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#‎SANREMO2015‬ • Terza serata

#‎SANREMO2015‬ • Terza serata

Carlo Conti scende sgarzolino dalle scale (sgarzoline pure loro) e con fare sgarzolino presenta i concorrenti sgarzolini a cui tocca scannarsi. I giovani.
Prima sfida: Giovanni Caccamo contro Serena Brancale.
Il primo viene da Modica e per una modica cifra, da anni si esibisce nei salotti della Modica bene e alla fine delle esibizioni, lava i piatti e getta la spazzatura facendo la raccolta differenziata. La seconda, canta jazz nei locali fighi di Bari e ogni sera torna a casa accompagnata da qualcuno che se la vuole fare e lei dice spesso di no, tranne a uno. Il peggiore. Poi soffre. E canta di ‘sto stronzetto. Morale della favola, vince il primo (Caccamo), la seconda (Brancale) perde. Poi soffre.
Seconda sfida: Amara contro Rakele.
Amara è una tipa alta, viene da Prato e la sua particolarità è avvolgersi il cranio con delle fasce enormi create utilizzando materiali di riciclo, di solito tende e garze. Rakele, viene da Napoli, canta canzoni anonime che nulla hanno a che fare con la tradizione napoletana e neppure con Pino Daniele. Questo è l’errore più grande della sua vita. Vince Amara, anche se Carlo Conti sbaglia e dice che ha vinto Rakele, alzando il braccio di Amara. Insomma, ha vinto Amara con il suo vocione da uomo che fa molto Amanda e un po’ Patty Pravo dopo una serata a base di Vov e friggione. E poi Amara è di Prato, è toscana e questo è il festival patrocinato da questa fantastica regione che ha dato i natali a gente del calibro di Pacciani, Vanni, Faggi, Lotti, Ghigo Renzulli e dove Sting ogni anno ospita gente che paga per andare a lavorare da lui nella sua tenuta. Sarà una serata amara per Rakele.
Bando alle ciance.
Sul palco arriva un chitarrista vestito da soldato prussiano, con una chitarra elettrica al posto del fucile pum pum.
Fatti questo slego: uno, due, sei nove. E parte l’assolo indiavolato. All’improvviso il chitarrista si mette a cantare “Muoio disperato” con la voce da tenore, poi torna a fare degli assoli indiavolati in puro stile heavy metal e di nuovo “Muoio disperato” in una contaminazione mai vista tra Pavarotti e gli Iron Maiden.
Applausi scroscianti.
Gente vestita da pinguino che poga.
Arriva Carlo Conti E dice: “Segnatevi questo nome”.
Suspance.
“Chi cazzo è?” si chiede el pueblo che poga.
La risposta non tarda ad arrivare.
Federico Paciotti!
Ah, buono a sapersi.
Tutti scrivono su bloc notes e moleskine “Federico Paciotti”.
Applausi e si passa alla SERATA DELLE COVER suddivisa in CINQUE GRUPPI DA QUATTRO con violente eliminazioni e un solo vincitore. Primo premio, una scultura a forma di garofano.

GRUPPO 1
RAF vestito da divano, canta una canzone che piace a sua moglie: ROSE ROSSSE. La canta alla RAf, sussurrata e la rovina come l’avrebbe rovinata Neffa, ma per rovinarla meglio si fa aiutare da una bend di gente più scura di Carlo Conti. Bravissimo!
Tocca a Irene Grandi vestita da Piero Pelù quando va a comprare La Nazione. Canta SE PERDO TE, vicino a lei un chitarrista di cinquant’anni dalla riga larga nel pieno dell’adultolescenza. Lei molto brava (per forza è toscana), va detto.
Segue un elegantissimo Moreno. Canta la versione reggae/rap di UNA CAREZZA IN UN PUGNO. È il tripudio della filuzzi giovanile con un super dissing finale (si dissing così?). Bravo. E infatti di questo gruppo passa il turno.
Dopo il cinno, tocca ad Anna Tatangelo di bianco nero vestita e con le tette abbastanza di fuori. Canta DIO COME TI AMO. Molto brava. Sembra di essere in uno di quei film dove c’è Anna Magnani che muore o dove c’è Sofia Loren con la pummarola che dice “Uè”. Applausi retrò e odore di rifiuti urbani solidi sul Vesuvio.

Per qualche minuto spaziale, si tira il fiato con il collegamento con l’astronauta Samantha Cristoforetti che pare si stia divertendo. Seguono domande imbarazzanti di Carlo Conti con delay di dieci secondi e il microfono dell’astronauta, in assenza di gravit, svolazza. Samantha dice spesso la parola “Ahimè” e alla domanda “Ma in orbita si diventa più ottimisti o più pessimisti?”, risponde: “Si diventa più consapevoli. La terra è piccola . Moriremo tutti’. Quello che manca a Samantha nello spazio è un’insalatona, lavarsi le mani e farsi la doccia. La canzone preferita di Samantha è LUCE di Elisa. Uau.

GRUPPO 2
I soliti idioti, vestiti da omarino della birra Moretti, cantano E LA VITA L’È BELA in una versione buscaglioniana. Fanno abbastanza cagare e infatti mi alzo dal divano e vado in bagno.
È ilmturno di Chiara vestita da pesce siluro con le mani tempestate di brillantini. Canta IL VOLTO DELLA VITA in una versione da sagra della porchetta dove tutti stanno mangiando come dei cinghiali e sul palco si esibisce una bravissima. Quelle situazioni dove nessuno se ne accorge, se non tre anni dopo dicendo “Però quella là era brava”.
Segue Nesli vestito da lampada stroboscopica e canta MARE MARE. Partono schitarrate a sproposito in attesa del ritornello e di Luca Carboni col chiodo a Pinarella. Niente di che, ma i bolognesi sono contenti e gli perdonano anche il dissing (si dissing così?).
Finalmente Nek, vestito da Piero Pelù quando dice “Mama mia el diablo”. Interpreta SE TELEFONANDO con la voce di Sting che è l’artista a cui il Wolverine di Sassuolo si ispira. Molto bella la cover, molto bello lui e molto bella la saga di Elektra di Wolverine. E infatti vince.

