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#SANREMO2015 • Prima serata

#SANREMO2015 • Prima serata

Non sono un intellettuale, non lo sono mai stato e mai lo sarò, ve lo dico e ve lo faccio capire ogni giorno, ma sono un osservatore di quello che ci circonda e che nessuno vuole notare, o meglio, lo vede, ma non se ne accorge. Faccio semplicemente dell’enterteinment per impiegati o per persone che svolgono lavori con il nome in inglese, quindi non fanno nothing.
Febbraio, mese dell’anno dove di solito la gente si spaventa e si stupisce della neve e “perché fa freddo”, ma soprattutto mese di Festival di Sanremo, termometro della nazione, il momento nel quale si capisce come siamo messi e dove andremo a finire.
Negli anni di cretinismo digitale che stiamo fortunatamente vivendo, seguo Sanremo dal divano con il mio aifon 4 in mano e twitto (“Lasciatemi twittare con il mio smartfon in mano, lasciatemi twittare, sono un italiano” cit.) perché seguire il Festival e commentare su Facebook non è funzionale e la batteria dello smartfon si scarica dopo la prima esibizione.
Veniamo al Festival, veniamo al presentatore: Carlo Conti.
“Perché?” ci si chiede.
Le risposte sono “Perché è bravo”, “Perché fa odiensss”, “Perché Sanremo la guardano i vecchi e gli adultolescenti”, “Perché si fa le lampade”, “Perché la Toscana va di moda”.
Presentazione impeccabile, per niente autocelebrativa, ma improntata su messaggi di SUCCESSO e SOLDI, due aspetti sottolineati in ogni presentazione. Alucni esempi: entra in scena la cantante Chiara e Mr Brown la introduce così “Fino a due anni fa, era una consulente finanziaria e finalmente si è licenziata da ‘sto lavoro da sfigati e fa la cantante”, oppure quando è arrivata la famiglia Anania (una coppia di calabresi con sedici figli) Mr Hankey ha detto “Non per farvi i conti in tasca…” tipica espressione di chi fa i conti in tasca agli altri. Su questi aspetti SS tornerò più avanti, adesso devo parlare delle presentarici.
La prima, Emma Marrone (scelta in onore del colore della pelle di Carlo Conti) scende le scale vestita da torta di matrimonio in località Trepuzzi e il presentatore le chiede come ha vissuto la vittoria dello scorso festival. Emma fa un racconto confuso di quella sera e comincia a parlare di sua madre che l’ha sgridata perché è rincasata tardi e altre storie tristi, come solo i racconti delle donne di una certa età quando parlano del loro bellissimo rapporto di amicizia con la mamma sanno essere tristi.
La seconda, Arisa, dopo aver aspirato la sua dose quotidiana di Elio ha fatto il suo compitino e a tratti è apparsa abbastanza smaronata.
Visto che sia Emma che Arisa sono delle ragazze pasta e fagioli e non danno quell’immagine di “belle gnocche” che è un fondamentale di Sanremo, gli autori hanno pensato bene di aggiungere una terza valletta, una spagnola che non so chi sia (magari non è neanche spagnola) specializzata in modi di dire spagnoli tipo “Non dire toro finché non ce l’ahi nel sacco”, “Chi sta col calamaro impara a calamarare” e tutti a ridere con Carlo Conti che spara battute da villaggio turistico e gli italiani sono felici.
