Musica Italiana, Recensioni
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Lo Stato Sociale – L’Italia Peggiore

Lo Stato Sociale - L'Italia peggiore

Lo Stato Sociale - L'Italia peggioreMai stati meglio. E’ questo che penso del 2014 e degli ultimi anni che hanno messo in discussione tutto e il successo de Lo Stato Sociale non è certo un caso casuario. Mi sono preso la briga di ascoltare il loro ultimo lavoro e mi son pure preso la briga di scrivere qualche riga sulle 14 tracce contenute. Troppe. Io ne avrei fatte 17. Va bene, e come dicevano quei busoni dei RAMONES: ai o let’s go.

“Instant classic” è abbastanza bella, bravi. Linea 30 riuscite a essere peggio di Collini perché raccontate cose che non avete vissuto e questo mi intriga. Collini per motivi anagrafici, è più scoreggione di voi, non mettetei a competere. “In due è amore in tre è una festa” è un brano chiavarino sgarzolino, pepereperepepepepe è il nuovo popoopopopopo e spero che i vegani si incazzino, così si parla del disco. “Senza macchine che vadano a fuoco” è la risposta bolognese a Vasco Brondi con una strizzatina d’occhio a Marchionne. “C’eravamo tanto sbagliati” è un brano che potrebbe cantare la Boschi ai cinni del Congo per farli addormentare “lalalalaaaa” e i cinni si addormentano. “La musica non è una cosa seria” mi piace molto il titolo, infatti la sonorità del brano è vagamente reggae, che, come ben sapete, non è una musica seria, quindi apprezzo l’ironia. “Questo è un grande paese”, la mia preferita, ci sono pure gli umarells e il Piotta. Peccato che ci sia Max Collini che una volta sono andato a mangiare a casa sua e vi devo dire che “Se magna bè”. “Piccoli incendiari non crescono” è il brano più bello dedicato ai nani che mai abbia sentito. Mi fa piacere che la figura dei nani la riprendiate anche nel featuring con Caterina Guzzanti, dispiace l’assenza di un featuring con Renato Brunetta, ma non si può mica avere tutto. “Il sulografo e la principessa ballerina” è una bella storia d’amore alla Cesare Cremonini e mi ricorda molto l’indimenticata figura dell’ontrofogo come “Forse più tardi un mango ad esserlo” che mi ricorda la taffiata a casa di Max Collini ascoltando Bob Marley, strafogandoci di ananas. Ma passiamo a “La rivoluzione non passerà in tv”. Beh, è vero. Dopo lo scandalo di Venezia è evidente che siamo arrivati a un livello di benessere tale che possono rubare TUTTO e Grillo, o qualsiasi altra opposizione, non vinceranno mai, figuriamoci se ci sarà una rivoluzione. “Te per canzone una scritta ho” si rifà molto alla scuola di Zocca e l’influenza di alcune brutte fighe frequentate non so da chi di voi, si fa sentire. In io te e Carlo Marx ho apprezzato molto la parola “pomodori gratè” e il disprezzo per la misitica del lavoro, la grande lacuna di Marx che non conosco. Concludo con “Dozzinale” che è come il titolo. Insomma un disco abbastanza bello per una bend abbastanza brava di una città abbastanza bella, ma non turistica.

Danilo Masotti 

http://www.danilomasotti.com

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