Altrimondi
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La prima volta che vidi Marat Safin

safin1

6 Agosto 2000, Toronto.

Al National Tennis Centre si affrontano per la finale della Rogers Cup, meglio conosciuto come l’Open del Canada il russo di 20 anni, numero 8 del tabellone Marat Safin e Harel Levy, Israeliano di 22 anni proveniente dalle qualificazioni. Marat Safin è alto, di bellissima presenza e con la faccia da schiaffi. Non ha nulla da chiedere, lui ottiene ciò che vuole. Donne, sponsor, catene al collo, maglia firmata aperta con il petto di fuori, completo colorato e un braccio assassino. Servizio fluido e potente, rovescio bimane fresco e decisivo. Giovane ma già destinato, arriva a questa partita dopo aver giocato praticamente un ora ogni partita. La sequenza era sempre la stessa: entrava in campo appena sveglio, perdeva il primo set, si svegliava e vinceva in scioltezza. Dall’altra parte Harel Levy, l’eroe del torneo per aver eliminato buona parte dei favoriti alla vittoria finale. Stoico, basso…

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Nato a Bologna il 30.11.91 quando fuori pioveva. Cresce, gioca a tennis giornate intere, fonda il Collettivo HMCF scrive per DLSO e Crampi Sportivi, si laurea e dorme.

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