Normale non vuol dire giusto
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Normale non vuol dire giusto#57

Normale non vuol dire giusto#57

141 morti, di cui 132 bambini e adolescenti, in Pakistan. La matrice terroristica riconduce al Califfato Nero, all’Isis, al vecchio fondamentalismo che ha trovato una nuova bandiera sotto la quale radunarsi. Uccisi nelle classi, in una scuola. “Una scuola militare, per far provare ai soldati lo stesso dolore che ogni giorno provano le persone comuni” spiega l’organizzazione che ha rivendicato l’attacco, e che non merita nemmeno di essere menzionata. Ma si tratta proprio di quella strategia del terrore di cui parlavamo in questa rubrica qualche settimana fa: odio che chiama altro odio, radicalizzazione dei conflitti, rabbia cieca e caos. E mentre centinaia di madri piangono i loro figli barbaramente trucidati con colpi alla testa, mentre il loro sangue si sparge sotto i banchi dove avevano cercato un ultimo disperato riparo, una scena altrettanto tragica proviene da casa nostra. “Pensa agli italiani, pensa ai bambini italiani!”. Renzi è in parlamento, cita la tragedia, e questa è la risposta. Avete capito bene: pensa agli italiani. Non è chiaro se l’invettiva sia arrivata dai banchi della Lega Nord o del Movimento 5 Stelle. Tutti i parlamentari, naturalmente, hanno smentito qualsiasi coinvolgimento. Eppure più di uno, quella frase, l’ha pronunciata. Non è semplice distacco fra politica e vita reale, è la completa dissociazione da qualsiasi dignità umana. Renzi viene invitato ad “occuparsi dei fatti nostri” e a non divagare schivando le sue responsabilità. Ma quali sono le nostre, di responsabilità, in quanto esseri umani? Se di fronte alla vita e alla morte, alla tragedia, all’indescrivibile, si arriva a pronunciare parole simili, è ancora possibile chiamarci tali? Chi volta lo sguardo e fa spallucce davanti a una trucidazione quanto è diverso da chi punta la pistola fra gli occhi di un bambino e preme il grilletto? Domande senza risposta, come il senso di quanto accaduto. Che il pensiero di tutti vada a 141 inconsci martiri dei nostri tempi, così aridi di sentimenti e di compassione, e per questo così bui.

Alessandro Cillario

1 commento

  1. La frase “Pensa ai bambini italiani” non risulta dai resoconti stenografici e non è udibile neppure dalla registrazione della seduta sul sito del Senato.
    Come fate ad essere così sicuri che sia stata pronunciata? Eravate presenti? Avete fonti attendibili? Lo chiedo perché vorrei vederci chiaro anch’io in questa vicenda.
    Grazie per l’eventuale risposta

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