlo lo stesso perchè ormai abbiamo incassato ed è stato un successo.