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Normale non vuol dire giusto#60

“Siamo chiamati alla giustizia fin dalla nascita. Sulla natura si fonda il diritto, non sull’opinione”. E’ una delle frasi che troneggia sui muri del Tribunale di Milano. Chissà se Claudio Giardello potrebbe condividere? “Volevo vendicarmi di chi mi ha rovinato” ha dichiarato appena arrestato, poi si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ci sarà il compianto per le vittime, ci saranno le inchieste per le falle nella sicurezza. Ci saranno indignazione e polemica, rabbia e scuse abbozzate. Alcune, per la verità, già avanzate: Bruti Liberati, capo della Procura, ha chiosato con un lapalissiano “falle nella sicurezza ci sono state, ma finora il sistema aveva sempre funzionato”. Chi l’avrebbe mai detto. E’ la Repubblica delle formiche: tutti corrono impazziti quando viene colpita la tana, ma poi se ne dimenticano. Il Presidente di questa stessa Repubblica ha convocato d’urgenza il Consiglio Superiore della Magistratura. Quello del Consiglio dei Ministri ha invitato a non strumentalizzare l’accaduto tirando in ballo la sicurezza di Expo. Un imprenditore folle ha compiuto un gesto altrettanto folle: come sia riuscito a portare …

Normale non vuol dire giusto#59

Devi descrivere il popolo italiano? Puoi usare l’icastico binomio “genio e sregolatezza”. Abbiamo riscoperto il diritto alla fine del secolo XI, ma ci preparavamo anche a lanciare la prima crociata. Abbiamo fondato i primi istituti bancari, ma ci uccidevamo fra guelfi e ghibellini. Cristoforo Colombo scopriva l’America, ma Firenze era agitata da guerre intestine per la successione di Lorenzo De’ Medici. Cattolici illuminati inventavano i primi ospedali, ma prelati romani usavano il gladio della controriforma contro nemici politici. Abbiamo innalzato il fascismo, ma preparandoci a scrivere la Carta Costituzionale più solida del ventesimo secolo. Potremmo proseguire a lungo con questa lista, se non fosse che l’argomento di oggi si chiama Verybello.it. C’è poco altro da aggiungere, l’invito è ad andare a visitare questo sito, lanciato qualche giorno fa dal ministro per i beni culturali Dario Franceschini. E’ nato con l’intento di promuovere le bellezze italiane nell’anno dell’Expo, presentando più di mille eventi su tutto il territorio nazionale, in modo che i visitatori esteri non si fermino a Milano, ma imparino a conoscere l’intera penisola. Il …

Normale non vuol dire giusto#58

11 settembre dell’Europa. Lo hanno chiamato così, e hanno esagerato. La gravità dell’accaduto è sotto gli occhi di tutti, ma l’attacco del 2001 colpì al cuore il popolo americano. Oltreoceano si sentirono per la prima volta indifesi: tremarono e reagirono, mentre i segni della ferita inferta si vedono ancora oggi. Qui il proiettile ha mirato alla testa, ed è stato un errore. Attentati simili – lo abbiamo ripetuto più volte in questa rubrica – ambiscono a creare un terremoto emotivo e a scuotere le viscere. Generare odio significa radicalizzare i conflitti; apre un baratro fra Islam e Occidente, in cui uno dei due sarebbe destinato a cadere. Ma il colpo è calato su un giornale, ha sporcato di sangue pagine piene di disegni e parole. Non ha generato l’ancestrale paura che ci allontana dal diverso, ma la razionale indignazione di chi è consapevole di difendere valori conquistati in secoli di storia. L’omicidio del Presidente Hollande, probabilmente, sarebbe stato meno dirompente. Sterminare un gruppo di irriverenti intellettuali francesi nella patria dell’illuminismo è come tentare di abbattere …

