Altrimondi
Comment 1

Fabien Barthez e mia nonna.

Fabien Barthez e mia nonna.

Fabien Barthez e mia nonna.Fabien Barthez e mia nonna. Mia nonna e Fabien Barthez. Roberto Baggio, quattro anni dopo sul dischetto, goal. Poi Zidane, Lizaru, Albertini avvilente e infine Luigi Di Biagio detto Gigi. Traversa. Mia nonna si alza, ormai è cena. La Rai trasmetteva tutte le partite e in quel mondiale brillavano le stelle di casa nostra, quei giocatori che vedevo sempre nelle figurine. Ronaldo, Kluivert (una cosa orrenda al Milan), Zidane, Thuram, Batistuta e altri che leggevo sul giornale come Owen, Rivaldo e Bebeto. La Francia quei mondiali doveva vincerli. Armonia, forza, bel gioco, corsa e tanta volontà. Rischiavano ma non cadevano mai. Negli Ottavi di Finale la risolse Blanc dopo due tempi supplementari e un caldo infinito in campo. Ai Quarti ci pensò Di Biagio, mentre in semifinale Thuram si inventò una doppietta dopo il goal del capocannoniere di quel mondiale Davor Suker. In finale pressione e il Brasile campione uscente. Poi Zidane due volte e una corsa meravigliosa di Emmanuel Petit in contropiede chiusero il discorso. Mondiale casalingo vinto e tutti in piazza a festeggiare. Noi con un Christian Vieri monumentale superammo agilmente i giorni e gli ottavi di finale contro la Norvegia, poi l’ennesimo epilogo dal dischetto. Il Brasile era fortissimo, si specchiava nella sua qualità: Denilson, Rivaldo, Bebeto e Ronaldo, il vero Ronaldo. Faticare con Danimarca e Olanda per poi esser travolti finale. Germania non pervenuta, Inghilterra stranamente fuori ai rigori con una squadra giovane e fortissima capitanata dal golden boy Michael Owen, Argentina travolgente poi arrivò l’Olanda, una grande Croazia e la partita storica fra Iran e Stati Uniti. Questa è stata la mia prima edizione dei mondiali di calcio con mia nonna che accompagnò le giornate di quell’estate facendomi da mangiare e subendo la passione di un cinno di 6 anni per il calcio. Durante una partita, sfondò un tavolino di vetro sedendosi nel tentativo di riposarsi un momento e rimase imprigionata nella struttura per un lasso di tempo non precisato poiché Ariel Ortega aveva appena fatto impazzire la difesa Jamaicana in uno spettacolare Argentina 5 – Jamaica 0. D’altronde è anche questo il calcio, un tremendo morbo che per molte persone ha un significato che va oltre i 90 minuti di gioco nel rettangolo verde con 22 uomini in pantaloncini corti firmati. Nel mio piccolo ricordo solo che Fabien Barthez mi sembrava l’uomo nero e per anni mi ha fatto una grande paura con la sua pelata che ogni volta Laurent Blanc baciava prima delle partite, ma questa cosa non ditela in giro che alcuni non possono capire.

This entry was posted in: Altrimondi

da

Nato a Bologna il 30.11.91 quando fuori pioveva. Cresce, gioca a tennis giornate intere, fonda il Collettivo HMCF scrive per DLSO e Crampi Sportivi, si laurea e dorme.

1 commento

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...