Autore: Lorenzo Salmi

Primavera Sound Festival 2015

Arrivare a Barcelona, vivere a Barcelona, evitare i comuni percorsi da turista mi fa ritornare alla mente le tante volte, tutte diverse, in cui passando in questa città vivevo esperienze catartiche che poi avrebbero segnato un cambiamento nella mia vita. Partivo da un punto con un testo dei Beirut che mi frullava nella testa e all’improvviso al ritorno ero figlio di un SBTRKT danzereccio. Barcelona Puede o meglio Podemos. Tralasciando il politico – non voglio offendere la sensibilità di nessuno – arrivo in città dopo una pausa di poco più di due anni e si respira un’aria frizzante per gli ultimi avvenimenti accaduti che hanno cambiato la mappa politica della Spagna e non solo, per di più sarebbe stato il mio primo Primavera e non nego che ero molto curioso di vedere questa macchina da guerra oramai pluri premiata in ogni dove, per le proprie capacità organizzative. Atterro alla sera e incontro qualche amico e addetto ai lavori oramai veterano del festival. Qualcuno lo intercetto che si presenta con un braccio proteso a mostrare con …

Spring Attitude Festival 2015 pt.2

L’inizio della stagione estiva, detta l’inizio di alcuni tra i festival più importanti in Europa e  ovviamente non potevo mancare all’appuntamento in quel di Roma, per il festival italiano tra i più autentici ancor in vita. Per autentico non voglio dire  superiore ma definisco una scelta artistica interessante, al passo con i tempi consapevoli del fatto che, purtroppo, in Italia il break even point non si raggiunge con una line-up che solo i pochi ascoltano. Mettendo nel sacco tutte queste informazioni ho passato una bella quattro giorni a suon di pizza (molta), birra (moltissima) e poco sonno girovagando tra le varie location del festival. DAY1: in Palese ritardo per motivi non dipesi da me, mi dirigo nella favolosa cornice del Museo Maxxi dove contrariato per il ritardo e la fila – anche per chi possedeva accredito – entravo nel bel mezzo della colorata performance di Edwin Van Der Heide, probabilmente la cosa più bella della serata assieme a Dean Blunt. Mi avvicino al bar per recuperare ritmo alcolico e svengo davanti ai prezzi del bar.  Giusto …

w/Omake

Giuro, e giuro soltanto su me stesso che il giorno in cui non guarderò il sole e penserò che Il mondo non sia rotondo, beh, allora quel giorno mi dovrò allontanare non curante del contesto che mi circonda, ovunque sia, latitudine, longitudine o meridiano che si voglia. Fortunatamente quel giorno è ancora molto lontano e tutto grazie ad una brava persona che farà parlare di sé tra molto molto poco. Io vi ho avvisato. Lui è Francesco, in arte Omake. Chi è OMAKE? OMAKE è Francesco, ha 30 anni, viene da Pisa ma vive a Milano. Dopo più di 10 anni in giro con band varie si è messo in proprio, per fare cosa vuole, quando e come vuole. Dov’è nato OMAKE? OMAKE è nato nella primavera del 2014 a Fichino, una località collinare di densità minore di un abitante a km2. Davvero. Lì c’è il casolare che era di suo nonno, dove insieme a due amici ha registrato, quasi per gioco, Florida. L’ha fatta ascoltare a Marco Masoli che stava mettendo su Sherpa Records …

Elisa Luu – Enchanting Gaze

Lampi di luce tagliano il cielo terso in due.La solita pizza del lunedì mi cade dalle mani. Alzo, con timore, lo sguardo verso la finestra grande come il mio ego dell’ultimo periodo.Sgrano gli occhi. Il temporale si fa sempre più vicino e tremo al pensiero di come possa, anche solo lontanamente, cancellare questo momento che sto vivendo ad occhi aperti.Mi alzo, mi avvicino verso il temporale.Lo fisso come fosse sfida. Sfida aperta. Io e lui.Tensione elettrica mi spinge verso fuori. Non capisco che sia. Resisto. Grido con tutta la forza che ho in corpo e in gola. Il vento si fa sempre più intenso. Mi tira un schiaffo, si apre la finestra.Volo per terra.Mi tocca la guancia e sento il segno della battaglia.Mi rialzo con più forza di prima in corpo.Volano fogli e ricordi nella stanza.Ostacoli (non mi fanno paura).Arrivo sul balcone trafelato sempre con lo sguardo fisso sulla natura.Prendo la rincorsa gridando, stacco l’ultimo piede e chiudo gli occhi.Da quel momento il mio ego non è più stato lo stesso. Anzi, da quel momento il …

Forgotten Dawn- Fade EP

Mi ricorda una birra. Una di quelle birre che vanno di moda in Inghilterra, nei quartieri popolari. Dico, In quei quartieri dove la gente va a dormire tardi e si alza molto presto perché le responsabilità sono pur sempre da rispettare. Intensa. Amara ma non troppo. Essenziale nelle sue linee estetiche ma con una forte personalità. Dicono che quando hai troppi pensieri per la testa ( e in quelle zone ci si potrebbe creare un vortice magnetico per la quantità di pensieri), si tende a comprare l’essenziale, insomma essere prudenti nelle scelte. Ecco, questa “birra” mi fa stare su un cammino affidabile, certo che se lo dovessi mettere sotto una puntina o dentro ad un cd player il risultato sarebbe messo proprio al “sicuro”. Risoluto, proprio come piace all’operaio del quartiere popolare d’Inghilterra. Definito, come le linee estetiche di quella gamma di birre. Espressivo, come il sapore che ti lascia in bocca al suo passaggio.  

