Live Report
Lascia un commento

Kraftwerk@Roma – Live Report

Kraftwerk

Kraftwerk« Senza di loro non ci sarebbero mai stati l’hip-hop, la house, la musica ambient, l’electro e persino Michael Jackson >>

Aldilà delle citazioni che hanno nella loro stessa anima l’intento di far discutere, stimolare, dissentire, io mi sento di sposare lettera per lettera questa affermazione. Roma, era il 14 luglio dell’anno 2014, ossia qualche giorno fa, e stavo percorrendo le vie limitrofe allo stadio Flaminio (finalmente ho visto dal vivo dove gioca la Nazionale di Rugby) e sentivo uno strano nervosismo, senza alcun reale motivazione.

Quando si parla di quei quattro vecchietti teutonici se ne ascoltano di ogni ma soprattutto il commento oramai diventato evergreen (come i signori in questione) sarebbe: “Ascolti un loro live e capisci che tutto quello che è venuto dopo è un campionamento leggermente modificato delle loro tracce.” Ed è maledettamente quella la sensazione che senti prepotente dentro di te appena si conclude un immenso concerto alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. Passi anni ed anni per ascoltare, comprendere e scomporre la storia della musica elettronica e non e poi un giorno di luglio ti inchini alla stramaledetta verità che ti ha ronzato sempre in testa ma alla quale più di tanto non hai mai dato ascolto, fino a quel giorno di luglio. La cronaca del concerto, alla fine di tutto, è superflua. Sul web girano descrizioni più o meno opinabili (anche quelle dipendono dal gusto) che tentano di raccontare le due ore più corte della mia vita ma di una cosa ne sono certo, le mani spellate di oggi non so dovute al caldo ( ehmmm vi vedo, non è quello che state pensando, le diotrie le ho ancora li al loro posto al contrario di Rocco) ma perchè non smettevo più d’applaudire. Poi ecco, se proprio dovessi trovare il classico “pelo nell’uovo”, onestamente il 3d non mi ha convinto più di tanto sia perchè non tutti i visual – comunque bellissimi – avevano una dinamicità 3d e sia perchè “I giovanotti” in questione non necessiterebbero di occhiali di cartone sul naso per essere apprezzati.

This entry was posted in: Live Report
Tagged with:

da

He loves to say that he lives to amass LP and singles, write travel journals and to get lost at dawn with a swim at the seaside

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...