Altrimondi, Editoriale
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Cosa divertente che fa il giro

dipre

dipreSarà poi vero o forse no. Ieri pomeriggio sul tram numero 9 destinazione piazza cinque giornate mi sono imbattuto in un gruppo di persone davanti al cellulare che osservavano con insolita concentrazione. Di età media fra i 18 e i 23 anni, passavano dalla risate all’esaltazione per il nuovo singolo di tale Bello FiGo SWAG. Qualcosa avevo già sentito, è tipo un post Truce Baldazzi. Quelli che se fai un articolo dove si parla di loro diventi molto simpatico alla gente perchè loro fanno ridere un casino. Osservando il movimento virale di queste persone mi imbatto in una grottesca e drammatica intervista di Andrea Diprè. Su quest’ultimo recentemente gira anche tumblr ufficiale (guardate qui) dove è pieno di ragazze di nude che lo toccano vicino alle parti intime. Insomma probabilmente tutto questo fa un sacco ridere, dato che vedo un sacco di gente perderci giornate in attesa di una battuta per prendersi meno sul serio però in fondo, ma forse nemmeno troppo, tutto questo non fa ridere o forse sono solo io che non capisco cosa ci sia di esilarante nel vedere delle persone con evidenti problemi (alcuni, non tutti) mettersi in ridicolo per acchiappare qualche apprezzamento su feisbuch.

Un fenomeno che ha radici difficilmente comprensibili, ma ci proviamo. Non andando nel dettaglio della biografia di un Diprè qualunque, presunto genio/critico d’arte dal disgustoso senza dell’umorismo, l’ascesa di questi personaggi lascia un sacco interdetti. In fondo gli stessi che si lamentano dell’artista “commerciale” (vedi Miley Cyrus) o non comprendono le battute televisive tendono a idolatrare questo genere di pubblicazioni. Non so, prima di Truce Baldazzi ci indignavamo un sacco nel veder Vittorio Sgarbi in televisione dare della capra a una serie di persone non precisate, qualcuno dei follower si arrabbiava nel sentir parlare di Maria De Filippi e molti hanno perfino deciso di spegnere la televisione perchè in fondo “non c’è nulla di divertente e culturale”. Queste stesse persone all’improvviso si scoperti amanti della #cosadivertentechefailgiro ma che ancora non ho capito che giro faccia poichè si può fare un sacco di fenomenologia culturale mista a semiotica con un pizzico di marketing ma qui fondamentalmente non c’è proprio un cazzo da ridere.

Vi prego spiegatemelo anche a me.

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