Anno: 2015

Montoya – Iwa

Gli universi di White Forest Records sembrano infiniti. Concluso il lancio di un disco ne arriva subito un altro, sempre dalle sfumature diverse e mai così semplici da interpretare. Montoya è Colombiano, classe 1979, e ha deciso di pubblicare queste 8 tracce che segnano un profondo legame fra la musica e la vita, anche se la musica in fondo è proprio frutto della vita. Legno, vetro e molto altro, stimolano la creatività dell’artista a buttare dentro tutto quelle sensazioni capaci di portare la musica allo stato primitivo, come se il creatore fosse in ritardo con il concepimento dell’uomo. Bibbia a parte, teorie del bing-bang pure, questo “Iwa” è un disco complesso da assorbire ma capace di renderti una persona migliore con tutti i suoi meccanismi e quelle vibrazioni che potrebbero quasi tenerti sveglio in eterno.

The Clever Square – Nude Cavalcade

Dal 2006, Ravenna, Romagna Rock, quello che profuma d’Europa, mai banale e raccontato in mille antologie. Tornano dopo due anni, e una decina fra EP, dischi, collaborazioni, con 17 tracce evolute nel loro percorso ma pur sempre dal marchio di fabbrica Clever Square. Un gruppo importante, produttivo e terribilmente riconoscibile, capace di girare in lungo e in largo la nostra penisola ma con la consapevolezza di poter decisamente portare qualcosa fuori anche da qui. Non c’è più tempo per gridare al gruppo rivelazione o al disco capolavoro, il percorso di questo progetto musicale è una raccolta continua, capace di far maturare le loro persone, ma soprattutto la loro musica, verso obbiettivi ben più grandi di questa recensione. Consigliati, consigliato, andate a vederli dal vivo, spaccano.

Low Standards, High Fives – Enough

5 tracce, Piemonte, sudore, malinconia, punk ma anche rock, emo ma anche funny e tanto altro. I Low Standards, High Fives tornano con questo disco qui, che nell’apatia di fine Giugno sembra la giusta scarica di adrenalina. Di loro avevamo già parlato qualche mese fa (ri-ascolta/ri-leggi) e quanto di buono già sembrava, non ha tradito minimamente le attese anzi, ha permesso di rilanciare ancora con lo sguardo più in alto, magari vicino alla luna sicuramente avendo già superato il lampione. Spaccano tutto, ed è gratis qui.

Beat Italian PT.19

Oggi vogliamo proporvi contenuti nuovi, non solo brani ma anche qualche live pescato in rete per passare il pomeriggio (o la serata) insieme. Ci sono sempre i nostri produttori Italiani preferiti + altre novità fresche, sperimentali che vanno dall’universo hip hop a qualcosa di più techno, intimistico e perché no, emotivo. Mettere le cuffie, inizia una nuova settimana:

Matilde Davoli – I’m Calling You From My Dreams

Probabilmente i facili entusiasmi di qualche tempo fa in realtà sono pieni di costrutto. Matilde Davoli esordisce come solista con un disco speciale di 10 tracce, rilasciato da Loyal To You Dreams, e lo fa con la solita leggera energia che ne ha contraddistinto le precedenti apparizioni discografiche, ultima in ordine cronologico quella nell’ultimo lavoro di Indian Wells. Adesso, diventa piuttosto semplice pronosticare un futuro roseo per quest’artista, Italiana ma di base in quel di Londra, consapevole delle proprie potenzialità ma soprattutto capace di portare a termine un lavoro importante, dove non si lascia nulla al caso e soprattutto non ci si chiude nella singola etichetta di genere. Elettronico sì, ma anche folk, pop, indie e pieno di sensazioni da rendere questo lavoro umano e tangibile. Il rischio hype -> che poi passa in fretta, poteva essere dietro l’angolo, ma l’esperienza ha legato questa rete, fatta di studio, gavetta, sperimentazioni ma soprattutto sogni, perché non c’è nulla di meglio che ascoltare questo disco e non riuscire a rimanere fermi.

