Altrimondi, Editoriale
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Il problema della sovrastruttura

Cavalli di troia

Cavalli di troia Ho una fidanzata. Molto carina eh, decisamente più bella di me. Io fondamentalmente non sono mai stato una grande bellezza. Entriamo in una discoteca  qualche giorno fa, e già durante la fila mi tocca sentire grotteschi apprezzamenti su di lei. Quelle frasi che piacciono tanto ai maschi quando sono in gruppo, che ogni venerdì sera in diversi locali di tutto il nostro paese tocca ascoltare. Perchè in fondo, una donna non è libera di vestirsi come vuole, di andare in giro con la gonna corta ma soprattutto non ha il minimo diritto di esprimere una propria opinione sessuale. Fondamentalmente viene definita una puttana, dagli stessi che al friday night si ritrovano sommersi dal proprio vomito, dopo aver bevuto litri di bottiglie da 160€ che si possono trovare tranquillamente a 5€ nel supermercato. È una questione difficile, l’uomo che parla di donne viene considerato il classico coglione che non ha nulla di meglio da fare. Ho letto qualcosa in giro scritta da giovani ragazzi che passavano come mosci e rincoglioniti agli occhi degli utenti. Ma qui non stiamo parlando solo della parità sessuale ma anche della mia fidanzata all’interno di un locale il venerdì sera.

Abbiamo deciso di uscire, lei è andata verso casa sua ma non era poi così tranquilla. In giro per la città pare ci sia un aggressore seriale a cui tutta la popolazione sta dando la caccia. Spieghiamo meglio, questi fatti sono accaduti nell’ultimo periodo (leggetelo) e qualche politico ha deciso di farci una bella campagna sopra anche se mancano più di 365 giorni alla tornata elettorale. In aggiunta si è creato un grande scompiglio perchè un noto quotidiano locale (difficile chiamarlo così) continua a fornire descrizioni ed episodi con analisi quasi maniacali sull’argomento. Qualcosa potrebbe anche puzzare, ricostruzioni pubblicazioni online e condivisioni. Ma questo non è il modo per risolvere il problema della mia fidanzata. Nel dubbio, continuo a informarmi meglio ma non solo sparisce l’immagine della donna in tutto ciò, ma bensì nasce il classico regolamento dei conti da parte di uomini x che pensano tranquillamente di poter dare il loro contributo con questa caccia all’uomo. Si consigliano -“corsi di autodifesa gratuiti a tutte le donne” come se in fondo il problema fosse davvero loro e mica nostro, che da una vita intera non riusciamo a domandarci come trattare l’immagine culturale/sociale di una donna in Italia. Piuttosto leggo commenti che sostengono – “lo spray non è utile bisogna esser l’arma” e inizio a rabbrividire pensando di poter immaginare la donna come strumento da guerra o meglio le persone come oggetto. Non so realmente quanto bene abbia fatto alla mia fidanzata legger tutto questo, probabilmente non è più cosi tranquilla e magari la reazione catena generata da un semplice arrivismo personale maschile offusca realmente il problema in questione. L’uomo che ritiene giusto molestare una donna va condannato e analizzato. Detesto le vendette culturali, odio lo specchio per le allodole utilizzato sulla questione femminile ma soprattutto mi vergogno ancora di aver sentito quelle frasi sulla mia fidanzata il venerdì sera. Poichè non è una facile morale, ma nasce proprio tutto da lì e poi tanto lo sappiamo che basta un attimo per una persona di sesso maschile con una corporatura media per arrivare a superare il limite. Ma pensate se il limite lo superasse qualcuno non solo per strada ma nei luoghi meno insospettabili? Magari proprio uno di quelli che sostiene che la donna si deve auto difendere perchè in fondo per noi è un problema in meno quello di ragionare sulla reale visione femminile. Non diventa più un gioco delle parti e nemmeno una questione di punti di vista. Il dover esser qualcun altro per poter capire cosa si prova. Il problema non è il cosa di tutte queste azioni (il fine è lo stesso) ma bensì il come. Paura inizio ad averla anche io quando si usano questi cavalli di troia per attaccare le istituzioni organizzando “cacce all’uomo” fatte dalle persone stesse e lontano dalle istituzioni, riducendo il tutto a una semplice difesa della donna. È in gioco altro, il rispetto per la dignità di ogni persona che ogni giorno guardando la televisione sparisce. Iniziamo a parlare di come viene rappresentata una donna dai nostri media, badate bene qui non si fa moralismo sulla posizione delle veline e nemmeno sulle abitudini di alcuni nostri politici/comici, ma basti pensare al mercato del sesso prodotto dalle notizie che in un senso o nell’altro ci vengono proposte sui semplici quotidiani cartacei la mattina. Inoltre ancora si leggono troppi pochi spunti sulla differenza salariale fra uomo e donna con la stessa professione, e sul fatto che a parità di titolo di studio e di età superiore a 40 anni quest’ultima non ha la minima chance di essere presa in considerazione; senza dimenticarci degli asilo nido o ancor meglio di tutti i benefit che vengono concessi alla posizione maschile rispetto a quella femminile. Insomma sembra che la tutela della donna diventi affar della donna stessa agendo così, alla ricerca di click e di qualche voto in più alle elezioni alimentando un vero e proprio clima di terrore gratuito che porterà la mia fidanzata a restare in casa nei prossimi giorni e a vestirsi sempre coperta ma soprattutto a dover sempre sentire qualche sciocco e abietto commento in fila nel locale al venerdì sera.

5 Comments

  1. cristiana says

    BRAVO!!! benché nel mio mondo ideale non ci sarebbe bisogno di dirtelo, non saresti diverso dagli altri, non ci sarebbe questa pagina web… accontentiamoci.

  2. Paolo1984 says

    comunque se e quando è possibile ricorrere all’autodifesa, non vedo perchè no (e se hai al tuo fianco qualcuno che vuole difenderti va più che bene).e non vedo perchè dovrebbe impedire di riflettere su altre questioni

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