Marco Maiole – Pollen EP

Il brutto d’aver zingarato per molto tempo in giro per il mondo mi ha portato a conoscere orde di francesi che, soprattutto, con l’omologazione dell’elettronica a tutti i target della società,  mi hanno sempre scartavetrato (sempre per usare un francesismo) i preziosissimi gioielli di famiglia sulla celeberrima French Touch. “Monsieur Lorenzo, ha presente Kavinsky e tutta la compagnia fica del Ed. Benger?” Sì fico. “Monsieur Lorenzo, conosce i Justice?” Sì gli ho pure visti. In Francia (eh sono caduto anche io nello stereotipo). Monsieur Lorenzo, ha visto i film di Mr. Oizo? Eh sì bello, soprattutto l’ultimo è molto carino. C’è pure Marilyn Manson (Wrong Cops). Ora io dico, con tutte le cose che hanno di cui parlare, tipo il presidente che va a belle donne (mmm, ok, ho scelto l’esempio meno appropriato). Eh dai, insomma potrebbero parlare di vino, formaggi, architetture ampollose e di altre belle cose col fare altezzoso, ma su lezioni di musica ora basta. Eh sì ora basta, da oggi abbiamo un degno rappresentante italico che ha “fabbricato” uno di quei ep …

Jaynes – Hemispheres

Adesso alzi la mano chi ha ancora qualcosa da ridire sopra la White Forest Records. Elogi, signori Elogi a pioggia. Anche questa volta non sbaglia un colpo, Cristo. Avrei voluto essere li in un seminterrato della provincia milanese per aver scoperto questo ragazzo ed essermelo portato a casa (in senso metaforico eh 😉 )  Jaynes, nonostante le “parvenze” anglofone è tutto prodotto italico e ne siamo fierissimi. Mondo vivo, influenze che accecano da ogni parte e pensieri che volano altissimo. La nostra Belgrado (dicono che sia la nuova patria dell’avanguardia elettronica) è qui, in questo EP di cinque tracce. Cinque percorsi violenti emotivamente, Cinque momenti della tua giornata, Cinque sorrisi strappati, cinque salti sul letto di casa, cinque pugni sul muro. Riassumibile, quindi? In 5 “play” ad occhi chiusi. Buona visione.  

Novanta – Best-Selling Dreams

Meteoriti che cadono, scogli che affiorano. I Ricordi di un’estate che c’ha appena salutato con la cartolina di un luogo nel mondo dove sta per andare a scaldare i cuori di qualcun altro. Desideri che viaggiano sull’autostrada della fantasia, quella stramaledetta fantasia che ha saputo farci commuovere al momento giusto, in quella giornata di sole troppo arrabbiato in cima alla montagna che dominava i nostri ricordi. Ho trovato un biglietto che recitava cosi e quel biglietto era inserito in un cassetto della testa, la mia testa mentre ascoltavo Best-Selling Dreams. Avrei voluto recensirlo in altro modo – è sempre lo stesso discorso – ma quando si racconta di avanguardia e non è sempre la solita pappa fritta, beh qui c’è bisogno d’emozionarsi. Emozionarsi FORTE.  

Torakiki – Mondial Frigor EP

Certe volte mi chiedo come cavolo la roba buona bisogna sbattersi per andarla a cercare. Altre volte mi incavolo con me stesso perché non sono stato io a scoprire buona musica ma mi è stata passata da amici. Eppure, andando a vedere sulla loro pagina Facebook, scopro che si annoverano come Community. E allora sì, li capisco tutto e mi rassereno. Per una volta è andata come doveva andare….. ( non non è una cit. Pop ma solamente casuale). Stiamo parlando di Torakiki– Mondial Frigor, un bellissimo ep di tre tracce che ti lascia li pensando a chi cavolo ti ricordano. Eh no non ci casco più in questo gioco, Torakiki sono Torakiki. Belli, puliti e casinisti come piacciono a me. Tre anime diverse tra di loro ( e si percepisce nelle tre diverse tracce) pero allo stesso tempo che giungono ad un punto in comune. Quale?  Un frigo da aprire solo alla NOTTE.  Istruzioni per l’uso: Quello che vi si troverà dentro consumarlo preferibilmente entro e oltre la FINE DEL MONDO.

Heroin In Tahiti – Peplum

Antica Grecia, 480 A.C: Un bambino gioca nell’agorà del suo paese rincorrendo una palla. Nel frattempo le milizie spartane si preparano al lungo viaggio che li porterà nella leggenda. Gli indovini si chiedono il perché di questo cielo plumbeo Gli adoni fischiettano melodie che accompagnino questo scenario prendendogli la mano Antica Roma, 2° Secolo D.C: Il cielo riflette opulenza e forza. Un bambino gioca con la carriola assieme al suo cane domenistico mentre un gruppo di giovani muscolosi si allena nella lotta greco-romana. E’ tempo di gare per loro, che ci credono…. I messaggeri impazzano in ogni angolo della città raccontando di un nuovo mondo. La musica di Lira regalava noti soavi che cadevano come foglie nel mese d’ottobre. Milano 2068: Un bambino abbracciato al proprio padre scappa piangendo. Il fumo intensifica la nebbia già bassa in quel giorno. Cortine di fumo rosso e bianco tagliano la luce del sole che provava a penetrare nell’oscurità improvvisa. Il dintorno è lacrime e distruzione e in lontananza stani cori e grida si ripetono in successione. Che succede? …