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Stèv – Beyond Stolen Notes

La genesi romantica e delicata del produttore Italiano Stèv, che nel corso di questi anni si è contraddistinto come precursore di un certo tipo di lavoro all’interno dell’elettronica non solo nazionale ma anche Europea, è arrivata al dunque. La possibilità di tornare in cameretta come un piccolo chimico della musica, capace di assumere varie forme, e intraprendere diversi percorsi sonori non esiste più. Esce con 11 tracce, per un lavoro che mantiene fede a tutti luoghi visitati e alla profonda natura della persona, quel Stefano che oltre la musica, si muove curioso  e con una profonda naturalezza che per forza di cose, non poteva esser dimenticata in questo disco. Stèv fa un ritratto del mondo in maniera spontanea ma è artefice di un profondo percorso che in questi anni l’ha portato a farsi conoscere soprattutto fuori da questo paese e questo non è necessariamente qualcosa di negativo o poco produttivo all’interno del panorama nazionale ma una forza da cui non puoi tornare indietro. Chi ha la possibilità di poter fare bene questa musica, deve fare …

Killacat – Parto da qui

Killacat è partito parecchi anni fa, da Catanzaro, tra “i Giardini” e corso Mazzini, sovrastato da “Il Cavatore” e da un accento impossibile da nascondere, dalle riflessioni filosofiche a “Bellavista” e ai ritardi della “Funicolare”. Killacat, “(ri)Parto da qui”, raggiunge la consapevolezza che sia arrivato il momento di cambiare aria, per semplice curiosità e per seguire una passione insieme agli amici della Blue Nox. Sicuramente la sua ultima storia d’amore non è finita nel migliore dei modi ma ci regala comunque minuti di riflessione e di amore, insieme a Mud Buddy e Mecna, Dj Tsura, il promettente Iamseife, Big Joe, Fid Mella e Gheesa. Per ascoltare “Tu non c’eri” bisogna purtroppo affidarsi a youtube, ma come ultima traccia di un EP garbato e piacevole. Killacat cerca di trovare la sua strada e lo fa con classe e tanta passione. Bravo. Quando ti rivedrò ti abbraccerò ma la camicia bianca non ce l’ho.

Chambers – La guerra dei trent’anni

Fiumani, volendo o non volendo, influenza tutte le produzioni toscane degli ultimi anni (vedere Tutte le Cose Inutili): il cantante dei Diaframma con il suo speech-singing ha scovato un legame profondo tra la poesia vomitata e l’accento del granducato: il nuovo album dei Chambers tiene alcune peculiarità del cantautore fiorentino, pur essendo decisamente, estremamente più nervoso, sporco, violento di qualsiasi disco cold-wave. La guerra dei trentanni è un album pesante, spesso dissonante, volgare come gli ultimi Kyuss, lento come i Melvins, tanto stoner quanto doom. Il terzo lavoro in studio dei trentenni pisani è un composto culturale tra l’underground italiana degli anni ’80 – leggasi Diaframma o CCCP – e quella americana dei primi ’90 – Botch, Melvins (appunto) o Slint: pur rifacendosi a qualcosa di già sentito i Chambers riescono a rinnovarsi e a rinnovare il suono. Il singolo In Viaggio (con Mai Mai Mai) è il simbolo di questo lavoro: la voce urla senza urlare, fregandosene di toni e metrica, le chitarre accompagnano una marcia lenta, che è intrisa del drone dei Mai …

Celluloid Jam – Youth EP

Nella fomentatissima scena elettro indie italiana fa capolino questo gruppo con un disco da cinque tracce che hanno chiamato “Youth”. Il loro nome è Celluloid Jam, e di fatto sono un ragazzo e una ragazza di Firenze innamorati delle atmosfere psichedeliche e fumose di gruppi come Animal Collective e affascinati dall’immaginario hipster di questo strano periodo storico (e di conseguenza dalla sfida musicale che ne deriva). A sua volta su un sound così originale, vengono proiettati i visual di David, figura fondamentale del gruppo che cura la parte artistica visuale nei concerti e non solo. Il risultato sono 5 tracce giocose e magnetiche in cui la splendida voce di Cate si fonde perfettamente con le basi minimali ma carismatiche di Jerro. Nonostante il titolo di questo ep lasciasse presagire a un lavoro adolescenziale, le tracce dimostano una forte compiutezza, unità e maturità che considerata l’età dei membri verrebbe voglia di urlare “al genio, al genio”. È molto bello vedere venire a galla tante proposte italiane con questo respiro internazionale (vedi M+A, Clap Clap, Be Forest) …

Mamavegas – Arvo

Sono passati 3 anni e nell’infinita di gruppi musicali che godono di qualche settimana di lustro, tornano i Mamavegas. Personalmente ricordo il precedente lavoro con piacere, come un qualcosa di azzeccato nell’esatto momento in cui è stato rilasciato; d’altronde è 42Records, che dischi in fondo a livello qualitativo ne sbaglia pochi (o forse nessuno). Arvo però è molto più bello e uso termini semplici per raccontare queste 10 tracce perché detesto analizzare nel dettaglio un brano dopo l’altro. Rispetto al precedente lavoro, maggiori sono le influenze a livello musicale – si sente il mood jazz come il rock duro e puro – ma soprattutto vari sono i percorsi sonori intrapresi dal gruppo che ha fatto della raffinatezza un marchio di fabbrica. Recentemente ho avuto anche il piacere di ospitarli a Bologna e sentire questo disco dal vivo; sono rimasto a dir poco colpito dalla capacità di fare musica complessa ovvero ben prodotta, suonata e ricca di struttura per un pubblico ben coinvolto e partecipe nonostante qualcuno fosse solo di passaggio nel locale. Forse la loro …

