Interviste
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w/Supernovos

w/Supernovos

w/SupernovosPregi e i difetti di avere un gruppo strumentale 

Spesso ci chiedono, scherzando, se siamo strumentali perché nessuno di noi sa cantare o perché non abbiamo niente da dire. Forse c’è del vero, ma preferiamo rispondere che la parola è solo uno dei tanti modi possibili di comunicare. In particolare, crediamo che lo strumentale sia la musica più “democratica” di tutte, dato che non richiede molte pre-condizioni per ascoltarla. Non essendoci testo da seguire o nel quale immedesimarsi, l’attenzione è rivolta a un’ introspezione personale durante il fluire della musica. C’è da dire poi che, nonostante anche a livello pop, lo strumentale sia un genere ampiamente praticato (pensiamo solo all’elettronica di consumo di questi anni ’10: il cantato, se c’è, raramente fa da padrone), c’è sempre un po’ di diffidenza o di rifiuto. La cura migliore è “denudarsi” delle aspettative e aprire le orecchie: sapremo convincervi.

Descrivetevi e ditemi come avete fatto a conciliare così tanti e diversi interessi in un “unico” stile. 

  • Filippo, tastiere.

Ho un passato di sperimentatore trans-genre (no gender, eh), con un duo che univa postrock, basi MIDI, pad spaziali, strumentali electro a pezzi happypunk, arty, cantati, fra il nonsense e il grottesco. Lì suonavo la chitarra e facevo le basi. Oltre a tutte queste cose, mi piace l’ambient, i Low, Nick Cave, i Flaming fuckin Lips, i Tame Impala anche se alla lunga mi annoiano e uno dei gruppi più underrated di sempre dell’indie: le Electrelane. Ai Supernovos mi ha unito il non aver paura dei tempi dilatati, gli Explosions in the Sky e l’interesse per gli spazi che le tastiere possono aprire. E infine, ovviamente, l’eclettismo all’interno del nostro stesso repertorio.

  • Alessandro, chitarra. 

Il mio stile e gusto musicale erano ben diversi prima dell’avvento dei Supernovos. Suonavo e cantavo in un gruppo di stampo punk rock insieme a Gianfranco, dove, negli ultimi periodi, il lato punk fu pressoché soverchiato da influenze indie con richiami alla psichedelia, da Jimi Hendrix ai Franz Ferdinand per intenderci. In quei momenti avvertivo fortemente la necessità di fare altro, ascoltare altro, come il jazz ad esempio. Nacquero così i primi approcci a brani strumentali e dopo l’ascolto di Explosion in the Sky e Sigur Ros, a un genere come il post-rock. Questa necessità non condivisa da tutti i membri del gruppo, portò allo scioglimento, che per Gianfranco e me, che condivideva il mio punto di vista, fu certamente benefico nonché svolta importante che ci portò a sperimentare un tipo di musica nuova e a fondare di lì a poco i Supernovos.

  • Gianfranco, batteria.

Insieme ad Alessandro condivido il passato punk rock/indie del vecchio gruppo, dal 2008 agli inizi del 2012. Sicuramente quell’esperienza ha influenzato alcuni aspetti del mio sound attuale, ma da allora è stato comunque trasformato da acerbo e adolescenziale che era, in uno più disinvolto, comunicativo e tecnico. Ho sempre ascoltato generi diversi: reggae, punk rock, dance, hip hop, jazz e il rock in generale senza soffermarmi mai troppo su uno di questi. Questo, insieme a tutte le nostre influenze personali , ha contribuito a far sì che quello che componiamo, a volte, non sia etichettabile con un genere musicale preciso, il che può essere uno svantaggio dal punto di vista promozionale, ma dall’altra parte, fonte di grande libertà e ispirazione.

  • Erica, basso. 

Lo strumento mi ha scelta e catturata attraverso lunghe onde e vibrazioni lente. Dopo esperienze passate tra punk rock e grunge, è bastato un concerto dei Supernovos per innamorarmi delle loro cosmiche atmosfere. Nonostante sfrenate ricerche musicali, continuo ad amare e risuonare tutto ciò che ha influenze new wave, beat dei passati anni ’80 e ’90, ma mi lascio ispirare e condurre da tutto ciò che è armonico e strumentale, che trascina lontano, come nei sogni.

Quattro pezzi vostri che meglio vi rappresentano, spiegandomi come sono nati ed il significato che per voi hanno.

ABOUT REMINISCENCES AND LIGHTSPEED – E’ il pezzo più forte dei novos, da un certo punto di vista. About parla direttamente al cuore. Racconta storie malinconiche, è un potere raro in pezzo. Per questo motivo ha saputo emozionare anche persone che probabilmente non ascolteranno mai più musica rock strumentale nella loro vita: unisce energia bruta a un sentimento puro, nel quale viene incanalata. È il tipico pezzo che, in un club pieno, se mai ci arriveremo, fa venire giù tutto, come si usa dire, e dopo il quale non vuoi sentire altro ma andare a casa in silenzio.

RED !!!! – Brano viscerale e dinamico, che nel momento in cui è stato abbozzato, ci dava l’idea di qualcosa in corsa e qualcosa di rosso. Come in altri brani, vi sono momenti molto energici che si alternano ad atmosfere calme e distese, ma qui è dove questo fattore decisamente trionfa. Possiamo definirlo come il pezzo più prog che abbiamo.

SIXTUS – Un nome nato dall’amore per la suddetta birra Sixtus e gli intervalli di sesta. E’ un brano ballabile dai gusti esotici, che ascolteresti volentieri in un resort di mare sorseggiando un mojito, solo che a un certo punto potresti rovesciartelo addosso.

MIDNIGHT DISCO FLASHES – Pezzo di recente produzione, ma già punta forte del repertorio proprio per la sua freschezza e vicinanza a ciò che vogliamo comunicare. Un nome che con “disco”  vuole quasi scherzosamente avvisarti che non riuscirai a startene seduto ad ascoltare. Pezzo sì dai ritmi incalzanti ma anche dalle atmosfere eteree capaci di smuovere le viscere più fredde.

Progetti futuri (concerti, ep, altro).

Siamo in procinto di registare il nostro nuovo Ep (il nome ancora non ve lo sveliamo) contenente i brani qui sopra, più un altro. Cinque tracce che descrivono a pieno quello che siamo ora, quasi un altro mondo rispetto alla nostra prima autoproduzione “I Love L’Universo”. Non sappiamo ancora i tempi precisi dell’uscita dell’Ep, ma sicuramente entro la fine del 2014.

Per tutte le info e concerti potete fare capo alla nostra pagina Facebook

Per ascoltare qualche loro pezzo:

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