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Solki – Sleeper Grele

Solki - Sleeper Grele

Solki - Sleeper GreleA volte creo. A volte mi capita di disegnare dei disegni tristi, totalmente in bianco e nero. Mi metto lì e decido che utilizzerò solo triangoli, linee dritte a 45°, cerchi concentrici e rigorosamente con la penna Staedtler 0.1, al massimo 0.3. Ci metto giorni, ho la nausea perché sento il bisogno di finirlo, non riesco a pensare a nient’altro che a quando lo finirò. E dopo eccolo, chiudo la penna come fosse un rito religioso, con una calma disumana, e con la sensazione di aver portato a termine finalmente qualcosa. Dopo lo guardo e penso: “è un capolavoro”. Mi compiaccio e lo inizio a mostrare agli altri, gratis. Mia madre afferma di avere un artista come figlio, mio padre osserva compiaciuto e mio fratello pretende che io glielo regali. Quando invece quel disegno esce dalle mura di quella casa perde ogni valore, la gente non lo guarda, lo butta per terra o al massimo lo utilizza per prendere degli appunti, girandolo persino dall’altra parte.
E penso di essere un genio incompreso. Sleeper Greli dei Solki è esattamente la sintesi di tutto questo. Decidono i colori, gli strumenti e il tratto. Li decidono a prescindere, nessuna ricerca di mercato che tenga, nessuna moda. E tutto quello che fanno è esprimersi. Io li ascolto mentre scrivo e ci sento l’amore, ci sento voglia di dire la propria nonostante tutte le difficoltà del caso. Li sento come una voce fuori dal coro. Ma domani non li ascolterò più perché io non sono pronto. Perché io sono uno di quelli che il mio disegno, se non fosse stato il mio, lo avrei utilizzato per pulirmici il naso. Perché Solki è un capolavoro per pochi e come tale è incompreso. Io voglio bene ad Alessandro, Lorenzo e Serena, ma non per la loro musica, ma perché sono degli artisti incompresi a cui non fregherà un cazzo della mia recensione, ma gli importerà che qualcun altro ha ascoltato ciò che avevano dire e si sentiranno speciali perché non li ho capiti, e rideranno di me consapevoli di aver firmato un capolavoro che nessuno apprezzerà.

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Nasce a Catanzaro ma vive nella sua testa da sempre. Fin da piccolo non dimostra alcun talento particolare. Realizza la prima frase di senso compiuto a 5 anni, anche se tutt'ora sbaglia il congiuntivo. Scrive perchè non sa che dire.

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