Musica Italiana, Recensioni
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Verdena – Endkadenz vol.1

Verdena - Endkadenz vol.1

No. Non facciamo recensioni track by track perchè non siamo giornalisti professionisti. Facciamoci alcune domande e proviamo a darci delle risposte nel mentre ascoltiamo questo disco dei Verdena. Vi aspettavate un lavoro del genere? O più in generale, cosa vi aspettavate a distanza di 4 anni da questo gruppo? Inizio rispondendo io, così senza alcun tipo di paura. Sì, mi aspettavo un album esattamente così però no, dopo 4 anni pensavo si fossero smarrite alcune cose del percorso che ha reso grandi i Verdena. Per capirci, sembra che la strada sia sempre quella e che tutti i loro dischi abbiano un filone ben preciso e ordinato, nonostante i singoli brani. Ti sei emozionato/a quanto la prima volta che gli hai scoperti? No, forse di più. Perché magari al tempo c’era quell’animo sbarazzino cinico e crudele, ora le cose si fanno decisamente più complesse. Come gli attacchi di panico prima delle interrogazioni alle scuole medie e quelli che hai la notte da post adolescente perché il tuo pensiero domani è che in fondo non esiste un domani. Esistenzialismo? Nichilismo? Pessimismo? Realismo?  Non lo so, personalmente ho smesso di etichettare i generi musicali e più in generale di prendere per mano correnti di pensiero per aiutarmi a vivere il contemporaneo, in sostanza il disco non tende a insegnarti nulla e ha la semplice voglia di fare musica per arrivare alla testa delle persone. Arrangiamenti, testi, ritornelli, strofe, dolore, poesia, rancore, gioia e anche spensieratezza vengono inseriti tutti insieme, amabilmente in una spirale profonda capace di girare all’infinito fino a quando non arrivano lievi e dolci alla tua persona. È il disco che ascolti mentre pensi? Esatto, quando sei in macchina e hai un pochino voglia di dare una colonna sonora necessaria al tuo chilometraggio anche se non sei propriamente un seguace del genere da cui sono partiti. Lavoro molto trasversale quindi? Questo è il punto di forza. Amanti del rap, elettro dipendenti, indie, ma anche nazionalpopolari, può arrivare a un target ampio e forse potrebbe segnare l’ennesimo punto di rottura all’interno della scena musicale Italiana. Tua nonna ascolta i Verdena? No, però ieri sfogliando Vanity Fair  ha incrociato i loro volti ed è rimasta incuriosita dalla definizione riportata sulla rivista. Come se fossero i primi della classe di quelli che non vanno nella scuola elitaria pur potendo permetterselo. Forse contorto da dire, ma molto semplice: Verdena pilastri e promotori di tutta la musica alternativa Italiana. Ora rimangono alcune domande a cui preferisco non rispondere poiché non trovo il coraggio, dato che superato il cuore in gola, come nei peggiori attacchi di panico, l’effetto nirvana ti porta a stare davvero bene:

Arriverà un giorno in cui non ci meraviglieremo più dei Verdena? Quanta voglia avete di farvi domande dopo l’ascolto di questo disco? Perché non ci si riesce più a fermare i propri pensieri? Perché? Perché? ….

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Nato a Bologna il 30.11.91 quando fuori pioveva. Cresce, gioca a tennis giornate intere, fonda il Collettivo HMCF scrive per DLSO e Crampi Sportivi, si laurea e dorme.

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