Live Report
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Habitat nights@TPO w/Gerry Read, The Cyclist&Nas1

Habitat Night

Habitat NightAlle porte del centro storico, una cena light e un freddo non indifferente. Il TPO è un locale con una sua storia e un background da fare invidia alle migliori realtà del sottosuolo culturale d’europa. Peccato vederlo alcune volte gestito dalle persone che hanno fatto tanti denari sopra la questione culturale in città, che affronteremo presto in un articolo molto più dettagliato. Seghe mentali a parte, i ragazzi di Habitat (organizzatori della serata) sono fra le persone più squisite dell’ambiente con il loro gusto sopraffino. Testardi e coerenti non si sono mai piegati alle logiche del mercato e hanno sempre proseguito la loro strada con o senza pubblico. Fare questo genere di musica elettronica a Bologna non è così semplice, anche perché gli squali più grandi non vedono l’ora di accompagnarti come novelli Caronte verso la sala due di un qualsiasi locale.

Badate bene, un pubblico variegato dal future hipster al post radical chic, passando per qualche scarpa con il tacco e una sfilza di maglioni con le più belle fantasie del mondo. Una serata per gente giusta, non con gente giusta ma per, è lievemente diverso dall’approccio di un locale come può essere il tunnel club in quel di Milano per intenderci. Insomma borghese, abbastanza colto e dedito all’ascolto.

La partenza al centro della pista è affidata ai giovani eroi sperimentali locali NAS1. Prove di live set con tastiere, drum machine e luci soffuse. Buone le vibrazioni soprattutto nel coinvolgimento del pubblico, da sistemare i suoni ma come inizio non va per niente male.

The Cyclist imposta il suo set su frequenze jungle e prelibate, insomma l’asticella si alza e magari qualcuno può non starci dietro. Eppure Andrew Morrison tiene tutti lì con questo suono frizzante e lo-fi, roba che se prendi al punto giusto non riesci mica a star fermo.

Il dj set finale  di Gerry Read può considerarsi a tutti gli effetti il main event della serata. Vuoi per l’attesa del personaggio, vuoi per il pieno delle 2.00 di notte. Detto ciò, è un piccolo trionfo con una serie di brani prestigiosi sapientemente mixati e un pubblico che dopo ore di ascolto non vede l’ora di sfondarsi i timpani e muovere la propria testa fino a slogarsi l’osso del collo.

Ieri sera è stato così, come l’ascolto di un bel disco in vinile al disco d’oro il sabato pomeriggio. Con un sacco di persone (alcune fuori luogo) ma con un trionfale mood.

Bene così.

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