Autore: Jacopo Fochi

▲ Mono || For My Parents

Tre giorni fa è uscito For My Parents, ultima fatica dei Mono. Nome ormai affermato sul panorama post-rock internazionale, il quartetto giapponese suonerà ancora sconosciuto ai più qui in Italia. Formatosi a Tokyo al finire del millennio scorso, i Mono cominciano a sperimentare uno stile strumentale fra il noise ed il post-rock, complice anche la Tzadik Records di John Zorn, con la quale pubblicano nel 2001 il loro primo album. Il tempo passa, e la band comincia a subire le influenze del minimalismo, delle colonne sonore di Morricone, ma soprattutto della musica classica quando, nel 2004, decide di introdurre un quartetto d’archi nel terzo album. La ricerca prosegue in questa direzione nel successivo You Are There (2006), ma è solo nel 2009, con lo splendido Hymn to the Immortal Wind, che la band incomincia ad avvalersi di un’orchestra di 28 elementi. Qui è definitivamente chiaro quale sia la strada intrapresa dal gruppo. Strada che trova espressione in una precisa quanto particolare estetica musicale, fatta di orchestrazioni piene e solenni come di una batteria incalzante, chitarre distorte e delay. Musica per menti …