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The Night Skinny – Zero Kills

The Night Skinny - Zero Kills

Quattro anni fa, quando ero un ragazzino fissato con l’hip hop underground e tutta una serie di altre cose su cui possiamo sorvolare, mi ritrovai a comprare un disco con in copertina una madonna con grammofono; nella tracklist c’era gente che non mi piaceva neanche troppo, ma lui, l’autore dell’album (sì, Night Skinny), aveva prodotto qualche tempo prima questo pezzo qui, e tanto mi bastava per acquistarlo. In una recensione a quel disco si legge “forse sarà proprio Night Skinny il Fritz Da Cat del 2010”.

Ma è il 2014 e di Metropolis Stepson non se ne parla più da un pezzo (se mai se ne è davvero parlato), mentre Night Skinny è diventato uno dei produttori più interessanti del rap italiano, uno che, per dirlo con le parole di un mio amico, “usa i vinili arabi, non lo so, è fortissima la cosa, e poi riesce a fare dei beat così sperimentali e farci cantare tutti”. E quel “tutti” è da intendersi quasi letteralmente. Per questo non parlerò dei rapper (che fanno quasi tutti quello che sanno fare, né più né meno) e dei cantanti (che sono tutti Patrick Benifei in realtà, ma ormai è al plurale), mentre voi ascoltate un pezzo a caso.

Qualcuno ha detto “bombetta” ?

L’apertura del disco, a me personalmente, ricorda RJD2 cinque-sei anni fa, ma è l’unico paragone stupido che farò, visto che il disco è assolutamente originale, vedi l’utilizzo dei sample e il cambio di tono in La testa gira”, per quanto non ci siano formule stravaganti o abbinamenti azzardati, anzi, in questo senso Zero Kills sembra concepito per piacere ad un pubblico vasto, ci sono i banger (vorrei dirlo in italiano ma non riesco a trovare una parola adatta) come Al posto nostro e C’è nessuno?, pezzi più calmi e introspettivi (E fa bene, Questa notte) ed insomma tutti i cliché tematici a cui il rap/la musica  italiana ci ha abituato fino ad oggi, ma l’insieme è orchestrato con cura e abilità.  Il punto di quest’album sono le basi, cioè il lavoro di TNS, e dispiace che non ci sia una versione di sole strumentali perché produzioni come Penso di me o In bilico (probabilmente una delle migliori, Tormento ti odio) riadattate un minimo potrebbero benissimo funzionare come pezzi stand-alone.

Insomma, io lo comprerei se non fosse per il gentile tipo da Ricordi che mi suggerisce di “tornare domani” da una settimana, nel frattempo si può ascoltare tutto su Youtube, ed in più c’è questo video.

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