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Le Roi Nibalì

Le Roi Nibalì

Le Roi Nibalì Quarto posto. Finiva sempre così. Claudio il mio amico di Ancona prendeva Lars Urlich e sembrava conoscesse alla perfezione la sabbia della spiaggia libera di Cesenatico. Fortissimo, sempre primo ad ogni giro e nel corso di quell’estate penso abbia perso solo un paio di tappe. Michele con Mario Cipollini ci provava, ma oltre qualche soddisfazione personale ci metteva sempre troppa forza per via delle sue mani giganti e finiva fuori pista. Io arrivavo sempre dietro la biglia di Lance Amstrong con uno splendido Giovanni,  compagno di scuola. Quarto posto o meglio ultimo, ma preferivo definirmi quarto sotto lo sguardo vigile della mia famiglia. Passavamo le giornate in acqua, mangiavamo e infine intorno alle 18.30 correvamo a costruire la nostra pista con il sedere di qualcuno trascinato dal babbo, venditore ambulante di ghiaccioli alla frutta, di Michele. Ogni giorno una tappa estenuante con il sole che cambiava giro e il vento mio grande nemico. Io avevo la biglia gialla di Marco Pantani. In Romagna Pantani andava forte, tutti possedevano la sua maglietta e in spiaggia spopolavano le bandane. Un senso di appartenenza molto forte, figlio della doppietta Giro e Tour 1998. In realtà di Pantani ricordo la faccia provata, in piedi sulla bicicletta mentre volava nelle salite. Tutti dietro. La gioia, l’estate con la piadina a metà prezzo, i ritrovi per vedere le tappe. Marco Pantani prossimo presidente della Repubblica, il calcio mercato offuscato e il ciclismo sport nazionale anno 1998. Da non crederci. La mia estate deludente nelle tappe sulla sabbia però mi portò all’autunno scolastico e a una primavera con il Giro D’Italia davanti alla televisione, ogni tappa con mio nonno prima di uscire. Con mio padre un pomeriggio, decidemmo di prendere la motocicletta e corremmo sulle strade della nostra Emilia per vedere il ciclismo da vicino. Le biciclette bellissime da vicino. Marco Pantani da vicino. Tornai a casa, il tempo passò veloce come ogni periodo scolastico fino ai 14 anni e ci ritrovammo in spiaggia. Io, Claudio, Michele e Giovanni. 18.30, vento e sole.

Ma questa è un’altra annata, forse un’altra storia.

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Nato a Bologna il 30.11.91 quando fuori pioveva. Cresce, gioca a tennis giornate intere, fonda il Collettivo HMCF scrive per DLSO e Crampi Sportivi, si laurea e dorme.

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