Polezsky – Promises

Un coro da stadio frequente nelle manifestazioni sportive fa tipo così: mi innamoro solo se ________ / poi da completare con il giocatore preferito. Noi oggi, siccome ieri era il suo compleanno abbiamo deciso di completarlo così: mi innamoro solo se Polezsky rilascia un nuovo brano, continua, continua a produrre, che qui ci si innamora. 

≈ Belize ≈ – ≈ Belize ≈

Sono appena 4 tracce, ci sono due collaborazioni (Waxlife e Disa) e le ambientazioni anni 90 made in uk che ricordano il trip hop dei bei tempi andati. I ≈ Belize ≈ sono un gruppo di Varese e quindi Italiani, cantano in lingua Italiana ma con un background ben poco nazional popolare. Non è un prodotto radiofonico ma un viaggio decisamente più complesso, capace di stimolare fantasie ormai passate e scambiarle per prospettive future con una grande coscienza musicale. Immaginate linee appese in uno spazio non identificato con un sacco di polvere e una luce in fondo a qualcosa che vi fa stare bene. Le 4 tracce di questi ragazzi, uscite per Ghost Records, sono come l’analisi di un sogno che promette un positivo risvolto nella vostra vita quotidiana.

I video Italiani, quelli che sò fatti bene.

D’estate sai, la gente non ha così voglia di perdersi in recensioni 2.0 e quasi quasi acquista le riviste da leggere sotto l’ombrellone. Lo fa consapevole nel passare dall’ultima relazione di Carlo Conti, al disco di Andrea Nardinocchi o dei Dust. Noi per bypassare questa cattiva abitudine del non considerare i siti internet, mettiamo insieme una video gallery con 5 lavori nuovi, Italiani e decisamente interessanti, così dalla vostra spiaggia di riferimento potete inserire le cuffie e non perdere tempo.

Primavera Sound Festival 2015

Arrivare a Barcelona, vivere a Barcelona, evitare i comuni percorsi da turista mi fa ritornare alla mente le tante volte, tutte diverse, in cui passando in questa città vivevo esperienze catartiche che poi avrebbero segnato un cambiamento nella mia vita. Partivo da un punto con un testo dei Beirut che mi frullava nella testa e all’improvviso al ritorno ero figlio di un SBTRKT danzereccio. Barcelona Puede o meglio Podemos. Tralasciando il politico – non voglio offendere la sensibilità di nessuno – arrivo in città dopo una pausa di poco più di due anni e si respira un’aria frizzante per gli ultimi avvenimenti accaduti che hanno cambiato la mappa politica della Spagna e non solo, per di più sarebbe stato il mio primo Primavera e non nego che ero molto curioso di vedere questa macchina da guerra oramai pluri premiata in ogni dove, per le proprie capacità organizzative. Atterro alla sera e incontro qualche amico e addetto ai lavori oramai veterano del festival. Qualcuno lo intercetto che si presenta con un braccio proteso a mostrare con …

Di Piazza Verdi, ordinanze e altre cose.

Piazza Verdi a Bologna, e il quadrilatero del centro che va dalla Zona Universitaria fino a Via San Vitale, è da sempre il cuore pulsante di una città che ha oltre il 25% della popolazione fatta da studenti fuori sede, che si aggirano per quelle vie del centro come se fosse una piccola Las Vegas. Alle volte, tutti ci permettiamo di trattare quanto ci sta circondando come se fosse un cesso pubblico o semplicemente un qualcosa che tanto verrà sistemato. Faccio pubblica colpa perché alle volte anche io ho buttato sigarette per terra, visto gente fare pipì sopra il teatro comunale e concesso a persone di lanciare bottiglie di vetro per strada. Insomma, la prima colpa è decisamente di tutti.