Scarpette da ballo
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Scarpette da ballo w/Stèv

Scarpette da ballo w/Stèv

Chiunque si è messo almeno per una volta per scarpe per andare a ballare, in ogni luogo, qualsiasi tipo di musica. Abbiamo chiesto ad alcuni amici di farci ballare, scegliendo una location e dieci brani da sentire: per iniziare c’è Stèv dal gusto raffinato proprio come la sua musica.

La location: definirei il posto ideale per questa selezione come un post-jazz-club, un luogo dall’atmosfera buia, che lascia spazio sia al viaggio in solitaria sulle comode poltrone agli angoli della pista, sia ad una deriva collettiva nel bel mezzo del dancefloor.

Alphabets Heaven & Fybe:One – Phonetic; questo brano è l’ideale per aprire una serata soffusa a suon di cassa spezzata, una sorta di avan guardia 2step / Abstract che favorisce un’ottima introduzione.

DJ Shadow – Napalm Brain Scatter Brain; le luci si fanno sempre più soffuse e l’aria si fa più densa, credo ci sia bisogno della psichedelia organica che guida questo brano per poter rilassare bene la mente, fino a quando i bpm raddoppiano e la serata inizia ad assumere un’identità consistente.

Eskmo – Sister, You Have Got To Listen; il sound di Eskmo è molto distintivo e caratteristico, mi piace molto il modo in cui l’elettronica nelle sue mani riesca a disegnare foreste notturne nella mia mente e credo che questo brano sarebbe ottimo a questo punto della selezione

The Great Mundane – Collecting Rain; un brano molto coerente con l’atmosfera d’apertura di questa selezione, ma intriso di colori più cupi: il beat minimale ben condito da una semplice bassline accompagna perfettamente gli accordi… ed ecco che anche qua si viene trasportati verso una pulsante danza meditativa.

Quantic – Life In The Rain; un sano breakbeat blueseggiante aiuta il corpo e la mente a respirare senza perdere il ritmo, giunti a metà percors.

Architeq – Birds Of Prey; rallenta tutto, senza perdere il mordente della sintesi, un po’ contrapposto all’oscillazione organica che mantenevano i brani precedenti. Trovo che questo brano abbia un’impronta vintage molto affascinante ed un feeling analogico altrettanto accattivante (le parentesi glitch della batteria mantengono un ascolto sempre molto attento)

Canooooopy – 隔離区域の翼剥き [segregated subjugator]; nelle mie selezioni difficilmente manca musica proveniente dal Giappone. In questo caso ho pensato che il sound sporco ma raffinato di Canooooopy fosse l’ideale per iniziare a riaprire un po’ le porte della cognizione dell’audience, in particolare questo brano che ha in sè un’interessante atmosfera etnica

Nomak – Wind Beat; questo è un brano a cui sono molto affezionato e mi piace pensarlo a questo punto della selezione per la sua grande apertura, per tutta l’aria e la dolce atmosfera che dipinge. Un bell’esempio di come si possa creare qualcosa di emotivo anche solo tramite chop e slicing sulla scia dell’Hip-Hop più purista.

Tortoise – TNT; stiamo approcciando la fine del percorso e, senza perdere il ritmo, è bene lasciarsi accompagnare da sonorità decisamente meno artificiali

Adem – These Are Your Friends; visto che sono una persona molto emotiva, non posso evitare di mettere un brano malinconico per terminare il percorso appena intrapreso: un ottimo modo per rilassarsi e prepararsi con calma a riprendere in mano la propria vita, magari con la voglia di fare di più, fare meglio, lavorare su se stessi senza mai dimenticarsi delle persone che ci stanno affianco ogni giorno.

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