Interviste
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Musica da musicisti per musicisti – w/Prospective

Prospective

Circa due settimane fa ho avuto il piacere di scambiare due chiacchiere, davanti a un ottimo caffè, con Flavio e Luca, due dei componenti di una band metal emergente di Bologna: i Prospective. L’intervista è durata circa una 40ina di minuti, ma, nonostante il poco tempo, è stato detto tutto quello che c’era da dire. Sono due musicisti molto preparati e gli argomenti trattati sono molto interessanti, quindi.. buona lettura!  

Dal momento che è la prima volta che vi intervisto, presentatevi ai lettori del Muro, spiegando chi sono i Prospective e quali sono i vostri studi.

Flavio: I Prospective sono una band metal di Bologna, composta da Flavio Cacciari, Luca Zini, Davide Ruggeri e Stefano Baldanza. La band si è formata circa 6 anni fa ed era composta solo da 3 membri (io, Stefano e un altro ragazzo). Dopodiché è diventata un progetto one man band, composto solo da me, dove in pratica componevo i pezzi e li registravo.  Dopo un paio d’anni si è aggiunto Davide, il quale ha portato dentro anche Luca. Così si sono riformati i Prospective, grazie e soprattutto all’arrivo di Luca.

Luca:  Dopo il mio arrivo si è incominciato a concretizzare di più il sogno che Flavio aveva nel cassetto. Prima lui aveva una matrice compositiva molto personal e “cattiva”. Con me la composizione ha preso una piega più morbida, melodica, e anche un po’ più prog-metal, e ciò è stato reso possibile grazie ai miei studi classici. I pezzi hanno quindi preso una piega più colta, pur rimanendo lo stampo di Flavio. Lui è un fenomeno per quanto riguarda arrangiamento e composizione. Io arrivo da lui con idee sparse, del tipo:”Flavio ho mille riff, cosa ci facciamo?”. Ecco.. lui li prende, li mette in ordine e conclude il pezzo. E spesso, quando ci troviamo a comporre, saltano fuori delle cose improvvisate che registriamo e conserviamo. Abbiamo un metodo di registrazione molto particolare..

Parlatemene.. 

Flavio: Ok! Noi praticamente registriamo le chitarre e il basso in presa diretta dentro una scheda audio. La batteria viene “scritta” al computer con Superior Drummer, che è un programma virtuale di batteria. In questo modo registriamo tutto subito e le idee vengono messe all’istante fuori.. tutto è registrato al momento..

Luca: ..così senti come esce! Poi lui è anche bravo a mixare, sa usare bene programmi tipo Cubase. Alla fine viene fuori un buon prodotto, anche se alcuni potrebbero dire:”Se scrivi la batteria, allora il suono è falso!” Ma sai, non avendo magari possibilità economiche di andare a registrare in sala tutte le settimane, considerando che noi sforniamo un pezzo ogni due mesi e considerando anche i costi della sala di registrazione.. ecco, sarebbe troppo dispendioso.

Infatti uno dei premi più noti che viene dato durante i concorsi tra band e proprio un’ora gratuita in sala di registrazione..

Luca: Infatti! Noi spendiamo tanti soldi, perché alla fine usiamo una strumentazione particolare ai live che consiste appunto nell’andare in diretta dalla scheda audio – un po’ come facciamo per registrare – usando un piccolo computer.. quando saliamo sul palco così attrezzati, il suondcheck è già perfetto.. non hai bisogno di pedali, né di effettini vari, perché hai già tutto dentro al computer. Pensa che anche dei fonici ci hanno fatto i complimenti! Per quanto riguarda gli studi, ho incominciato a studiare da autodidatta in prima media, poi in prima superiore mi sono iscritto al conservatorio e a giugno mi dovrei diplomare in chitarra classica. Nel frattempo ho sempre suonato anche la chitarra elettrica e imparo qualcosa ogni giorno, anche componendo i pezzi da solo, suonando e praticando, studiando i pezzi di altre band.. 

Flavio: Io ho iniziato a suonare la batteria in seconda media, poi ho incominciato a suonare anche chitarra e basso. Per la batteria ho preso lezioni per circa 3 anni, mentre per chitarra e basso sono autodidatta. Ho imparato guardando gli altri, suonando le canzoni e documentandomi su internet. Davide ha iniziato prima a suonare il basso 3 anni fa, poi la chitarra… è autodidatta. Stefano invece, ha iniziato a suonare il basso circa 5 anni fa e ha preso lezioni.

