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Mondiale che segui, mascotte che trovi.

Mondiale che segui, mascotte che trovi.

Mondiale che segui, mascotte che trovi.Da quando ho iniziato a seguire i mondiali, sono sempre stato molto attratto dalle mascotte di questo evento oppiaceo che per qualche settimana ha il potere di anestetizzare il mondo e di unire popoli da sempre disuniti. Ogni riferimento al paese fatto a forma di scarpa è voluto.

1978, Argentina.

È questo il primo mundial che seguo, quello dove c’è Gauchito, un cinno con la maglia dell’Argentina bianco azzurra, il fazzolettino al collo, il cappello bianco azzurro da gaucho delle Pampas argentine, i calzini bianco azzurri, un pallone bianco azzurro e le scarpe da calcio Puma. Però nere. Mundial affascinante vinto da quei maragli degli argentini, gente tipo Mario Kempes, Diego Armando Maradona e Ubaldo Fillol.

1982, Spagna.

Stavolta arriva Naranjito, un cinno arancia pacioccone e sorridente con un pallone da calcio in mano e la maglia della Spagna. Quando l’Italia vincerà il mundial, sarà spremuto dentro la coppa del mondo vinta dalla nazionale e bevuto da Pertini e Bearzot sull’aereo che li riconduce in patria, mentre giocano a carte da bravi umarells. Non c’erano solo i paninari negli anni ottanta.

1986, Messico.

Stavolta tocca a Pique, un sombrero a forma di peperoncino sulla testa di un baffuto messicano appoggiato a un pallone più grande di lui. Mascotte abbastanza brutta, va detto.  Mundial con enormi aspettative, una roba tipo #vinciamonoi. Finì malissimo e ho pochi ricordi vaghi e confusi perché in quegli anni cominciai ad interessarmi di concerti laiv e di figa, quindi… fregava ben a me di Pique. E poi non è neanche un cinno. E neppure io. Comunque ha vinto di nuovo l’Argentina

1990, Italia.

E’ la volta di Ciao. Un bamboccetto legnoso composto da pezzi di simil Lego bianco rosso e verdi e una testa a forma di palla da calcio. Doveva rappresentare un calciatore. Se si pensava di aver toccato il fondo con Pique ci si sbagliava. Ciao si sarebbe potuto chiamare anche Amico, Beniamino, Bimbo o Dribbly, ma in una sorta di primarie tra gli scommettitori del Totocalcio si optò per Ciao. Vittoria della Germania, che non ne poteva più di perdere. Finalmente.

Dopo Ciao non mi sono più interessato alle mascotte dei mondiali. Ero diventato grande.

Danilo Masotti 

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