Normale non vuol dire giusto#57

141 morti, di cui 132 bambini e adolescenti, in Pakistan. La matrice terroristica riconduce al Califfato Nero, all’Isis, al vecchio fondamentalismo che ha trovato una nuova bandiera sotto la quale radunarsi. Uccisi nelle classi, in una scuola. “Una scuola militare, per far provare ai soldati lo stesso dolore che ogni giorno provano le persone comuni” spiega l’organizzazione che ha rivendicato l’attacco, e che non merita nemmeno di essere menzionata. Ma si tratta proprio di quella strategia del terrore di cui parlavamo in questa rubrica qualche settimana fa: odio che chiama altro odio, radicalizzazione dei conflitti, rabbia cieca e caos. E mentre centinaia di madri piangono i loro figli barbaramente trucidati con colpi alla testa, mentre il loro sangue si sparge sotto i banchi dove avevano cercato un ultimo disperato riparo, una scena altrettanto tragica proviene da casa nostra. “Pensa agli italiani, pensa ai bambini italiani!”. Renzi è in parlamento, cita la tragedia, e questa è la risposta. Avete capito bene: pensa agli italiani. Non è chiaro se l’invettiva sia arrivata dai banchi della Lega Nord …

Normale non vuol dire giusto#56

La legge è uguale per tutti. Troneggia questa frase su ogni aula di tribunale. Non era scritta al Quirinale, pochi giorni fa, quando si è verificato un evento di straordinario significato storico e simbolico. Quel monito, però, si è comunque realizzato. Il Presidente della Repubblica, la più alta carica dello stato, è stato sottoposto a un esame testimoniale: interrogato dai pubblici ministeri del tribunale di Palermo, ha dato il suo contributo per tentare di sciogliere alcuni misteri che avvolgono una delle pagine più cupe della nostra storia italiana. I mesi attorno ai quali ruotarono le uccisioni di Falcone e Borsellino. La tremenda estate del 1992. Il Quirinale ha pubblicato per intero le dichiarazioni di Napolitano. Ai giudici della corte spetterà “risolvere il caso”, ma leggendo quelle pagine si libera inequivocabilmente un altro concetto, ben più profondo: il senso delle istituzioni. Sempre più labile e lato, difficilmente comprensibile in una stagione della storia italiana in cui la politica si fa con i sondaggi e le riforme si compiono dalla sera alla mattina. Siamo figli del nostro …

Normale non vuol dire giusto#55

Il “terrore” fu l’ultima deformazione della rivoluzione francese e di Robespierre. Poi il sistema collassò su sé stesso. Il terrorismo, invece, prima di essere una posizione “politica”, è una strategia di comunicazione globale. Le teste cadevano a centinaia sotto la ghigliottina: così ci si liberava degli oppositori politici. Oggi le teste si tagliano per intimidire l’opinione pubblica delle nazioni nemiche. La paura genera odio, e l’odio violenza. In questo modo i fondamentalisti dell’Isis trascinano i loro avversari sul proprio congeniale terreno di battaglia: radicalizzano le posizioni di chi si trova a fronteggiarli. Per quanto il nuovo califfato possa essere ricco e solido, combatte una battaglia persa in partenza. Le forze militari in campo non sono paragonabili, e non siamo nel Vietnam. Tuttavia il vero pericolo non è l’Isis, ma la reazione che avranno le forze alleate. Trasformare il conflitto attuale in una battaglia fra mondo arabo e occidente è il desiderio più sfrenato di questo nuovo esercito che va formandosi. Estremizzare le posizioni porterebbe a un conflitto su scala mondiale. Proviamo a pensare a una …

Normale non vuol dire giusto#54

Solidarietà o ipocrisia? L’amletico dilemma dell’Ice Bucket Challenge non dà tregua. La giornata internazionale contro la SLA sarà il 21 settembre. Mancano tre settimane all’evento, ma già la sfida a suon di secchiate d’acqua sembra aver perso buona parte del suo appeal. Mentre esperti di ieri e di oggi alternano sapientemente severità e compiacenza nei confronti della nuova moda dei social network, il video si è diffuso in maniera virale. Hanno partecipato molti di quelli che contano e molti che non sanno neanche contare. Alcuni hanno versato all’AISLA, altri no. Per la cronaca: parliamo di Sclerosi Laterale Amiotrofica, una sindrome che nel tempo limita l’attività muscolare. La più classica delle malattie degenerative che tutti temono e che nessuno vuole vedere. Nella gran confusione di opinioni, tendenze e controtendenze, prese di posizione e accesi impeti di superiorità, sfugge il metodo più semplice per dare un giudizio – se ancora ci si può permettere di giudicare – sull’intera faccenda. Dividere il problema e scoprire che, in realtà, le questioni sono due. La prima è la campagna ideata …

