Editoriale
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Donna di fatto, auguri.

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donne-miniMario Rossi? Te lo ricordi Mario Rossi? Mario Rossi sta bene, vive sempre nel cuore di noi Italiani, mangia pasta pizza e beve caffè. Ogni tanto suona il mandolino e parla spesso di calcio dopo aver svolto il suo lavoro quotidiano. A casa la moglie, i due figli e la domenica messa + gita fuori porta. Oggi è l’8 Marzo, giornata internazionale della Donna, solitamente in Italia si regalano mimose e per un giorno intero nei palinsesti televisivi almeno una menzione sull’argomento è doverosa. “Quote rosa, femminicidio, quote rosa, ministre con il bel culo, quote rosa, femminicidio, femminicidio e ministre brutte con il naso da rifare”. Mario Rossi non ne può più di sentir parlar di donne e quasi inizia a credere che le lotte femministe nel 2014 siano un tantino anacronistiche, superate e da rottamare (già mi emoziona scrivere questo termine). Ormai per lui, le donne hanno preso il loro spazio e tanti problemi sollevati nel recente passato sono stati risolti. Ci sono le ministre, abbiamo la legge sul femminicidio e in televisione il nazional popolare vede sempre una presenza femminile a farla da padrone. Eppure per quella fabbrica tessile Newyorkese (Cotton) in fiamme nel 1908, dove persero la vita in seguito a giorni di protesta per le pessime condizioni lavorative 129 operaie, senza dimenticare lo sciopero del 1848 e l’incendio della fabbrica Triangle nel 1911 sempre a New York City, non c’è mai spazio. Mario Rossi non sa, ritiene che tutto funzioni al meglio e risulta impaurito dalla forte presenza del potere femminile raccontato dalla famosa sovrastruttura in questo periodo storico. Magari proprio oggi qualcuno potrebbe raccontarglielo che nonostante le rivoluzioni industriali capaci, grazie all’avvento delle macchine produttive di azzerare il gap fisico fra uomo e donna, i termini e le condizioni sono ancora schiave di una presuntuosa egemonia culturale maschile. Pensandoci bene proprio sua moglie pur essendo laureata non riesce a trovar alcun tipo di impiego. Specializzata, con anni di esperienza, ha deciso di restare in casa con il neo-marito per crescere i figli ma ormai, superati i 50 anni le porte si sono chiuse. Non resta che aspettare la pensione e magari qualche sussidio che non arriverà né a lei, né alla sorella più giovane in maternità senza alcun diritto ma con un sacco di doveri nei confronti del suo lavoro. Mario Rossi queste cose proprio non le sa, ma ogni volta a fine del mese si ritrova uno stipendio superiore alla sua collega con qualche benefit in più, pur svolgendo lo stesso compito aziendale. La lista di temi da introdurre almeno nella giornata di oggi potrebbe iniziare facendo un salto dai cugini Francesi senza alcun tipo di rancore calcistico (sempre per il nostro amico Mario Rossi eh); oppure si resta in Italia nelle nostre timide piazze o in qualche sede economica. Lo si può fare persino lanciando qualche spunto interessante (leggete qui eh) poco prima di regalarsi una mimosa. Insomma, Mario Rossi esce fra poco, stasera torna a casa e accende la televisione. Vedrà qualche citazione colta da parte dei soliti 4-5 opinionisti ormai in fase di decomposizione, poi si addormenterà sul divano. Domani sveglia presto anche se Domenica perché entro le 15.00 deve aver fatto tutti i suoi giri, iniziano le partite di calcio e sua moglie deve finir di stirare le camicie per Lunedì.

2 Comments

  1. Alessandro says

    Quante cazzate trite e ritrite, Signor Teo Filippo Cremonini Rossi. Basta.

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