Scrittura Creativa
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EBOLA AND AIVORI

EBOLA AND AIVORI

EBOLA AND AIVORIOggi ho incontrato una mia amica ciabattona ricchissima, comunista vista mare di famiglia comunista vista mare mai sfiorata dalla seconda guerra mondiale e molto intonata a cantare “Bella Ciao” sorseggiando vini pregiati, abbastanza tipico qua a Bologna, tutta piss & lov, vogliamoci bene, bacino bacino, patatino, piccino picciò, cazzino, passerina, patatina, il gelatino, la festina a montesolino… una che chiama i suoi bimbi i nani e appena vede un nano vero, copre gli occhi alla prole e vomita in un cespuglio polpettine bio che costano due euro l’una al mercato del contadino scoreggione che si tiene in val di setta, ma solo per pochi adepti.
Adoro chicchierare con lei.
Adoro la sua falsità e mi diverto molto a prenderla per il culo, ma purtroppo non se ne accorge e questo un po’ mi fa ridere e un po’ ci rimango male.
Stamattina era arrabbiata con l’altrettanto ricca ministra Madia piglia u’cazz e porta via sul blocco dello stipendio agli statali, categoria alla quale appartiene con abengazione e forza da quando un baffone del sindacato l’ha piazzata lì perchè amico del padre, che venne il gatto, che si mangiò il topo, che al mercato mio padre si tesserò.
“Sarà un autunno di lotta” mi fa.
“Cosa?” le faccio.
Poi mi tira un gran pippone sugli asili pubblici, privati, le dade, le tate, i dadi, i domini, i giochi di società e mi dice che mi devo assolutamente (dice sempre la parola “assolutamente”) iscrivere al sindacato.
Inutile farle capire che un sfighè con partita iva, con la tessera del sindacato ci fa qualche filtro per le canne e poco altro.
Però mi ha dato una buona notizia. Il prossimo anno iscriverà i suoi pargoli in asili e scuole elementari dove gli “extracomuitari” sono pressochè inesistenti. Una scelta stilistica abbastanza diffusa tra i suoi giri e tra chi ha le “bazze”.
“Ho paura che gli stranieri portino l’ebola” mi ha detto.
Tu mi fai paura” le ho detto.
Si è messa a ridere e se n’è andata invitandomi a una festina domani nel parchino.
“Se piove vengo” le ho detto.
“No, ma se piove la facciamo nella saletta” mi ha detto.
Va bè.
Non so se ci vado.

Danilo Masotti

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