Capra – Sopra la panca

Solitamente la musica indipendente funziona così. Fai un disco, c’è una struttura (etichetta discografica) che spesso ha un’altra struttura (ufficio stampa) e spesso si appoggia a un’altra struttura (booking) e spesso affida il tutto a un’altra struttura (management). Ora, forse non funziona sempre così. I ruoli cambiano, alle volte manca qualcuno in questo gioco di sedie bellissimo eppure la maggior parte delle volte, l’artista con la sua musica viene caricato di strutture, immaginateli come dei grandi palazzi enormi uno sopra l’altro, e molto spesso schiacciato da esse. Ok, rilasci un sacco di interviste, ok, trovi un sacco di date dove suonare. ok, ok, ok. La musica è l’ultima di queste cose, quella che passa in un momento e non viene quasi mai ricordata. L’album di CAPRA (già Gazebo Penguins macccchetelodicoafare) ha stimolato in me queste riflessioni, soprattutto leggendo in rete una serie di opinionisti niente male. Il disco è ovviamente concreto perché non è un lavoro tirato per i capelli e nemmeno privo di obbiettivi. 10 tracce, un percorso ben raccontato, molti immaginari reali e …

Apes On Tapes – Escape From Primate Island

Uscire con qualcosa di nuovo, soprattutto quando fai musica elettronica non è mai facile. Il rischio di cadere in una spirale culturale porta spesso a crearti un recinto sicuro e tranquillo dal quale non riesci a uscire. “Qualcosa di passato è andato bene quindi proviamo a percorrere la stessa strada” purtroppo, ma forse per fortuna, l’elettronica, finalmente anche in Italia, è diventata qualcosa di immediato, veloce e diretto quindi non conosce questo percorso creativo. Lo spazio che vige è molte volte residuo e spesso si contamina con il tour stesso e quest’ultimo, dev’esserne la forza. Così è stato con gli Apes On Tapes, mica gli ultimi arrivati, coloro che fanno questo genere da quasi una decina di anni con una continua ricerca musicale e anche nel caso di Escape From Primate Island hanno saputo rinnovare il proprio background. Hip Hop, elettronica dal futuro e questo suono pieno a riempire le casse dello stereo in macchina che quasi non riescono a tenere la precisione con cui esce tutta la vena compositiva del trio che piace/piacerà tantissimo …

IOSONOUNCANE – DIE

Nell’arte, ma soprattutto nella poetica di IOSONOUNCANE, oltre lo stile sperimentale e introverso, ho sempre notato una spensieratezza chiara e solare. Die sancisce il ritorno dell’artista e lo fa con 6 tracce che hanno un modo particolare di raccontare mondi e spazi, passando da vibrazioni techno a chitarre leggere, per certi versi quasi soavi e melodiose. All’attesa di questo tempo passato fra il disco passato e il nuovo, ha reagito così andando a viversi il suo mondo, raccogliendo esperienze, facendo suonare 15 artisti nel disco e scrivendo tracce anche da 10 minuti. Non è interessato alle dinamiche, alla struttura, ai protocolli che la musica indipendente va inseguendo da qualche anno a questa parte, esce per quello che è, senza troppe pressioni. Di artisti così forse, sarebbe meglio ce ne fossero di più, perché lasciando perdere il lato romantico del fare musica nel 2015 in Italia, abbiamo una necessita forte di azzerare i personaggi e i compromessi per cercare di vivere maggiormente il momento in cui viene ascoltato qualcosa, da un qualcuno che non ha esigenza …

Indian Wells – Pause

Il torneo che si gioca a Indian Wells è sempre stato molto affascinante. Capita nel momento della stagione in cui avviene il passaggio fra le superfici veloci verso la terra rossa. È uno degli ultimi battiti prima del cambio di allenamento da parte degli atleti e nel corso di questi anni è stato vinto da tutti i maggiori giocatori della scena mondiale perché definito “il primo fra gli altri tornei”. Funziona così, ci sono 4 slam con un sacco di soldi e punti in palio, vinci quelli ed entri nella storia, poi c’è anche il BNP Paripas Open meglio conosciuto come il torneo di Indian Wells. È il torneo “Panta rei”, perché la condizione psicologica e fisica del singolo atleta è in divenire verso l’imminente slam Parigino su terra rossa (Rolland Garros). L’artista invece prende il nome e lo fa suo. Compare qualche tempo fa e regala subito emozioni che rimangono nel lettore mp3 di ogni appassionato di musica proprio come Agassi contro Sampras nel 2001, in una finale senza storia proprio in California. Dice …

Pop X – Pop X

FINALMENTE. Di matti la musica ne è sempre stata piena, famosi e meno famosi, e ultimamente ancora di più: da Gonjasufi a Ariel Pink, con i Die Antwoord e i Death Grips. Un matto vero però ce lo abbiamo in casa e ha partorito un capolavoro pop, nella sua essenza totale. Pop_X da Trento, per chi ancora non lo conosce, ha spaccato bandcamp e youtube con un techno-pop impossibile da raccontare, genuino e fuori di testa. I testi sono apparentemente senza senso, e toggiuro che dicono esattamente quello che voglio sentire in quel momento. Però nessuno ha mai pubblicato niente, nessuno ha mai fatto uscire un disco di Pop_X, FINO AD ORA. Bellissimo, nella vera tradizione punk che punk non è, il primo disco V-E-R-O del trentino è il suo greatestits, senza titolo, una raccolta di alcuni tra i pezzi registrati in casa e pubblicati su internet. Ovviamente con qualche cambiamento: Drogata Schifosa diventa semplicemente Drogata, Io Centro con i Missili diventa Missile, ma va bene così, le canzoni sono loro, come le conosciamo. I …