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EBOLA AND AIVORI

Oggi ho incontrato una mia amica ciabattona ricchissima, comunista vista mare di famiglia comunista vista mare mai sfiorata dalla seconda guerra mondiale e molto intonata a cantare “Bella Ciao” sorseggiando vini pregiati, abbastanza tipico qua a Bologna, tutta piss & lov, vogliamoci bene, bacino bacino, patatino, piccino picciò, cazzino, passerina, patatina, il gelatino, la festina a montesolino… una che chiama i suoi bimbi i nani e appena vede un nano vero, copre gli occhi alla prole e vomita in un cespuglio polpettine bio che costano due euro l’una al mercato del contadino scoreggione che si tiene in val di setta, ma solo per pochi adepti. Adoro chicchierare con lei. Adoro la sua falsità e mi diverto molto a prenderla per il culo, ma purtroppo non se ne accorge e questo un po’ mi fa ridere e un po’ ci rimango male. Stamattina era arrabbiata con l’altrettanto ricca ministra Madia piglia u’cazz e porta via sul blocco dello stipendio agli statali, categoria alla quale appartiene con abengazione e forza da quando un baffone del sindacato l’ha …

Che c’importa di domani

Esco di casa. Oggi si prende il treno e si va a Bologna per vedere la mia squadra di basket preferita. Si chiama Fortitudo e nella sua storia ha collezionato ben due scudetti e una serie infinita di finali scudetto perse nelle maniere più disparate. Saluto Ernesto, il cane di mia madre e prendo il tram. Arrivo in stazione, faccio il biglietto meno vantaggioso del mondo e la prossima fermata è il Paladozza in Piazza Azzarita a Bologna. Al mio arrivo, ci si prepara alla temibile gara 5 finale scudetto contro l’armata avversaria. Giochiamo in casa, il fattore campo non è cosa indifferente. Ogni domenica, che si tratti di B2 o finale scudetto, oltre 5000 persone assistono alle partite da anni a questa parte. Lo diceva qualcuno e me lo ripeteva sempre Augusto, il mio vecchio portinaio quando vivevo a Bologna “la Fortitudo è un sentimento, le altre sono squadre”. Entrato nella bolgia della tifoseria, mi levo non solo fisicamente ma anche mentalmente i panni dello stagista servile che per tutta la settimana mi pesano …

✎ NarrantiErranti – I protagonisti.

Giorgio Zigiotti è l’ultimo dei protagonisti di Narranti Erranti intervistato dal MURO, scopritelo. Ti capita spesso di apprezzare ciò che scrivi o sei abbastanza critico? Sono molto critico. Forse troppo. Non sono mai sicuro di me e questo mi viene dalla consapevolezza di non avere una preparazione scolastica adeguata. Ho lasciato la scuola dopo le medie e un tentativo di frequentazione di un istituto d’arte. All’epoca consideravo più importante avere i soldi per il sabato sera che un’istruzione. Oggi, però, molti di quei sabato sera tornano a trovarmi affacciandosi nei racconti che scrivo. Scrivere: passione o qualche futuro progetto? Scrivere è una passione recente, nata per caso. Una decina d’anni fa ho cominciato a scrivere di un’altra passione, la vela. Allora non avevo ancora una barca mia e sognavo molto. Dalla vela ai racconti, dai racconti a un blog che li raccogliesse, il passo è stato breve e gratificante. Lo scorso anno ho pubblicato la mia prima raccolta di racconti dal titolo “Birre, caffè e tracce di rossetto”. Presentarlo, incontrare persone che già mi conoscevano …

✎ NarrantiErranti – I protagonisti.

Altro protagonista della settimana di collaborazione con Narranti Erranti è Giulia Basile da Noci in provincia di Bari. Scopriamola grazie a qualche domanda. Dove nasce la tua passione per la scrittura? La mia passione nasce da bambina quando ascoltavo favole e soprattutto, da mia nonna e da mia madre, i racconti della loro vita. Così la mia fantasia volava e crebbe poi con la lettura, che alimentava con mondi lontani il mio piccolo mondo provinciale. A 16 anni è stato quasi naturale scrivere versi per i miei primi amori, per le prime delusioni e per le ingiustizie della vita. E poi ho continuato a periodi alterni, condivisi col mio lavoro di docente impegnata e di moglie e madre. Scrivere può esser un ottimo modo per combattere la mancanza di comunicazione odierna? Oggi si vive di comunicazione. Il Mondo ci viene incontro anche quando vorremmo tenere chiuse le nostre finestre! Ma non dobbiamo farci ingannare da quelle che sono solo informazioni e non toccano la nostra sfera relazionale ed emozionale. La scrittura, quella sì, può avvicinarci …

✎ Toomat, la consacrazione

Il quarto disco in studio sancisce la consacrazione per i Toomat, il confine tra musicista per professione e solo per passione ormai è sottile, quasi invisibile. Quasi 50 date in un anno, con un cachet che si aggira sempre oltre le 4 cifre. Una grande vittoria, e questa quarta fatica ufficiale gli permetterà di guardasi anche in televisione. Me li ricordo benissimo 7 anni fa, in una piazza di provincia a rilasciare il loro primo disco ufficiale. Un emozione fortissima, loro impavidi si buttavano tutti i sacrifici alle spalle e fornivano uno show che i loro coetanei non erano ancora in grado di offrire. Il leader Stefano, lo conosco bene, abitavamo molto vicini e da piccoli non ci beccavamo spesso in grande simpatia, crescendo poi abbiamo avuto la pessima idea di innamorarci della stessa donna, una principessa dello scenario alternativo cittadino. Fidanzata con me per mesi decise di frequentarsi con lui, ma io feci di tutto per impedire ciò, utilizzando i miei spazi sul web per bocciare le demo della sua band ( che a …