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The Clever Square – Nude Cavalcade

Dal 2006, Ravenna, Romagna Rock, quello che profuma d’Europa, mai banale e raccontato in mille antologie. Tornano dopo due anni, e una decina fra EP, dischi, collaborazioni, con 17 tracce evolute nel loro percorso ma pur sempre dal marchio di fabbrica Clever Square. Un gruppo importante, produttivo e terribilmente riconoscibile, capace di girare in lungo e in largo la nostra penisola ma con la consapevolezza di poter decisamente portare qualcosa fuori anche da qui. Non c’è più tempo per gridare al gruppo rivelazione o al disco capolavoro, il percorso di questo progetto musicale è una raccolta continua, capace di far maturare le loro persone, ma soprattutto la loro musica, verso obbiettivi ben più grandi di questa recensione. Consigliati, consigliato, andate a vederli dal vivo, spaccano.

Matilde Davoli – I’m Calling You From My Dreams

Probabilmente i facili entusiasmi di qualche tempo fa in realtà sono pieni di costrutto. Matilde Davoli esordisce come solista con un disco speciale di 10 tracce, rilasciato da Loyal To You Dreams, e lo fa con la solita leggera energia che ne ha contraddistinto le precedenti apparizioni discografiche, ultima in ordine cronologico quella nell’ultimo lavoro di Indian Wells. Adesso, diventa piuttosto semplice pronosticare un futuro roseo per quest’artista, Italiana ma di base in quel di Londra, consapevole delle proprie potenzialità ma soprattutto capace di portare a termine un lavoro importante, dove non si lascia nulla al caso e soprattutto non ci si chiude nella singola etichetta di genere. Elettronico sì, ma anche folk, pop, indie e pieno di sensazioni da rendere questo lavoro umano e tangibile. Il rischio hype -> che poi passa in fretta, poteva essere dietro l’angolo, ma l’esperienza ha legato questa rete, fatta di studio, gavetta, sperimentazioni ma soprattutto sogni, perché non c’è nulla di meglio che ascoltare questo disco e non riuscire a rimanere fermi.

≈ Belize ≈ – ≈ Belize ≈

Sono appena 4 tracce, ci sono due collaborazioni (Waxlife e Disa) e le ambientazioni anni 90 made in uk che ricordano il trip hop dei bei tempi andati. I ≈ Belize ≈ sono un gruppo di Varese e quindi Italiani, cantano in lingua Italiana ma con un background ben poco nazional popolare. Non è un prodotto radiofonico ma un viaggio decisamente più complesso, capace di stimolare fantasie ormai passate e scambiarle per prospettive future con una grande coscienza musicale. Immaginate linee appese in uno spazio non identificato con un sacco di polvere e una luce in fondo a qualcosa che vi fa stare bene. Le 4 tracce di questi ragazzi, uscite per Ghost Records, sono come l’analisi di un sogno che promette un positivo risvolto nella vostra vita quotidiana.

Stèv – Beyond Stolen Notes

La genesi romantica e delicata del produttore Italiano Stèv, che nel corso di questi anni si è contraddistinto come precursore di un certo tipo di lavoro all’interno dell’elettronica non solo nazionale ma anche Europea, è arrivata al dunque. La possibilità di tornare in cameretta come un piccolo chimico della musica, capace di assumere varie forme, e intraprendere diversi percorsi sonori non esiste più. Esce con 11 tracce, per un lavoro che mantiene fede a tutti luoghi visitati e alla profonda natura della persona, quel Stefano che oltre la musica, si muove curioso  e con una profonda naturalezza che per forza di cose, non poteva esser dimenticata in questo disco. Stèv fa un ritratto del mondo in maniera spontanea ma è artefice di un profondo percorso che in questi anni l’ha portato a farsi conoscere soprattutto fuori da questo paese e questo non è necessariamente qualcosa di negativo o poco produttivo all’interno del panorama nazionale ma una forza da cui non puoi tornare indietro. Chi ha la possibilità di poter fare bene questa musica, deve fare …

Killacat – Parto da qui

Killacat è partito parecchi anni fa, da Catanzaro, tra “i Giardini” e corso Mazzini, sovrastato da “Il Cavatore” e da un accento impossibile da nascondere, dalle riflessioni filosofiche a “Bellavista” e ai ritardi della “Funicolare”. Killacat, “(ri)Parto da qui”, raggiunge la consapevolezza che sia arrivato il momento di cambiare aria, per semplice curiosità e per seguire una passione insieme agli amici della Blue Nox. Sicuramente la sua ultima storia d’amore non è finita nel migliore dei modi ma ci regala comunque minuti di riflessione e di amore, insieme a Mud Buddy e Mecna, Dj Tsura, il promettente Iamseife, Big Joe, Fid Mella e Gheesa. Per ascoltare “Tu non c’eri” bisogna purtroppo affidarsi a youtube, ma come ultima traccia di un EP garbato e piacevole. Killacat cerca di trovare la sua strada e lo fa con classe e tanta passione. Bravo. Quando ti rivedrò ti abbraccerò ma la camicia bianca non ce l’ho.

