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Finale di stagione

Finale di stagione

Finale di stagione Una sera di inizio settembre, all’età di 8 anni e mezzo ti ritrovi davanti alla televisione a osservare un giovane omone di 194 cm battere una delle icone viventi in un match incredibile, senza nemmeno far fatica. Qualche tempo dopo, la stessa persona sull’onda del successo precedente, passò la notte in luoghi con persone e abitudini non citabili su un social network di pubblico dominio, prima di perdere contro un tale di cui nessuno ricorderà nemmeno l’esistenza. Passa il tempo, in mezzo c’è la depressione, le cattive abitudini e un sacco di vizi ovviamente non citabili su un social network di pubblico dominio. Il ritorno, contro la nuova icona e la vittoria dopo una di quelle partite che la leggenda narra fosse stata scritta da qualche protagonista vicino alla religione, scegliete voi quale religione.

Tutto questo per dirvi che stare svegli a inizio settembre può accompagnare serate come queste dove grazie a un caldo incredibile l’Arterìa ha salutato degnamente la stagione numero 4 del collettivo dopo il live dei C’est La Vie,Le Ceneri e i Monomi e Osc2x in cui, tornando alle origini e facendo suonare quanto di buono sforna il territorio in cui vivi, scopri nuove persone, immagini, luoghi e vivi ovviamente nuovi momenti spazio temporali decisamente fantastici. Non ci si poteva nemmeno immaginare un finale del genere, proprio come quell’ultima partita citata con il nostro omone protagonista.

Infine, per questa meravigliosa stagione ringraziamo: Willie Peyote e il Funk Shui Project, Mimmo, Japanese Gum, N-Sample, Dock&The Groovy Guys, Tankabeats, HLMNSRA, Crema, Sin/CosMurubutuRew&ShadeObagevi, i tecnici, le litigate delle 17.24, le fidanzate pazienti e ottime compagne di vite, gli amici per logistica e supporto, il brutto tempo i giorni di Novembre, le canzoni che ascolti sul tuo lettore mp3 il lunedì mattina quando fuori non c’è uno straccio di luce, l’ultimo libro di Rodge Glass, le paranoie che ti fanno abbattere la paura, chi è dall’altra parte del mondo, chi non c’è mai stato, il pakistano che ti salva la vita con 4.80€, la notturna e quella volta che sei tornato verso casa a piedi fumandoti l’ultima sigaretta della tua settimana perchè da domani chissà quante volte proverai a smettere risparmiando merda per i tuoi polmoni e invece sai benissimo che non accadrà mai ne con le sigarette ne con il tuo cervello.

L’omone concluse la sua carriera in modo prematuro, dicendo una frase che nessuno ricorderà mai durante una conferenza stampa che ovviamente nessuno ricorderà mai:


“L’importante è vivere intensamente. Perché quello che è stato non tornerà più e nessuno sa cosa succederà domani.”



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Nato a Bologna il 30.11.91 quando fuori pioveva. Cresce, gioca a tennis giornate intere, fonda il Collettivo HMCF scrive per DLSO e Crampi Sportivi, si laurea e dorme.

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