Mese: aprile 2014

Ciao, ti presento l’artista che seguirai domani.

Da troppo tempo non aggiornavamo la sezione “novità” del nostro sito. In passato abbiamo avuto diverse soddisfazioni e scommesse straordinariamente azzeccate. Ora c’è da prendere una buona mezz’oretta magari durante una pausa studio/lavoro o più semplicemente a fine giornata, davanti al computer. Cuffie inserite, taccuino pronto, tasto like per seguire gli artisti sui social network modalità: on? 

Ho spento la Tv – Christian Löffler

Come si fa a dire no a Christian Löffler? Come si fa a non dirgli che e’ il giovane Tedesco più promettente in questo momento storico? Come si fa a non dirgli che assomiglia a Shaggy Rogers (a proposito, dov’è Scooooby? ) ? Come non si fa a non ascoltare questo stralcio di live e non sentirsi improvvisamente meglio?

Normale non vuol dire giusto#51

Festa della liberazione. La nota più malinconica e triste di questa giornata meravigliosa è che il suo significato più profondo è stato perso lungo settant’anni. Diciamo meglio: chi lo ha perso, sono state le generazioni degli attuali cinquantenni e sessantenni. Noi che di anni ne abbiamo meno, possiamo ritenerci fortunati se una briciola di quel significato ci è stato trasmesso da chi ancora ne porta le cicatrici sulla pelle ormai secca e stremata, o riposa all’ombra delle colline accarezzate dalla brezza della primavera. Un popolo che non ha radici, non ha futuro, dicono. E noi, che le avevamo, dove le abbiamo perse? Come possiamo ritrovarle, se solo le briciole ci rimangono? Liberazione, da sempre in coppia con Resistenza. Quella partigiana, sui nostri monti, o meglio, sui monti dei nostri vecchi. Perche quei monti non sono nostri: nessuno ci ha fatto sentire tali nemmeno quelli, e noi gli preferiamo l’alto mare aperto della rete, dove chi è ancora più piccolo, spesso, navigha senza sosta e senza un’apparente destinazione, dimenticandosi perfino che esistono porti, sicuri, a cui …

Murubutu – Gli Ammutinati Del Bouncin’ Ovvero Mirabolanti Avventure Di Uomini e Mari

Trovo molto superficiale raccontare le metriche, la tecnica e tutti quei termini da esperto del settore per raccontare un disco di Murubutu. Trovo molto superficiale limitare Gli Ammutinati Del Bouncin’ Ovvero Mirabolanti Avventure Di Uomini e Mari all’oggetto disco. Infine trovo molto superficiale limitare Murubutu al suo nome d’arte in quanto rapper.  

Hofame – O Barche che bramate la tempesta, come questo porto è tranquillo

È sempre interessante girare sull’internet e incappare la tua strada verso questi progetti musicali. Si chiama Hofame, è un cantautore e qualche settimana fa ha rilasciato queste 10 tracce per un disco dal titolo impossibile, in pieno stile Brondiano. Ci appassiona lungo questo suo sogno e incuriosisce nei suoi testi l’ascoltatore, insomma qualcosa che ti fa restare incollato al computer intento a comprendere cosa ci sia di piacevole in tutto ciò. Alle volte però non c’è bisogno di dare spiegazioni al piacere, per questo piace e non poco.

Magellano – Calci in culo

A me divertono, al mio migliore amico no. A me sono simpatici, al mio migliore amico no. A me fanno sorridere, al mio migliore amico no. Il mio migliore amico ascolta rap, io no. E forse così semplice la soluzione al problema? Probabilmente da quando ho conosciuto il loro progetto per caso ho sempre avuto un debole per il loro senso irriverente verso il genere “rap” che da qualche tempo in Italia si sta prendendo fin troppo sul serio. Non è “roba” da ghetto, non è “roba” smielata, non è “roba” da orde oceaniche di sbarbette (scusate il bolognesismo) bagnate. E’ un album concreto, moderno, attuale e comunicativamente molto forte? Perché? I contenuti sono impacchettati in metafore e figure tangibili e figlie della modernità che brucia, forse fin troppo velocemente, i valori di una volta. Sarà la Garrincha, sarà il frontman (si dice ancora? ), sarà la copertina in stile Kavinskiana (Kavinsky non Kandinsky) o non lo so ma io me lo sono comprato. Voi?

Flowers and Paraffin – Caduta EP

I Flowers and Paraffin arrivano da Avellino, sono cupi e concreti. Non è un mistero, questi dischi mi fanno impazzire, soprattutto perchè in poco più di 10 minuti riescono a lasciare il segno e in vista di un possibile / futuro (magari prossimo) album in cui potrà uscire tutto il loro potenziale ascoltato in queste 5 tracce rilasciate da La Fine e Kasataié Records. Invece che perdere tempo con i miei consigli, scaricatelo sul vostro computer, è gratis. 

Vaghe Stelle – Sweet Sixteen

Le nubi, la notte e il pensiero che domani probabilmente non sarà meglio di 50 anni fa. Dietro il mondo di “Sweet Sixteen” non c’è una soluzione e nemmeno uno spiraglio di luce. Vaghe Stelle è così, cinico nel suo modo di fare elettronica senza seguire alcun tipo di credo o influenza dettata da qualcuno. Solo lui e la sua maniacale ricerca sonora che arriva alla pancia dell’ascoltatore senza tanti fronzoli e riesce solo parzialmente a rilevare la personalità nascosta di quest’artista, immersa totalmente nella sua filosofia. Un personaggio interessante per un lavoro compatto e deciso. Lontano dai grandi palcoscenici ma dalla qualità eccelsa. Come a voler dire – “venite tutti a casa mia, vi faccio sentire come suona l’elettronica” – è la personalità della musica a invitarci nel suo mondo, lontano dai contesti preparati.

Resotone vs Stèv

Stavo ascoltando questo disco e ho pensato a come gli alberi siano più belli in autunno che in primavera. No, no non vuole essere un discorso “sterile” anzi vorrei porre l’accento sulla fantasia che scorre incontrastata nelle liriche di questo disco. Due artisti a confronto che mettono in gioco il proprio stile e desiderio compositivo giocando con il proprio gusto. Resotone ricorda l’autunno più malinconico e ricco di pensieri emotivi sovrapposti, Stev al contrario è connesso con la Primavera, più intrigante e sbarazzina. Giocano con queste due mezze stagioni a tal punto da scambiarsi anche lo spazio di un remix delle proprie tracce: Primavera remixa Autunno e viceversa. Insomma, “Bello” come direbbe il mio amico che mi ha passato il disco o meglio: <<Bello, è un disco per te>> Come lo è per me, quindi, consigliamo l’ascolto a tutti.