Passiamo alla domanda successiva.. la cosa che mi ha più spinto a intervistarvi è la seguente: il Djent, nonché il genere musicale con il quale meglio vi identificate. Parlatemi della sua particolarità, facendo qualche accenno alla sua storia e ai gruppi che più vi hanno influenzato. 

Flavio: Il Djent,  per vera e propria definizione, è un suono che deriva da un gruppo svedese, i Meshuggah, ed è un suono che provoca il palm muting su una chitarra, preferibilmente a 7-8 corde, in downtuned.. e facendo palm muting sulle prime 4 corde esce questo suono molto duro, secco, con una grande distorsione.. un suono molto simile alla pronuncia della stessa parola Djent, che non a caso è una parola onomatopeica. Il Djent come corrente metal è, possiamo dire, nato grazie al chitarrista dei Periphery, circa nei prini anni del 2000, il quale ha portato il Djent alla massa grazie al suo gruppo. Questa è una corrente molto di nicchia, underground.. è molto diffusa in internet.

Luca: E’ una musica da musicisti per musicisti, purtroppo. E’ proprio questa sua particolarità che limita la scena, perché uno che non suona uno strumento è difficile che vada ad ascoltare questo genere. 

Flavio: Diciamo che il Djent lo puoi raffigurare come un prog-metal misto al metalcore. Comunque, i nostri gruppi di riferimento sono i Meshuggah, i Periphery, i TesseracT, i Monuments..

Luca: ..fino ad arrivare a gruppi italiani come i Damned Spring Fragrantia, che sono molto mathcore. Io prendo molto spunto anche da gruppi che sfruttano molto la melodia, come i Nickelback, e prendo spunto anche dalla musica classica, fino a combinare il tutto con l’odierno Djent. Il nostro è quindi un Djent molto contaminato, un Djent diverso da quello di altri gruppi, e questo può essere sia un rischio, sia un pregio, sia un difetto. 

Flavio:  Inoltre noi stiamo cercando un cantante disperatamente, un cantante che abbia sia  un bel pulito sia una bella voce sporca.   

Adesso parliamo del panorama metal attuale in Italia vs quello metal in generale..

Luca: Dal punto di vista musicale dire che Londra è una città aperta vuol dire veramente tutto, perché là la gente è molto più aperta ad ascoltare vari generi. In Italia, invece, l’italiano medio ascolta musica di facile ascolto e non il metal, perché questo genere richiede delle conoscenze pregresse e tecniche, sensibilità e un orecchio non troppo delicato. C’è anche da dire che a Bologna manca un punto di ritrovo. Per esempio, una volta c’era il Transilvania, famoso locale per metallari, al cui interno ogni sabato c’era un gruppo diverso che suonava. Era un bel punto di ritrovo perché quando si è uniti si combina qualcosa. Il nostro genere può essere bello dal punto di vista in cui non c’è troppa rivalità tra gruppi, ma, se manca un punto di ritrovo, c’è frammentazione e quindi se uno suona non vai più al suo concerto e non ci si supporta più tra gruppi. Inoltre, non si può dire che gli artisti metal non cercano il consenso del pubblico, perché non è vero. Tutti lo cercano, perché dal momento in cui tu sei un musicista, se qualcuno ti viene a dire “mi piace la tua musica, mi piace quello che dici, come lo racconti e come lo suoni” fa sempre piacere. Il consenso si deve, però, ricercare all’estero, perché in Italia non c’è pane. 

Flavio: C’è anche da dire che la mentalità della gente dovrebbe cambiare nel senso che si dovrebbe più avere la mentalità del concerto, della musica dal vivo! 

Luca: Esattamente! L’unico modo per supportate attivamente un gruppo di nicchia – e questo è importantissimo – è andare ai concerti e comprargli il merchandising: felpe, magliette e dischi. In questo modo gli fai capire che il gruppo ti piace e che vuoi che il suo operato vada avanti. Nel metal in particolare siamo tutti amici ed è difficile che ci sia rivalità, proprio perché siamo tutti nella stessa barca: siamo consapevoli, infatti, di quanto sia difficile andare avanti. Tutto costa.. se tu vuoi fare un tour devi pagare, la strumentazione costa, le prove costano.. vai a suonare e non ti pagano praticamente nulla. Tutto costa e nessuno paga.  

