Camicie a quadri
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Camicie a quadri w/Simone mi odia

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Quanti concerti si possono raccontare? Quante volte sei stato testimone sul palco o tra il pubblico di qualcosa per te, memorabile? Abbiamo chiesto ad alcuni amici di indossare la camicia a quadretti per raccontarci le loro esperienze con la musica dal vivo. Oggi tocca al gruppo di Orvieto, Simone mi odia

Dalla Morandi Tour – Pesaro – Agosto 1988

Da ragazzino passavo l’estate al mare dagli zii. Quelle estati anni ’80 col cornetto Algida al bar, e gli altoparlanti del Bagno Athos che mandano “Vita” ogni tre canzoni. Lucio Dalla era uno dei miei miti sin dall’infanzia e così decidono di regalarmi un biglietto per il concerto in piazza, il primo al quale, complice un’amica della zia nascosta qualche fila più in là, posso andare da solo. Il palco, la scenografia lunare, le luci sono all’altezza di uno spettacolo internazionale, Morandi non era ancora il grande comunicatore social di oggi, ma io ero lì per Lucio, e Lucio era ancora in grande forma.
Tornando a casa da solo faccio un gancio-cielo con una lattina in un cestino dall’altro lato della strada e mi sento fichissimo… sensazione che non sarebbe durata a lungo.

C.S.I. – Arezzo Wave – Giugno 1994

Nel 94 il Main Stage di Arezzo Wave è ancora nel parco polveroso di Via Da Vinci.
Per noi, venuti dalla provincia più bieca, il vero evento è stare lì in quella festa, e ascoltiamo con la coda dell’orecchio, seduti sull’erba a stordivi. Tra un cambio palco e l’altro, Mirko il mio ex-bassista mi fa: senti hanno messo i CSI! Ci alziamo per qualche passo di danza traballante, guardiamo verso il palco e ci casca la mascella perché non è un disco, ma Ferretti e soci che sono lì sul palco in (poca) carne e ossa per un clamoroso fuori programma. Corriamo sotto il palco alzando il suddetto polverone come un’orda di barbari. Il Consorzio è al suo momento migliore, sono ancora vestiti come poche ore prima, quando negli studi della vicina Videomusic registravano “In quiete”.

Marta sui tubi – Norman, Perugia – Gennaio 2007

Il Norman era un locale storico, ci ha suonato il Mondo, e anche noi Pedro quando vincemmo le finali di Arezzo Wave Umbria, trasportati più da una caldissima crew, che dalla temibile acustica dello stanzone con le colonne. Sarà la cinquantesima volta che ci andiamo e ancora ci perdiamo per le stradine che salgono a San Fortunato. I Marta girano ancora in tre, Ivan sta defilato, in alcuni pezzi non suona e beve da una lattina di birra, Giovanni ha una specie di batteria elletronica, un multi-effetto o boh un synth vicino al microfono, ma non vedo bene perché ho la solita colonna davanti, Carmelo suona la sua Guild acustica indemoniato, come non avevo mai visto fare nessuno. Le canzoni sono quelle bellissime dei primi album, tutti le cantiamo a squarciagola e a strappamutande. Ripresomi dalla potenza di quel trio fermo Giovanni al bar, con la scusa che abbiamo lo stesso editore, gli faccio i complimenti, gli stringo quella mano monolitica da carpentiere che si ritrova e pronuncio la frase: “siete troppo bravi, io da domani smetto”.

Giovanni Truppi – Magazzino delle idee, Orvieto – Ottobre 2013

Per 4 anni ho gestito, tra gioie e dolori, un piccolo music club, Il Magazzino delle idee. Tra i tanti nomi, anche più altisonanti, che sono passati sul nostro palchetto, scelgo Giovanni, perché fu una scommessa vinta. Lo avevamo chiamato la stagione precedente, il pubblico era rimasto un po’ interdetto al cospetto di questo ragazzo pelle e ossa, che più che cantare sembrava infilare a forza mille parole e accordi sghembi in ogni canzone.
Alla fine era piaciuto, aveva venduto diversi dischi, insomma Orvieto non è Manhattan. Fatto sta che grazie al passaparola in pochi mesi, al paesello scoppia la Truppi-mania, lo richiamiamo a grande richiesta per la riapertura. Giovanni è sempre timidissimo nella sua T-shirt oversize, sempre con la voce secca e con la strato attaccata diretta nel mega ampli Fender, ma stavolta il Magazzino è strapieno e tutti cantano con lui quei testi difficili e bellissimi. Io mi godo la scena dietro al mixer, sorridendo.

Paolo Benvegnù – Auditorium, Roma – Ottobre 2014

Anche Paolo ci regalò un live intimo e indimenticabile al Magazzino, da solo, con la chitarra staccata in mezzo al pubblico visibilmente commosso. È l’artista di cui ho visto più concerti, anche perché nel periodo in cui ci produceva coi Petramante ci frequentavamo molto. A Ottobre dello scorso anno finalmente sul palco insieme, e che palco: la Sala Petrassi dell’Auditorium a Roma. È la data zero di Earth Hotel e i Benvegnù sono innegabilmente tesi, condizione opposta alla nostra che invece siamo a fine tour. Paolo ci confida che ama questo nuovo disco, ma crede che non arriverà alla gente come il precedente.
Per fortuna si sbaglia, ascoltiamo nascosti nel buio della sala, sudati e felici dopo il nostro set, e le nuove canzoni, Orlando su tutte, ci rapiscono il cuore.

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