Normale non vuol dire giusto#53

Stella nascente o meteora destinata presto a scomparire? Il trionfo di Renzi e l’assestamento del Movimento 5 Stelle come secondo partito nazionale ci consegnano l’immagine di un’Italia che vuole cambiare. A tutti i costi. Il problema, da oggi, diventa decidere dove vuole andare. Il Partito Democratico non aveva mai ottenuto nella sua storia un risultato simile. In realtà, nessun partito oggi esistente c’è mai arrivato vicino. La dimostrazione, per il centro-sinistra, che esiste un bacino potenziale inespresso da cui si può attingere. Non bisogna avere paura di usarlo. E’ politica, non Critica della Ragion Pratica. Milioni di giornalisti, politologi, esperti, cartomanti e stregoni vedono il ritorno della Democrazia Cristiana, inquadrano nuovi fenomeni con strumenti vecchi. Si daranno una svegliata, o moriranno anche loro. E’ anche il giorno del giudizio per il centro-destra, a cui il suo leader unico arriva stremato, dopo una battaglia contro i tentacoli della giustizia e l’oblio della vecchiaia che lo attende. Non quella degli anziani saggi ed illuminati – come forse qualche voltà in questi frenetici anni desiderò essere – ma …

Normale non vuol dire giusto#52

Poliziotti che applaudono chi uccise Aldrovandi. Ultras che sfogano la loro violenza negli stadi, si sparano, lanciano fumogeni e si sbracciano per avere il controllo di una partita, atto che per loro rappresenta la massima manifestazione del potere. Il punto in comune non è il sangue sparso sulla strade di Ferrara o della capitale, non sono nemmeno le frasi – più o meno di circostanza – pronunciate dalle istituzioni del nostro paese. E’ il silenzio tombale di chi professa amore (per una divisa come per una maglia) ma non ha il coraggio di opporsi alla violenza che stupra questo sentimento quotidianamente. Un silenzio che ci condanna, bollandoci mestamente per quello che evidentemente siamo. Un popolo di quaquaraquà. Speriamo non si offenda Sciascia, che descriveva la categoria come “quelli che dovrebbero vivere con le anatre nelle pozzanghere, perché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre”. Partiamo da un presupposto: ogni essere umano ha passioni, desideri, sogni. E’ lui stesso a sceglierseli. Ma è poi capace di difenderli? Un Ultras …

Normale non vuol dire giusto#51

Festa della liberazione. La nota più malinconica e triste di questa giornata meravigliosa è che il suo significato più profondo è stato perso lungo settant’anni. Diciamo meglio: chi lo ha perso, sono state le generazioni degli attuali cinquantenni e sessantenni. Noi che di anni ne abbiamo meno, possiamo ritenerci fortunati se una briciola di quel significato ci è stato trasmesso da chi ancora ne porta le cicatrici sulla pelle ormai secca e stremata, o riposa all’ombra delle colline accarezzate dalla brezza della primavera. Un popolo che non ha radici, non ha futuro, dicono. E noi, che le avevamo, dove le abbiamo perse? Come possiamo ritrovarle, se solo le briciole ci rimangono? Liberazione, da sempre in coppia con Resistenza. Quella partigiana, sui nostri monti, o meglio, sui monti dei nostri vecchi. Perche quei monti non sono nostri: nessuno ci ha fatto sentire tali nemmeno quelli, e noi gli preferiamo l’alto mare aperto della rete, dove chi è ancora più piccolo, spesso, navigha senza sosta e senza un’apparente destinazione, dimenticandosi perfino che esistono porti, sicuri, a cui …