Flavio: Per quanto riguarda, invece, il panorama metal in generale è bellissimo e vario, perché ci sono tanti gruppi molto validi e altri che hanno raggiunto un gran successo, ma che quando li senti ti vien da dire.. scontato, già sentito, già visto. Nella scena globale molti gruppi escono fuori grazie a Internet e, dato che adesso siamo nell’era digitale, si nota che molte persone riesco a far emergere le proprie canzoni e questo porta tanti gruppi, canzoni e ispirazioni. Con Youtube, infatti, tutti possono farsi vedere. I pro sono che tutti possono far vedere quello che sanno fare, nel bene e nel male, e i contro sono che la scena si incomincia a saturare e quindi la gente veramente brava fa più fatica a emerge e a risaltare. In genere risaltano quelli che piacciono, ma che non sono bravi. 

Elencatemi almeno 3 vostre canzoni.. quelle che secondo voi sono le migliori che avete realizzato fino ad ora!  

Flavio: Secondo me i pezzi migliori sono:

– Karma’s Lesson: E’ una canzone che è nata da Luca. Attraverso il programma Guitar Pro, Luca mi ha inviato due riff e io, poi, da quello scheletro ho creato tutto quanto il resto nella canzone. Karma’s Lesson è molto cattiva, ma allo stesso tempo molto melodica.. contiene violini, arpeggi, cose molto di gusto e sofisticate.. molte chicche, diciamo.

– Increase, composta da Increase pt 1 e Increase  pt 2: Questo complesso è strato totalmente creato da me. Increase pt 1 dura 3 min circa ed è all’inizio molto melodica, molto ambient, la si può definire quasi post-rock e in essa sono presenti anche violini e un bel basso elettronico; poi, in un secondo momento, subentrano chitarre distorte in contrasto con i violini e quindi subentra la parte metal. Increase 2 è un canzone dalle mille sfaccettature, non a caso dura 10 min e nemmeno io so come ho fatto a comporre un brano di 10 min circa. E’ super melodica, tecnica, cattiva, ha tutto quello che è Flavio, tutto quello che mi rappresenta. 

– Cronos Speaks: Non è ancora stato caricato su Soundcloud ed è un pezzo che è molto rappresentativo di Luca. Luca è più malinconico, gli piacciono sì i riff carichi, ma anche quelli più melodici e molto intensi a livello emozionale. Con il mio aiuto lo abbiamo arrangiato con bei suoni, atmosfere, con un finale sognante che sfuma con un bel pianoforte.. è pezzo molto singolare. 

Quanto tempo impiegate al giorno per comporre?

Luca: Giusto ieri sono stato 6 ore a comporre! Abbiamo tanti pezzi in arrivo e che devono ancora essere pubblicati, perché tutte le volte mi dico “Basta, adesso non compongo più!” e poi il giorno dopo mi viene in mente un riff, lo scrivo e lo metto da parte. Poi scrivo ancora e ancora e tutte le volte ci penso un sacco, perché non voglio cadere troppo nello scontato.

Flavio: Io invece è da giugno-luglio che non compongo più niente, perché ho un blocco incredibile dato dal fatto che mi sto impegnando molto sulla batteria. Inoltre sto tralasciando il lato compositivo, anche perché siamo veramente pieni di canzoni e quindi mi sono prefissato di non comporre più per il momento. Prima invece impiegavo un sacco di ore al giorno nella composizione e componevo anche se tornavo a casa alle 3 di notte. Ho una cartella con 60 pezzi miei e di questi 60 solo una decina sono diventati dei Prospective.. 

Luca: Lui è uno che sperimenta molto e alcuni pezzi non sono ancora definiti e parte del nostro genere: sono parte di Flavio e non dei Prospective come band. Quei 10 pezzi, invece, sono nostri. Dal lato compositivo collaboriamo solo io e Flavio perché collaborare in 4 sarebbe un grosso rischio e a tutta la band va bene così. Infatti, se tutti componessero, ci sarebbe un gran caos, ognuno avrebbe la sua idea e verrebbe fuori un “Frankestein”, un mostro di canzone. Invece io e lui abbiamo visto che collaborando ci completiamo e riusciamo a creare canzoni più omogenee  e complete. L’anima del gruppo rimane comunque lui (Flavio)!

L’ultima domanda riguarda i progetti futuri, nonché concerti, ep e altro! 

Luca: Flavio si sbatte molto per mantenere i contatti, ma purtroppo però nessuno ci considera. Abbiamo fatto solo due concerti fino ad ora, ma noi non ce ne vergogniamo, anche perché sono stati delle bombe e abbiamo ricevuto complimenti sia da parte del pubblico sia da parte dei fonici, i quali di solito non ti cagano di striscio! Purtroppo concerti in arrivo non ne abbiamo. Per quanto riguarda gli ep, abbiamo deciso in accordo con tutta la band che ne realizzeremo uno, se tutto va bene, tra febbraio e marzo! 

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