Editoriale
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Il ritorno dei Verdena

Le difficoltà dei Verdena

Che bello, pare che tutti attendano l’uscita del nuovo album dei Verdena (diciamolo subito, uno dei miei gruppi preferiti). Tramite immagini criptiche nell’era dei social network abbiamo capito che i ragazzi stanno bene e hanno vissuto bei momenti durante la registrazione del disco. Uscirà entro febbraio 2015, ciò significa che potrebbe comparire pure oggi una traccia in rete magari con un bel video e via di hype a manetta. “Hype a manetta” – espressione puramente giovane per far capire quando una cosa sta facendo un fumo attorno che, alle volte non ci sta nulla da mangiare, alle volte è qualcosa di prelibato. Discussioni a parte i Verdena sono probabilmente il gruppo che ha cambiato la storia della scena indipendente Italiana (pur non essendo indipendenti nell’accezione più integralista del termine). L’album WOW uscito a Gennaio 2011 fu grande rivoluzione culturale, non solo per me o chi altro già seguiva le gesta del gruppo Bergamasco ma anche per chi non avesse mai sentito il loro nome. Ricordo i brani nelle radio, ospitate in programmi non proprio a tema musicale e le porte per tutti coloro che stavano dietro si sono aperte. Da quel momento esisteva una vera e propria scena alternativa/indipendete/chiamatelacomevipare appetibile non solo a un pubblico più ampio ma bensì a discografici, televisioni e tutti i vari media di forza maggiore. Il problema è che in questi 4 anni che separano questi due lavori il mondo è ulteriormente cambiato. Non entriamo in discorsi di merito nel dire “questo è di qualità e questo no” ma atteniamoci al cambiamento del linguaggio e alla fruizione della musica, oggi. È ovvio che il tempo per ascoltare una canzone è diventato inferiore grazie a spotify, le playlist di spotify, la radio di spotify e tutte quelle cose di spotify. In 10 secondi un brano ti deve arrivare, poi magari finisci di ascoltarlo tutto ma il tempo d’interesse e attenzione per una canzone è precario e veloce. Spingi tasto, cambia canzone a portata di mano. Il linguaggio poi, non ne parliamo. Diretti, scrivere a lista le cose per intercettare un bisogno da parte dell’ascoltatore e scrivere frasi semplici come se fosse un tweet o uno stato su facebook. Vedi il successo del rap, oppure de Lo Stato Sociale o più semplicemente l’ascesa di youtubber che sanno giocare con i bisogni delle persone. Non chiudersi, ma fare musica per qualcuno e non per il gusto di farlo. Ecco, purtroppo o per fortuna pare tutto cambiato e forse al ritorno dei Verdena arriverà l’ennesima rivoluzione, per un gruppo capace di rimanere addosso alle persone ma che avrà vita ancor più difficile nelle playlist di spotify.

In bocca al lupo regaz.

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Nato a Bologna il 30.11.91 quando fuori pioveva. Cresce, gioca a tennis giornate intere, fonda il Collettivo HMCF scrive per DLSO e Crampi Sportivi, si laurea e dorme.

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