Chambers – La guerra dei trent’anni

Fiumani, volendo o non volendo, influenza tutte le produzioni toscane degli ultimi anni (vedere Tutte le Cose Inutili): il cantante dei Diaframma con il suo speech-singing ha scovato un legame profondo tra la poesia vomitata e l’accento del granducato: il nuovo album dei Chambers tiene alcune peculiarità del cantautore fiorentino, pur essendo decisamente, estremamente più nervoso, sporco, violento di qualsiasi disco cold-wave. La guerra dei trentanni è un album pesante, spesso dissonante, volgare come gli ultimi Kyuss, lento come i Melvins, tanto stoner quanto doom. Il terzo lavoro in studio dei trentenni pisani è un composto culturale tra l’underground italiana degli anni ’80 – leggasi Diaframma o CCCP – e quella americana dei primi ’90 – Botch, Melvins (appunto) o Slint: pur rifacendosi a qualcosa di già sentito i Chambers riescono a rinnovarsi e a rinnovare il suono. Il singolo In Viaggio (con Mai Mai Mai) è il simbolo di questo lavoro: la voce urla senza urlare, fregandosene di toni e metrica, le chitarre accompagnano una marcia lenta, che è intrisa del drone dei Mai …

Celluloid Jam – Youth EP

Nella fomentatissima scena elettro indie italiana fa capolino questo gruppo con un disco da cinque tracce che hanno chiamato “Youth”. Il loro nome è Celluloid Jam, e di fatto sono un ragazzo e una ragazza di Firenze innamorati delle atmosfere psichedeliche e fumose di gruppi come Animal Collective e affascinati dall’immaginario hipster di questo strano periodo storico (e di conseguenza dalla sfida musicale che ne deriva). A sua volta su un sound così originale, vengono proiettati i visual di David, figura fondamentale del gruppo che cura la parte artistica visuale nei concerti e non solo. Il risultato sono 5 tracce giocose e magnetiche in cui la splendida voce di Cate si fonde perfettamente con le basi minimali ma carismatiche di Jerro. Nonostante il titolo di questo ep lasciasse presagire a un lavoro adolescenziale, le tracce dimostano una forte compiutezza, unità e maturità che considerata l’età dei membri verrebbe voglia di urlare “al genio, al genio”. È molto bello vedere venire a galla tante proposte italiane con questo respiro internazionale (vedi M+A, Clap Clap, Be Forest) …

Mamavegas – Arvo

Sono passati 3 anni e nell’infinita di gruppi musicali che godono di qualche settimana di lustro, tornano i Mamavegas. Personalmente ricordo il precedente lavoro con piacere, come un qualcosa di azzeccato nell’esatto momento in cui è stato rilasciato; d’altronde è 42Records, che dischi in fondo a livello qualitativo ne sbaglia pochi (o forse nessuno). Arvo però è molto più bello e uso termini semplici per raccontare queste 10 tracce perché detesto analizzare nel dettaglio un brano dopo l’altro. Rispetto al precedente lavoro, maggiori sono le influenze a livello musicale – si sente il mood jazz come il rock duro e puro – ma soprattutto vari sono i percorsi sonori intrapresi dal gruppo che ha fatto della raffinatezza un marchio di fabbrica. Recentemente ho avuto anche il piacere di ospitarli a Bologna e sentire questo disco dal vivo; sono rimasto a dir poco colpito dalla capacità di fare musica complessa ovvero ben prodotta, suonata e ricca di struttura per un pubblico ben coinvolto e partecipe nonostante qualcuno fosse solo di passaggio nel locale. Forse la loro …

Apes On Tapes – Escape From Primate Island

Uscire con qualcosa di nuovo, soprattutto quando fai musica elettronica non è mai facile. Il rischio di cadere in una spirale culturale porta spesso a crearti un recinto sicuro e tranquillo dal quale non riesci a uscire. “Qualcosa di passato è andato bene quindi proviamo a percorrere la stessa strada” purtroppo, ma forse per fortuna, l’elettronica, finalmente anche in Italia, è diventata qualcosa di immediato, veloce e diretto quindi non conosce questo percorso creativo. Lo spazio che vige è molte volte residuo e spesso si contamina con il tour stesso e quest’ultimo, dev’esserne la forza. Così è stato con gli Apes On Tapes, mica gli ultimi arrivati, coloro che fanno questo genere da quasi una decina di anni con una continua ricerca musicale e anche nel caso di Escape From Primate Island hanno saputo rinnovare il proprio background. Hip Hop, elettronica dal futuro e questo suono pieno a riempire le casse dello stereo in macchina che quasi non riescono a tenere la precisione con cui esce tutta la vena compositiva del trio che piace/piacerà tantissimo …

IOSONOUNCANE – DIE

Nell’arte, ma soprattutto nella poetica di IOSONOUNCANE, oltre lo stile sperimentale e introverso, ho sempre notato una spensieratezza chiara e solare. Die sancisce il ritorno dell’artista e lo fa con 6 tracce che hanno un modo particolare di raccontare mondi e spazi, passando da vibrazioni techno a chitarre leggere, per certi versi quasi soavi e melodiose. All’attesa di questo tempo passato fra il disco passato e il nuovo, ha reagito così andando a viversi il suo mondo, raccogliendo esperienze, facendo suonare 15 artisti nel disco e scrivendo tracce anche da 10 minuti. Non è interessato alle dinamiche, alla struttura, ai protocolli che la musica indipendente va inseguendo da qualche anno a questa parte, esce per quello che è, senza troppe pressioni. Di artisti così forse, sarebbe meglio ce ne fossero di più, perché lasciando perdere il lato romantico del fare musica nel 2015 in Italia, abbiamo una necessita forte di azzerare i personaggi e i compromessi per cercare di vivere maggiormente il momento in cui viene ascoltato qualcosa, da un qualcuno che non ha esigenza …