Live Report
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Storm{O} + Riviera@Next Emerson

Storm{O} + Riviera@Next Emerson

Accompagnato da Alberto e Bianca poiché la macchina non ce l’ho più, mi ritrovo nella tranquilla periferia fiorentina, precisamente a Castello, cercando il Next Emerson, un’istituzione, la cui posizione c’era totalmente ignota. In una salitina, sulla sinistra, appare (eufemismo, era tutto troppo buio) un casermone con qualche murales; bah sarà li. Era li. Entro e già sto bene, tranquillità, banchetti dei musicisti che ai concerti punk sono sempre una delle cose più divertenti e Luca degli Storm{O} che mi porta una birra, olè. Già, sono qui per loro, gli Storm{O}, che con l’album nuovo mi hanno asfaltato e che mi han detto “Fra al Next Emerson suoniamo con i Riviera, spaccano”. Bomba, arrivo. Il primo gruppo che suona sono un inno alla gioia. No, ovviamente, no. Sono gli jesini Void 00, band doom tra le più longeve in Italia, che fa un concerto di un’oretta buona, alla lunga devastante, emotivamente intendo. Ascoltata qualche canzone mi metto al banchetto dei ragazzi e conosco i Riviera, simpaticissimi, guardo un po’ di vinili e un po’ di magliette, ma avendo i miei simpaticissimi 2 euro e 50 viro sulla birra. Attaccano i Riviera. Dopo la prima canzone mi accorgo di aver sbagliato posizione, accanto alla cassa non mi farà mai bene, infatti. Però spaccano veramente, velocissimi, post-hc alla American Football o At The Drive In, testi urlati, chitarre divertenti e divertite, con quel giretto indie che ci piace tanto. Poi hanno la tromba, LA TROMBA. 1-2-3 e parte un pogo devastante, tutti in terra, compreso il sottoscritto, felicissimo. Un piacere inaspettato che se non fosse per i 2 euro e 50 investiti nella birra e il resto del portafoglio in lacrime mi compravo anche il cd. Il pezzo più bello? Piscina, con tanto di assolo del batterista degli Storm{O} alla voce, siparietto in linea con il mood, che rende l’idea del piacere che provano queste due band a dividersi il palco. Finisce il concerto e partono i vari “bellissimo, grandi, quanto viene il cd ecc..” Arrivano gli Storm{O}. Ammetto di essere un filo emozionato perché l’album me lo sono mangiato, attese confermate dall’inizio: primo pezzo, Il Volo (ops, piccolo lapsus sanremese), primo pezzo In Volo, la prima traccia di Sospesi nel vuoto bruceremo in un attimo e il cerchio sarà chiuso, dove gli Slint si affacciano come averli qui vicino. I tre minuti della canzone sono l’intro perfetto per il devastante delirio successivo, con Luca che strilla i suoi fantasmi nelle orecchie di noi spettatori, sconvolti. Fantastico. Ovviamente il massimo si raggiunge con D’Istanti e il tapping estremo di Jimmy (o Gimmi, o Gimmy, o boh) che ci lascia senza fiato. Una potenza paurosa, uno spettacolo totale, che finisce con Luca tra le braccia del pubblico, urlante. Finito il concerto chiedo al microfono se qualcuno mi riporta a casa, lo trovo subito. Grazie. Alla fine ci sono gli Hate & Merda, gruppo fiorentino di Naresh, un simbolo da queste parti, ex dei Qube e Dio Drone. Se gli alti di rullante e voce non mi avevano ancora perforato un timpano ci hanno pensato i volumi degli Hate: un misto tra doom, post-core e campionamenti vocali che è la degnissima conclusione di un concerto pazzesco. Torno a casa con il mio nuovo amico, senza un orecchio (il sinistro), ma felicemente devastato, perché dei concerti così sentiti, così pesanti, così belli non li vedevo da tanto.

Francesco Bentivegna

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