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w/Abiku

Grosseto mi è sempre stata a cuore. Ormai ci vado almeno una volta all’anno, un po’ perché si trova poco distante da alcune località di mare paradisiache, ma soprattutto per affetti personali. Poco tempo fa, in più, ho avuto anche il piacere di conoscere e sentire un gruppo che è proprio originario di questa città, ovvero gli Abiku. Per tali ragioni mi sarebbe piaciuto intervistarli a voce (forse avrei potuto anche farlo), ma il tempo ultimamente mi è nemico, scarseggia e quindi ho collaborato con loro per email. E’ un’intervista diversa dalle mie solite, perché prediligo molto di più conoscere gli artisti di persona, ma devo ammettere che è uscito comunque un bel lavoro. Sono stati, oltre che disponibilissimi, chiari e diretti nel rispondere, ed è per questo che è il caso di dare uno stop a questa mia introduzione e di leggere cosa loro hanno detto, o meglio.. scritto. Bon voyage, mes amis! Innanzitutto vorrei sapere come procede il vostro tour e quanto è stato importante per la vostra maturazione artistica fare così tante …

w/Omake

Giuro, e giuro soltanto su me stesso che il giorno in cui non guarderò il sole e penserò che Il mondo non sia rotondo, beh, allora quel giorno mi dovrò allontanare non curante del contesto che mi circonda, ovunque sia, latitudine, longitudine o meridiano che si voglia. Fortunatamente quel giorno è ancora molto lontano e tutto grazie ad una brava persona che farà parlare di sé tra molto molto poco. Io vi ho avvisato. Lui è Francesco, in arte Omake. Chi è OMAKE? OMAKE è Francesco, ha 30 anni, viene da Pisa ma vive a Milano. Dopo più di 10 anni in giro con band varie si è messo in proprio, per fare cosa vuole, quando e come vuole. Dov’è nato OMAKE? OMAKE è nato nella primavera del 2014 a Fichino, una località collinare di densità minore di un abitante a km2. Davvero. Lì c’è il casolare che era di suo nonno, dove insieme a due amici ha registrato, quasi per gioco, Florida. L’ha fatta ascoltare a Marco Masoli che stava mettendo su Sherpa Records …

w/Damn City

Ogni volta che intervisto un gruppo mi preme sempre proporre qualcosa di diverso, perché possiamo ascoltare di tutto, ma abbiamo delle preferenze e trovo giusto accontentare tutti i  lettori. Oggi, ad esempio, propongo Hardcore, o meglio, positive Hardcore. A rappresentare questo genere sono i Damn City, un gruppo bolognese composto da cinque ragazzi. Nonostante la febbre alta, ho intervistato Alex e Gallo in un pub Giovedì scorso. Mi hanno dato delle informazioni riguardanti il progetto futuro dei D.C., ovvero il loro secondo album, che uscirà a settembre 2015. E mi hanno raccontato tante altre cose, che potrete leggere qua sotto. Quindi buona lettura e alla prossima intervista! Il positive Hardcore è un genere nato con lo scopo di protestare contro la violenza e la negatività per esaltare invece i valori della società. Anche voi vi identificate in questo genere e ne seguite le basi. Vorrei sapere se ci sono altri generi musicali ai quali vi aggrappate e quanto è importante per voi il positive Hardcore. Gallo: Un botto di generi, a partire da quelli che …

w/Resho

Quando ho ascoltato Fabio, in arte Resho, durante una sua esibizione a Bologna ho deciso che avrei dovuto intervistarlo. E così, circa un mese fa, sono “sbarcata” a Verona per compiere l’opera perché Fabio, come noterete ben presto anche voi,  è una persona che ha davvero tanto da dire, oltre ad essere veramente bravo in quello che fa. Ringrazio sia lui che Juna per l’ospitalità e spero che l’articolo vi piaccia. Il genere che passa oggi il convento è il rap! Quindi buona lettura e ciaoone. Dici che vivi il rap con la massima serenità e che il tuo scopo non è quello di emergere. Si può quindi affermare che lo vivi attraverso le parole del tuo brano “La novità”? E quando hai capito che il rap è lo stile che fa da sfondo alla tua vita?   Questa domanda è ampissima e adesso ci ragioniamo! “La novità”, in realtà, riassume tantissimo quello che credo sia la musica per me. Il rap è stato per anni la cosa più importante e meno importante al contempo …

w/Oniro

Conosco Christian da tanti anni e tra un caffè e dell’ottima Fanta, ho capito al meglio il perché di questa sua evoluzione artistica e il perché lui ami follemente la musica elettronica. Ringrazio Claudia per l’aiuto e, come al solito, spero vi piaccia quello che faccio, come lo faccio e i soggetti che propongo. Perché hai scelto di chiamarti Oniro? Nome curioso, soprattutto perché non si parla di un personaggio inventato.. Partiamo dicendo che ho una fissazione per i sogni. Con il mio gruppo metal ho fatto un album che si basa sui sogni lucidi, ovvero quei sogni che ti rendono consapevole dell’atto del sognare. Questi sogni, con una serie di tecniche e un po’ di esperienza, ti permettono di non svegliarti mentre ti sei reso conto di star appunto sognando, e quindi anche di controllare ciò che accade nella tua immaginazione. La mia fissazione per i sogni lucidi mi ha portato, insieme al voler comporre musica da solo, alla nascita di questo progetto. Inizialmente questo progetto era proiettato al comporre musica che dovrebbe essere …

