Autore: Giovanni Sommavilla

U. Boccioni - La città che sale

Poesia non vuol dire noia #5

Anche oggi vi dimostrerò che “poesia” non vuol dire “noia”. Oggi a maggior ragione perché ci si avventurerà nella poesia usata nella comunicazione politica, la politica della poesia. Come accostamento può sembrare raggelante, ma non lo sarà più dell’ambìto premio che avrebbe ricevuto il vincitore di un concorso di poesia: “100£ più medaglia d’orata”. E’ chiaro amici, si discorrerà di una piccola ironia moderna: della poesia, della letteratura, cultura con la quale “non si magia”, ma che è usata eccome per produrre sospiri politici, una politica da sogno che fa vincere elezioni. Giusto tre riflessioni: 1) si parte da G. Mameli, giovanissimo e fervente patriota italico (dell’Italia che stava combattendo per non farsi Italia), poeta persino, autore dell’attuale inno nostro. Si dice che abbia aizzato molti spiriti quella ode, “Fratelli d’Italia”, scossa convincente a brandire armi e volere fortissimamente una unificazione politica: più della qualità come poesia fu la sua pionieristica funzione di discorso politico ad essere convincente. 2) La politica della poesia è passata anche dall’America: sicuramente Bush ne sapeva di lacrime e sapeva spezzare molti cuori, ma …

Poesia non vuol dire noia #4

E’ vero, il titolo è “Poesia non vuol dire noia #4”, ma abbiamo sentito l’urgenza (io e voi lettori, perché in fondo lo sapete o lo vorreste sapere!) di scrivere due righe circa la situazione dell’editoria, scrittura creativa in Italia. Parleranno tre editori diversi rispondendo alle mie domande, poi discuteremo insieme le risposte. Hanno cortesemente risposto: – Bébert Edizioni, – Il Mulino, – Homo Scrivens. Ai link potrete leggere le risposte originali inviatemi dalle case editrici. Ps. Lo so, le conclusioni che potremo trarre dalle risposte potrebbero essere pregiudizievoli, ma ci tengo a specificare che anche il buon Zanichelli editore, e Mondadori editore, e Einaudi editore, e Minimum Fax editore erano stati cortesemente invitati a dare il loro piccolo e rapido contributo per far più luce sulla faccenda, ma a quanto pare erano troppo impegnati, persino per dare una risposta di rifiuto. Le avete lette tutte? Io aspetto… Fatto? Bene. E’ desolante il panorama editoriale italiano, già si sapeva. E’ desolante la vallata di fantomatici autori convinti che i fiumi di parole, storie, sentimenti che sono …

Poesia non vuol dire noia#3

Si pensa sempre, erroneamente, che i rifiuti non servano a nulla, che Dio abbia la barba, che gli OGM ci salveranno e che la poesia sia per gente in gessati grigi e smaglianti. La poesia, invece, è sporca! Sono i casi in cui, facci caso, la poesia viene direttamente a casa tua senza obbligo di resa, o scorre per le strade come un benevolo arrotino, a consegnarti l’inestimabile. Perché… tu stai aspettando l’inestimabile, vero? E’ quel miracolo che qualche volta avviene se si hanno i radar e i sonar sensibili attivi, quando la poesia è sporca, e arriva con una voce, come uno strumento musicale ignorato. E’ il caso di un particolare autore, la rivincita del “rozzo mangiatore d’erba” (“Neighbours”): (“Dis-poetry”, Benjamin Zephaniah) Come dici? Non ci capisci niente di poesia e del suo linguaggio da schizofrenici con manie di persecuzione? Beh non è la fine del mondo. Sapevi prepararti il caffè, sapevi soffiarti il naso, sapevi dirti che la crosta è amica e rimargina le cadute, sapevi fare l’amore? Cosa sapevi, da tabula rasa, prima che padre …