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Omara “Bombino” Moctar

Omara “Bombino” Moctar

Omara “Bombino” MoctarIl Niger è uno stato africano che si trova, per intenderci, sotto la Libia e l’Algeria, quindi nell’Africa settentrionale. Il suo territorio, per la maggior parte della sua estensione, è composto dal deserto del Sahara. È, perciò, uno stato inabitabile, non solo per le elevatissime temperature, ma anche perché l’industria è quasi del tutto assente e su di essa hanno la meglio la pastorizia e l’agricoltura. Siamo di fronte a uno dei paesi più poveri del mondo, un vero e proprio paese del “terzo mondo”. Ed è in questo scenario di carestie, epidemie e di disagio che negli anni ’90 prese il sopravvento un genere musicale molto particolare, il Desert Blues o Tuareg Blues o musica degli ishumars (dei disoccupati), il quale non è altro che una contaminazione del Blues con influenze tipicamente francesi. Non dobbiamo, infatti, stupirci se la musica di questo stato ha questo tipo di influenze. Per poco più di un secolo (1880-1990) il Niger è stata una colonia della Francia e negli anni ’90 la popolazione dei Tuareg (popolo di nomadi), con la decolonizzazione del Niger, è stata la protagonista di rivolte e scontri attuati nei confronti dei governi autoritari locali, poiché il loro modo di vita da nomade e le loro tradizioni erano fortemente minacciate dall’organizzazione statale formatasi dopo il colonialismo. Dopo questo breve excursus storico possiamo immergerci con più consapevolezza nella figura di Omara “Bombino” Moctar, una perla rara e splendente per la musica . La sua storia potete guardarla qui ->

Mi limiterò a dire solo poche cose inerenti a questo articolo. Omara è un nomade Tuareg e, come tale, ha vissuto le tristi vicende che hanno attraversato il suo paese in quegli anni. Ed è forse grazie al contesto politico-culturale-sociale in cui è cresciuto se si è avvicinato al rock blues, anzi, se vogliamo essere ancora più precisi.. alla chitarra. Con quest’ultima forma un tutt’uno compatto e da rimanere letteralmente a bocca aperta. La prima volta che l’ho sentito su Youtube mi sono fin da subito appassionata a questo artista perché, detta in modo non dispregiativo (ci tengo a sottolinearlo) mi sembrava un Jimi Hendrix dei poveri. Ma, a differenza di quest’ultimo, ha un qualcosa in più, quel qualcosa che non solo mi ha fatto pensare “Questa è novità!”, ma “Questa è LA novità, pura e semplice”. Perché pura e semplice?

Lo stesso Bombino, nel video che vi ho linkato, dice “You don’t need much, some people must make money to be satisfied, but being nomad is opposite of that”. Ciò mi ha ovviamente portata a pensare che questo ragazzo non fa musica per guadagnarsi da vivere, o almeno, la sua passione per la musica non è nata nell’ottica del guadagno. E questa vi assicuro che è una grossa novità, dal momento che nel panorama occidentale la stra-grande maggioranza dei musicisti punta alla fama e al successo. La bellezza della sua musica è direttamente proporzionale, quindi, al suo stile di vita.

Il Rock-Blues è contaminato da un genere molto particolare e complesso, cioè la musica araba. Proprio perché complesso, cercherò di spiegarvi in breve e in modo chiaro di che tipo di musica si tratta. Adoro definirla irrazionale e, proprio perché la definisco tale, ritengo che mandi letteralmente in estasi. Non a tutti piace e la cosa non mi sorprende. E’ un genere molto diverso, infatti, da quello occidentale: predilige l’irregolarità, nel senso che si basa sostanzialmente sull’ improvvisazione dell’artista, poiché, a differenza della “perfezione occidentale”, gli arabi preferiscono suscitare emozioni; nonostante la composizione sia irregolare, la melodia è ripetuta  più volte da tutti gli strumenti che partecipano alla composizione, mentre in occidente avviene l’opposto, e cioè ogni strumento produce una melodia diversa e tutte queste melodie cercano di fondersi il più possibile per ricercare armonia e perfezione. Possiamo dire sì che è una musica molto semplice, ma per niente banale: vi basterà ascoltare un brano di Bombino per capire quanto da me detto e per capire che, anche se è scarna, è tremendamente emozionante.

Qua vi propongo due brani dell’artista in questione: il primo dell’album Agadez (2011) e il secondo dell’album Nomad (2013).

 -> in questo brano sono maggiori le influenze arabe

-> in questo sono maggiori invece quelle occidentali

Buon ascolto e alla prossima!

 

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