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U. Boccioni - La città che sale

Poesia non vuol dire noia #5

Anche oggi vi dimostrerò che “poesia” non vuol dire “noia”. Oggi a maggior ragione perché ci si avventurerà nella poesia usata nella comunicazione politica, la politica della poesia. Come accostamento può sembrare raggelante, ma non lo sarà più dell’ambìto premio che avrebbe ricevuto il vincitore di un concorso di poesia: “100£ più medaglia d’orata”. E’ chiaro amici, si discorrerà di una piccola ironia moderna: della poesia, della letteratura, cultura con la quale “non si magia”, ma che è usata eccome per produrre sospiri politici, una politica da sogno che fa vincere elezioni. Giusto tre riflessioni: 1) si parte da G. Mameli, giovanissimo e fervente patriota italico (dell’Italia che stava combattendo per non farsi Italia), poeta persino, autore dell’attuale inno nostro. Si dice che abbia aizzato molti spiriti quella ode, “Fratelli d’Italia”, scossa convincente a brandire armi e volere fortissimamente una unificazione politica: più della qualità come poesia fu la sua pionieristica funzione di discorso politico ad essere convincente. 2) La politica della poesia è passata anche dall’America: sicuramente Bush ne sapeva di lacrime e sapeva spezzare molti cuori, ma …

Poesia non vuol dire noia #4

E’ vero, il titolo è “Poesia non vuol dire noia #4”, ma abbiamo sentito l’urgenza (io e voi lettori, perché in fondo lo sapete o lo vorreste sapere!) di scrivere due righe circa la situazione dell’editoria, scrittura creativa in Italia. Parleranno tre editori diversi rispondendo alle mie domande, poi discuteremo insieme le risposte. Hanno cortesemente risposto: – Bébert Edizioni, – Il Mulino, – Homo Scrivens. Ai link potrete leggere le risposte originali inviatemi dalle case editrici. Ps. Lo so, le conclusioni che potremo trarre dalle risposte potrebbero essere pregiudizievoli, ma ci tengo a specificare che anche il buon Zanichelli editore, e Mondadori editore, e Einaudi editore, e Minimum Fax editore erano stati cortesemente invitati a dare il loro piccolo e rapido contributo per far più luce sulla faccenda, ma a quanto pare erano troppo impegnati, persino per dare una risposta di rifiuto. Le avete lette tutte? Io aspetto… Fatto? Bene. E’ desolante il panorama editoriale italiano, già si sapeva. E’ desolante la vallata di fantomatici autori convinti che i fiumi di parole, storie, sentimenti che sono …

Poesia non vuol dire noia#3

Si pensa sempre, erroneamente, che i rifiuti non servano a nulla, che Dio abbia la barba, che gli OGM ci salveranno e che la poesia sia per gente in gessati grigi e smaglianti. La poesia, invece, è sporca! Sono i casi in cui, facci caso, la poesia viene direttamente a casa tua senza obbligo di resa, o scorre per le strade come un benevolo arrotino, a consegnarti l’inestimabile. Perché… tu stai aspettando l’inestimabile, vero? E’ quel miracolo che qualche volta avviene se si hanno i radar e i sonar sensibili attivi, quando la poesia è sporca, e arriva con una voce, come uno strumento musicale ignorato. E’ il caso di un particolare autore, la rivincita del “rozzo mangiatore d’erba” (“Neighbours”): (“Dis-poetry”, Benjamin Zephaniah) Come dici? Non ci capisci niente di poesia e del suo linguaggio da schizofrenici con manie di persecuzione? Beh non è la fine del mondo. Sapevi prepararti il caffè, sapevi soffiarti il naso, sapevi dirti che la crosta è amica e rimargina le cadute, sapevi fare l’amore? Cosa sapevi, da tabula rasa, prima che padre …

Poesia non vuol dire noia#2

Eroi, utopie nella poesia. Poco tempo fa discorrevo con mio padre sulla necessità delle utopie e degli eroi che le sventolano in faccia al marcio, che sono utili per darsi un risultato davanti. E’ già qualcosa figurarsi la buona via. Quale? Non credo non abbiate una certa idea di un mondo perfetto. Però no, non credo che mettervi a imperatori del mondo o mangiare tutti i giorni da Roadhouse senza ingrassare siano una buona utopia. Siamo tutti, bene o male, fuori a caccia di un mondo perfetto, una vita semplice e densa; capita chi, inseguito dalla disperazione, coi denti fuori morda per quel personale “perfetto” a misura d’uomo che vuole disperatamente. Credo tutti (mi piace pensare) agognamo vedere la Luna, non averne l’usufrutto. Discorrevo con mio padre, dicevo, e di quel lontano ricordo non più alla moda, del popolare presidente dell’Uruguay José Mujica. Le sue riforme, il suo stile di vita, gli obiettivi del suo governo hanno fatto un gran frastuono. Un eroe che porta utopia.  Il suo programma di governo, porta una particolare eco …

Poesia non vuol dire noia#1

Con questo articolo inauguro una nuova rubrica, seducente e malata, con tanta rabbia e qualche stimolo per voi lettori, con l’intento di aprire l’antro della bestia di un ragionamento, stiracchiare qualche mente. Ah, e se lo stimolo invece che essere culturale è intestino, non abbiatene vergogna. Mi accingo quindi ad inaugurare l’orrido e il brillante della poesia di oggi. Il fulmine mi colpì durante la mia esperienza di lavoro a Norwich, nella Eldorado inglese. La storia è breve: trovo lavoro nelle cucine di un ristorante di una catena di pizzerie (i più audaci potranno tentare di indovinare quale): parlo, rido, inforno pizze, scherzo, minacciano di licenziarmi perché l’Italia aveva battuto l’Inghilterra ad esordio di mondiale, ascoltiamo musica. Ma ecco anche l’incubo e il delirio. Ero io quello che a volte doveva mettere i piatti in lavastoviglie, quello che, cinico, cacciava giù nel bidone pizze, verdure, pasta, dessert che tornavano nelle cucine col disgusto rappreso e freddo. A fronte di uno spreco allucinante, passeggiai chiedendomi da dove venga questo disprezzo. È qui che incontrai Femi Fatoba. …