Interviste
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w/Grovekingsley

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È stato protagonista un paio di settimane fa della rassegna Suona Semplice nella città di Bologna. Un pochino ci siamo innamorati di lui già da tempo, mentre con la sua musica live c’ha portato sulla luna. Grovekingsley è Carlo Pusceddu, appassionato di musica senza troppe seghe mentali.

Ma Carlo Pusceddu e Grovekingsley sono la stessa persona oppure cambi la tua personalità e credi alla consueta separazione fra artista e uomo? 

Sono assolutamente la stessa persona, grovekingsley è il nome del suono di Carlo Pusceddu. Non ci può essere separazione perché senza uno, l’altro non va da nessuna parte.

Dalla Sardegna con downtempo, nu-break e in sostanza elettronica d’avanguardia. Raccontami di Oristano, della scena musicale Sarda e se pensi ci sarà mai un futuro.

Oristano è una piccola città nel centro ovest Sardegna, dove tutto è rallentato e si vive in una sorta di passato. Non odio il posto dove son nato, per carità, però mi piacerebbe che si svegliasse un pochino. Lo vado dicendo da ormai un sacco di tempo e con amici abbiamo anche creato un nostro collettivo ( Blueroom collective ) che porta in città un certo tipo di scena musicale e pian piano stiamo creando una coscienza negli animi dei ragazzi Oristanesi.

La scena musicale Sarda è fertile di nuove idee e di progetti, siamo pochi ma siamo molto creativi. Posso nominarti gruppi, singoli produttori ma anche direttori d’orchestra e chitarristi sardi che hanno fatto e stanno facendo la storia della musica in giro per il mondo.

Il futuro di questo progetto musicale. Abbiamo qualche EP, Album in programma per il prossimo 2015? 

Sto lavorando ad un album ma la cosa richiede più tempo del previsto data la pignoleria e la non voglia di fare uscire un lavoro che non sappia di niente. Oltre questo ci sono in programma collaborazioni in altri album e partecipazioni a compilation.

Cosa ne pensi della scena di musica elettronica che si è andata a creare in questo ultimo tempo. Credi che sia un successo meritato da parte di tutti, che sia tutto rosa e fiori, fratelli o amici, o c’è anche altro?

Ci sono diverse realtà elettroniche presenti nello stivale, la nostra al suo interno ne ha a sua volta delle altre. Questo per dirti che sì, si è creato qualcosa ma è ancora tutto abbastanza scollato ed immaturo. Quel poco di successo che può arrivare suonando della musica simile in Italia è per tutti meritato, in un modo o nell’altro per arrivare dove si è ci si è sbattuti. Il punto per me cruciale è che ancora nessuno capisce che non può piacere a tutti. Ci sarà sempre quello che ti andrà contro o quello che non la pensa come te o ancora quello a cui fa schifo la tua musica.

Quando hai iniziato questo percorso con Grovekingsley che diavolo hai pensato per il tuo futuro? 

Sinceramente ho realizzato tutto con il tempo. Più facevo sentire la mia roba con relativi riscontri annessi (positivi e negativi) più prendevo coscienza e gusto della mia passione.

Carlo/Grovekingsley nella vita di tutti giorni è un beatmaker che passa le giornate a campionare e produrre oppure si veste in giacca e cravatta servendo lo stato e la kasta? 

Il discorso è molto semplice. Sono tutte e due le cose perché purtroppo con la musica non si arriva a fine mese. Un lavoro poi ci vuole sempre, tutti dovrebbero lavorare.

Fare live in Italia è diverso rispetto all’estero? Che differenza c’è nel rapporto con il pubblico? Hai notato qualcosa in particolare?

Non ho così tanta esperienza con il live all’estero ma posso comunque far presente che la cosa è molto più sentita che da noi. Per quanto riguarda i “piccoli” live come può essere il mio senti proprio un’atmosfera diversa, una luce diversa negli occhi. Da noi ancora quella dimensione non è arrivata ma piano piano stiamo facendo grandi passi avanti.

Domanda fastidiosa ma doverosa: 5 dischi da consigliare e perché. Oppure 5 dischi che hanno fatto il bene di Grovekingsley come artista. Valuta te cosa rispondere e perché :) 

Alias – The other side of the looking glass

Brian Eno – Ambient 1 – Music for airports

Sigur Ròs – Sigur Ròs 

Wu-tang clan – Enter the wu-tang 36 chambers

King crimson – In the court of the crimson king

Il feat. che hai sempre sognato di fare? Puoi anche spararmi i Joy Division, basta che me lo sai motivare come un vecchio sognatore.

Penso proprio che una bella voce come quella di Astrud Gilberto mi avrebbe aiutato creare qualcosa di stupendo.

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Nato a Bologna il 30.11.91 quando fuori pioveva. Cresce, gioca a tennis giornate intere, fonda il Collettivo HMCF scrive per DLSO e Crampi Sportivi, si laurea e dorme.

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