Si tira il fiato con Luca e Paolo che cantano una canzone tributo a tutti i morti famosi. Il ritornello dice semplicemente CIAO, proprio come il pupazzo di Italia 90. Segue siparietto comico che a differenza dei siparietti comici delle serate precedenti, fa abbastanza ridere e questo ha un po’ spiazzato il pubblico dell’Ariston.

GRUPPO 3
I laccati Dear Jack vestiti da Ken (l’uomo senza palle) cantano IO CHE AMO SOLO TE in una versione che fa abbastanza schifo. I giovani dovrebbero fare i giovani, ma vincono anche se fanno i vecchi.
Dopo di loro tocca a Grazia di Michele vestita da festa di compleanno della Boldrini e Mauro Coruzzi vestito da Platinette. Cantano VOGLIO ANDARE AD ALGHERO dentro a una macchina rossa, di quelle che si vedono in Grease. Fanno cagare, ma si divertono e a me piace quando vedo qualcuno che si diverte. Anche se fa cagare. Bravi.
Arriva Bianca Aztei vestita da Bianca Atzei che canta CIAO AMORE CIAO con la voce di Giusy Ferreri, solo che Giusy Ferreri l’avrebbe cantata anche meglio di Tenco. Gran urli, gran ciao, sembra di essere a una festa riuscita male. L’assolo di chitarra rock distrugge un brano già distrutto da questa interpretazione. Ciao.
Chiude il gruppo Alex Britti vestito da omino bianco (che se lo guardate bene è nero), però coi gins. Interpreta IO MI FERMO QUI nella versione stonata, quella della festa dell’uva. Si, proprio quella.

Pausa superospite. C’è Viperetta che è peggio dell’imitazione che gli fa Crozza. Forza Sampdoria…eeehhh….aaaah… Ooooh… Tipo Vasco Rossi, ma meno raffinato. E infatti canta VITA SPERICOLATA. E’ la cover migliore della serata.
Segue un po’ di sano enterteinment per adultolescenti con gli SPANDAU BALLET che ci sbattono in faccia che sono passati trent’anni e che, se l’alternativa dev’essere andare a lavorare, si va a cantare anche a Sanremo. Sulle note di GOLD Carlo Conti sorride e si toglie la soddisfazione di intervistare i suoi coetanei imbolsiti.

GRUPPO 4
Lorenzo Fragola, vestito con un giubbottino fighetto, canta senza infamia e senza lode, UNA CITTÀ PER CANTARE. Poi va nei camerini e si toglie il giubbottino che i riflettori fanno caldo.
Seguono i tre vampiri tristi de IL VOLO e cantano ANCORA, una canzone triste che interpretata con la voce da tenori fa “ancora” più schifo e infatti passano il turno.
Si fa una pausa per presentare la fiction L’ORIANA su Oriana Fallaci (che era toscana) e dopo un’intervista a Oriana Fallaci (che è morta), l’attrice Vittoria Puccini abbandona il palco e va a combattere l’ISIS.
Segue Annalisa vestita da Darth Fenner e canta TI SENTO, una canzone abbastanza paracula che se interpretata bene è un successo garantito.
Gran finale con Laura Fabian vestita di rosso che canta STO MALE. Arriva un’AZNALUBMA e la soccorre.

Siparietto di Luca e Paolo che pigliano per il culo i matrimoni gay, i negri e nei prossimi giorni arriveranno denunce, querele e poi non succederà niente, come sempre.

GRUPPO 5
Gianluca Grignani vestito come l’altra sera intona VEDRAI VEDRAI in puro San Patrignano Style e detta con delle meduse che se le sfiori coi piedi sono dolori. Non ci credi? Vedrai, vedrai…
Nina Zilli si presenta sul palco vestita da pappagallo e canta SE BRUCIASSE LA CITTA’, ma si sa che con i se e con i ma, non si va da nessuna parte.
Malika Aiane vestita da tendone canta VIVERE e sorride dei guai, pensando che domani sia meglio.
Marco Masini vestito da comparsa di Gran Budapest Hotel canta SARÀ PER TE e tutti si toccano i maroni. Ovviamente vince. È toscano e la cover era un omaggio a Francesco Nuti che è toscano. I Conti tornano.
Segue il tg con il suo carico di sfighe e arriva Federico Paciotti che rivela di essere l’ex chitarrista dei Gazosa e stranamente, parla in toscano. Poi imbraccia la chitarra, assolo metal indiavolato di NESSUN DORMAAAA.
Comincio ad avere sonno e mi fendo conto che il piatti sono ancora da lavare.
Vengono riascoltate le 5 cover vincitrici.
Sbadiglio e penso “Ma chi è che vota al televoto?” e sul palco arrivano i Same Motel che non conoscevo, ma appena ho sentito la loro canzone sgarzolina, mi sono reso conto di conoscerli e mi stupisco del disco di platino consegnato a ‘sta gente di Los Angeles. Bravi e ancor più bravo Rocco Tanica con gli occhiali da Vittorio Feltri a cui farei condurre il Festival. Anche a Feltri. E anche al direttore della rivista TRANS E TRAV. Va bè stop al televoto, ha vinto Nek, le vallette hanno fatto cagare più delle altre sere. Buonanotte. I piatti li lavo domattina.

‪#‎Dibattito‬

Danilo Masotti  • @umarells 

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