w/C’est La Vie

Jan, Samuele, Nicola e Francesco sono i quattro componenti dei C’est la vie. Ho incontrato più di un mese fa due dei membri della band, Jan e Samu, e, tra un caffè e un thé, è nata questa intervista che state appunto per leggere. Li ringrazio non solo per la disponibilità, ma anche perché li stimo molto artisticamente. E ringrazio anche Claudia per la collaborazione. I C’est la vie, inoltre, si esibiranno questo sabato – sabato 10 Gennaio –al Covo Club di Bologna. Per maggiori info cliccate qui. Non vi rimane altro che aprire bene occhi, orecchie e leggere, ascoltare ciò che segue. E se vi piacciono si esibiranno tra tre giorni, quindi potrete anche sentirli dal vivo. Buona serata! Chi erano i Two Baileys e quanto siete cambiati dall’estate 2012?  Jan: I Two Baileys erano un gruppo di quattro ragazzi, con Nicola e Pietro oltre a me e Samuele. Nel 2012 abbiamo appunto deciso di diventare i C’est la vie per segnare una svolta in quello che facevamo. Abbiamo, infatti deciso di cantare i …

w/Jobbe

Ho avuto il piacere di sentire Jacopo (Jobbe), Giorgio (Pate), Alessandro (Greg) e Marco (Paga) durante un live all’Arteria e da quel momento non ho esitato a richiedere loro un’intervista. Durante questa si sono presentati Jobbe e Pate. È stato proprio un bel confronto e perciò vi invito a leggerlo. Ringrazio Claudia per l’aiuto e la collaborazione. Buona lettura! Jobbe è innanzitutto Jacopo Michelini. Ma Jobbe è anche un cantautore. Perciò cosa ti ha portato a scegliere di essere accompagnato da Giorgio, Alessandro e Marco piuttosto che rimanere un “one man band”?  Jobbe: Per tanto tempo ho suonato da solo ma poi ho incominciato a suonare con lui (Pate) in acustico, perché a suonare insieme si cresce e si raggiungono obiettivi che da soli non si riesce a raggiungere. Avere persone intorno che credono in quello che faccio e che credono nello stesso mio progetto è vitale, è decisamente importante. A livello artistico è difficile che qualcuno arrivi da solo da qualche parte. Sono dell’idea che anche i grandi artisti non sono mai stati soli, …

w/Palco Numero Cinque

Il 14 Novembre i Palco Numero Cinque, una band della provincia di Bologna, hanno presentato all’Arteria il loro primo album prodotto da Irma Records, ovvero  “Carta Straccia”.  Io purtroppo non ero presente, ma ricordo benissimo quella sera di due anni fa che mi ha permesso di conoscerli come gruppo e che mi ha spinto a seguirli sempre, e ad ascoltare con entusiasmo il loro nuovo album. E mi ritrovo, ora, come due anni fa, a intervistarli – per la seconda volta – piena di curiosità. Dal 2009 fino ad oggi quanto sono cambiati e che come si sono evoluti i Palco Numero Cinque? Tanto e per nulla. E se nel 2009 ci avessero chiesto come saremmo voluti essere dopo 5 anni, non avremmo desiderato nulla di diverso. Nel 2009 eravamo 5 ragazzi che non condividevano esperienze e amicizie comuni e che si sono ritrovati solo per lo scopo di suonare. Abbiamo iniziato con l’intento di fare brani inediti, ma ci siamo anche detti: “dai però sarebbe il caso di iniziare a suonare in giro. Prepariamo …

w/Marco Maiole

È indubbiamente uno dei nomi più gustosi della scena Italiana di musica elettronica – due palle parlare sempre di scena – e in queste settimane ha rilasciato pure un lavoro fantastico che ti fa ballare. Marco Maiole presto arriva in quel di Bologna, pronto per portarci in territori a noi sconosciuti. Marco Maiole. Un nome Italiano che sbanca la Californiana (vedi etichetta discografica) e ha un suono realmente Francese. Origini di questo universo musicale? Per quanto riconosca il mio amore per artisti francesi come Yuksek, Air e i vari capisaldi del French touch, mi piace prendere ispirazione dai suoni sintetici di certa musica italiana (Battisti in primis) .In realtà mi sento di affermare che il 70% della mia musica é caratterizzata dall’utilizzo di certe strutture armoniche e melodiche, che ricollego ai miei studi di chitarra classica. Nella vita chi sei? Marco Maiole è musica a 360 gradi oppure c’è altro dietro questa passione? Studio Economia all’università, ma la tamburellata sul banco ogni tanto ci sta comunque. Se domani dovessi fare una collaborazione con qualcuno chi …

w/Grovekingsley

È stato protagonista un paio di settimane fa della rassegna Suona Semplice nella città di Bologna. Un pochino ci siamo innamorati di lui già da tempo, mentre con la sua musica live c’ha portato sulla luna. Grovekingsley è Carlo Pusceddu, appassionato di musica senza troppe seghe mentali.