Editoriale
Lascia un commento

Di Piazza Verdi, ordinanze e altre cose.

Di Piazza Verdi, ordinanze e altre cose.

Piazza Verdi a Bologna, e il quadrilatero del centro che va dalla Zona Universitaria fino a Via San Vitale, è da sempre il cuore pulsante di una città che ha oltre il 25% della popolazione fatta da studenti fuori sede, che si aggirano per quelle vie del centro come se fosse una piccola Las Vegas. Alle volte, tutti ci permettiamo di trattare quanto ci sta circondando come se fosse un cesso pubblico o semplicemente un qualcosa che tanto verrà sistemato. Faccio pubblica colpa perché alle volte anche io ho buttato sigarette per terra, visto gente fare pipì sopra il teatro comunale e concesso a persone di lanciare bottiglie di vetro per strada. Insomma, la prima colpa è decisamente di tutti. 

Nel corso di questi anni, Piazza Verdi è diventata un grottesco teatro di giornalismo – vedi tutti quegli articoli che ok fanno ridere ma non raccontano come stanno le cose – e fucina di polemiche che hanno visti protagonisti indiscussi: i residenti con i famosi comitati di quartiere, capaci tre anni fa di chiudere l’unica manifestazione che stava dando una dignità ordinata al posto -> Piazza Verdi Estate; la politica che non ha saputo trovare una misera contro misura al degrado che non sia la chiusura anticipata di tutti i locali commerciali aka bar entro l’1.00 di notte, mentre per gli artigiani il divieto è anticipato alle 23.00 -> fossi un gelataio mi sparerei e speriamo che nessuno lo faccia davvero; e infine ci sono le forze dell’ordine che devono guardare i 2 grammi di Marjuana in tasca del figlio di Papà in Piazza Aldrovandi e non l’eroinomane che sta morendo davanti al teatro comunale. Poi ci siamo noi, polemici cittadini che pensano di avere la soluzione a tutto senza fondamentalmente fare nulla. Io qualche tempo fa proposi a un noto politico – per cui tutt’ora oggi provo profonda stima e ammirazione – una sorta di iniziativa che partisse proprio dai cittadini stessi. Il rischio di sembrare “l’ennesima iniziativa che parte dalla base della società per poi sfociare in flash mob vestiti bene” era davvero vicino,  per questo non si è fatto nulla. Su molte cose eravamo d’accordo, se non siamo noi i primi a metterci le mani e auto denunciarci, mi sa che non succederà nulla. Badate bene, non si trattava di ripulire i muri della città come fatto a Milano, in quello che per me rimane un qualcosa di buon senso ok, ma di qualunquista e inutile al fine di confutare il pensiero di coloro che i muri gli hanno sporcati a cazzo di cane. In sostanza sarebbe stato meglio colorarli nuovamente magari anche con chi, il dissenso sul muro, l’ha praticato senza un reale motivo.

Piazza Verdi Estate, foto del 2012.

Piazza Verdi Estate, foto del 2012.

Piazza Verdi e la zona protagonista dell’ordinanza sono luoghi dove spesso e volentieri accadono cose spiacevoli: ladri, spacciatori, regaz che fanno i simpatici spaccando bottiglie di vetro e molto molto molto altro. Sono cose che accadono spesso e in modo quasi quotidiano ci tocca dover leggere notizie spiacevoli riguardo quella zona – in cui abito – che mi provocano anche fastidio. Se la soluzione è chiudere tutto, il nuovo problema sarà trovare una nuova fonte di ricchezza per tutti quei commercianti che l’affitto hanno deciso pagarlo mese dopo mese, settimana dopo settimana e giorno dopo giorno. Ma soprattutto, e qui esce fuori il lato romantico della faccenda, bisognerà trovare una nuova forma di intrattenimento per tutti quei giovani – quasi il 34% della popolazione – che passa le sue serate nel centro storico, aiutando non solo i pakistani che vendono le birrette a 2€ e tutti quei posti che fanno i cicchetti come se fosse vomito, ma anche i residenti stessi, perché la vita anche notturna e regolata dalla psicologia dell’uomo non ti fa mai sentire solo e in pericolo. Immaginatelo un centro deserto? Quel centro totalmente deserto? Sarebbe la morte della città.

Giardini del Guasto, dietro Piazza Verdi. Il posto migliore al mondo.

Giardini del Guasto, dietro Piazza Verdi. Il posto migliore al mondo.

Purtroppo, queste cose accadono sempre quando la politica, soprattutto l’amministrazione locale – di qualsiasi città – scende a prendersi i voti tra la gente. Chi vi scrive è uno che pensa buone cose dell’attuale sindaco di Bologna, perché da quando ho una coscienza per poter capire qualcosa, è stato indubbiamente una persona costruttiva, con le sue visioni personali lontano dalla mia, ma pur sempre positivo e umanamente a disposizione. Disposizione non è però farsi prendere per le “caviglie” da quattro studenti universitari che vogliono fare rivoluzionari e nemmeno, da un paio di comitati quartiere degrado moralista che poi tanto siete dei pirla, purtroppo, la faccenda diventa sintomo a livello nazionale di come la politica, soprattutto nel 2015, anno dei social network e di questa popolarità in rete, non riesca a uscire dal consenso elettorale e da quelle piccole lobby che ne castrano l’esistenza.

Teatro Comunale.

Teatro Comunale.

Il paradosso di tutta questa faccenda è che la politica non è distante dai cittadini anzi, è diventata perfettamente schiava del condominio x piuttosto che il condominio y, e a livello elettorale forse, il residente di Via Petroni cambierà idea sull’attuale amministrazione. Problematico però diventa il punto di vista degli altri, ovvero di tutti coloro che il centro lo vivono fino alle 5.00 di mattina piuttosto che andare in quelle discoteche fuori porta dove limoni un sacco di ragazze/i. Ed è qui che il nodo viene al pettine: la politica reprime il problema ma non lo cura. Sarebbe più semplice attivare quelle zone fino a tardissima notte in modo consapevole, così da creare una coscienza collettiva per cui io, semplice stronzo, la prossima volta che vedo uno pisciare sul teatro comunale, anche il “mio” teatro comunale, devo sentirmi in dovere di allontanarlo. Forse è semplice dovere civico ma preferisco vederla come una visione collettiva di come far funzionare un qualcosa sistemando qualche problema, in attesa che si ritorni a parlare d’altro, dato che ci vorrebbe poco per poter dare un senso a questa storia (e a questa zona).

 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...