Sulle canzoni c’è poco da dire. Chiara è altissima, bravisisma ed è in grado di svitare lampadine senzabisogno di scale o sgabelli, Grignani ha cantato abbastanza male “Destinazione San Patrignano”, Alex Britti era più marrone di Carlo Conti e stonava (però, gran chitarrista), Malika Ayane ha cantato la solita canzone che canta a Sanremo (Ligaue e i Ramones differenziano molto più dei lei), i Dear Jack hanno cantato una canzone di Violetta, Lara Fabian ha fatto sapere alla nazione che esiste una cantante che si chiama Lara Fabian, Nek (il Wolverine di Sassuolo) ha cantato una canzone orecchiabilissima dove come al solito ha trovato da dire con una donna e l’ha fatta soffrire, Grazia di Michele ha risposto alla domanda “Ma che fine ha fatto Grazia di Michele” e ha duettato con Mauro Coruzzi (Platinette) che ha una bella voce e ha rivelato di essere una finestra (infatti, se lo guardate bene è uguale a una finestra, ma lo dovete guardare posizionandolo di fronte a voi, non di profilo. Ecco, guardatelo “infisso” e vedrete che sembra proprio una finestra), Annalisa anche lei ha parlato di finestre (Microsoft sponsor occulto?) e Nesli ha concluso con una canzone abbastanza brutta.
Ma veniamo all’apoteosi: il duetto Albano e Romina.
La coppia si è esibita in un medley dei loro successi, lui era gasatissimo, lei non ne voleva mezza. E’ andata in scena lo spettacolo “Siamo qui solo per i soldi”, spettacolo che va in onda ogni giorno in qualsiasi ambiente di lavoro, ma che lì è apparso molto grottesco. Albano e Romina hanno lanciato un messaggio abbastanza bello: separarsi male è possibile, ma per i soldi facciamo questo ed altro. A un certo punto Albano ha fatto delle flessioni sul palco e per fortuna non ha avuto un infarto in diretta. Sentire quelle canzoni e vedere refrigerator Romina e il tinto Albano cantare a squarciagola ci ha mostrato l’orrore del tempo che passa, che la vecchiaia è brutta per tutti e ostentare i ricordi del passato è penoso per tutti.
Prima di loro un altro super ospite, Tiziano Ferro (abbastanza fatto, non so… aveva due occhiolini strani) che ha presentato il suo best of, ci ha fatto scoprire che vendono dei Baci Perugina con le “più belle frasi di Tiziano Ferro” e ha chiuso la sua performance cantando una canzone che sembrava l’inno nazionale della Prussia. Dietro di lui un merdonazzo con un tamburo gigante. Tum…tum… tummmmm
Messaggi positivi anche dalla famiglia Anania che con i loro sedici figli hanno messo a tacere la gnola del “Non faccio figli perché non me lo posso permettere” o “Non arrivo a fine mese” e con la frase “Grazie a DIO abbiamo fatto tutto questo” hanno sconfitto l’ISIS.
Interessante l’esperimento dei comici che non fanno ridere, molto diffuso nei villaggi turistici e riproposto sul palco del teatro Ariston. Migliore in assoluto Alessandro Siani (degli altri non ne voglio nemmeno parlare) presentato come recordman di incassi. Durante l’esibizione del comico napoletano apre ci sia stato un enorme spostamento di voti verso la lega nord (non si sa ancora quale percentuale) ed è stata abbastanza apprezzata la presa in giro a un bambino sovrappeso ( “Ce la fai a entrare nella poltrona?”) molto in voga negli ambienti di socializzazione, soprattutto alle scuole medie.
Festival come al solito lunghissimo, ospiti internazionali del calibro degli IMAGINE DRAGON presentati come “Per la prima volta in Italia” e poi, durante l’intervista hanno detto “E’ la terza volta che siamo in Italia”, ma nessuno se n’è accorto.
Verso mezzanotte inoltrata, mi sono reso conto che dovevo ancora lavare i piatti.
A un certo punto mi sono apparse Arisa e Emma che cantavano il carrozzone, un messaggio di Francesco che mi fa “Mi han bloccato twitter, fai una campagna ‪#‎libertadicinguettare‬” e poi il vuoto assoluto.
Mi sveglio di soprassalto a l’una di notte con un gran male al collo, la tv accesa e Lara Fabian che legge le notizie del TG.
Poi ho spento tutto e sono andato a dormire.

‪#‎Dibattito‬

Danilo Masotti  • @umarells 

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