Normale non vuol dire giusto
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Normale non vuol dire giusto#44

BIO-MANDELA-RALLY

BIO-MANDELA-RALLYMadiba. Il nome ha sempre avuto un’accezione paterna e materna al tempo stesso, in grado di abbracciare l’umanità. Forse la giustizia divina gli ha concesso una vita lunga per compensare quei 27 anni di carcere. Non è il caso di sprecare parole sulla grandezza di quest’uomo che si è innalzato a simbolo di speranza per il suo popolo e a faro di libertà per il resto del pianeta. Però fermiamoci. Ricordiamo questo gigante del nostro tempo. In silenzio, riflettendo su quanto in alto possa elevarsi l’animo umano, ma anche su quanto sia raro che questo accada. Il suo nome di battesimo era Rolihlahla, che nella sua lingua d’origine significava letteralmente “colui che porta guai”. E guai ne portò, non pochi, ad un sistema oppressivo che abbattè con il solo uso di una forza di volontà senza eguali. Madiba, incredibile pensare come anche tu sia stato un uomo come tutti gli altri, come tutti noi. Hai avuto bisogno di tempo per affinare il tuo talento, sgrezzare il tuo goffo carisma giovanile, elaborare il tuo pensiero rendendolo ogni giorno più limpido e sicuro. I 27 anni di carcere sono stati la tua croce, ma ti hanno permesso di forgiare la tua anima. E’ così per tutti coloro che hanno segnato la storia. Hanno avuto bisogno di ritirarsi in se stessi, scendendo nella propria più profonda intimità: lo fece Cristo, lo fece il Budda, lo fece Maometto, lo fecero i profeti ebraici, ma anche astri minori e più recenti, come Ghandi e Madre Teresa. E’ un monito per noi comuni mortali: ci ricorda che per essere persone migliori e cambiare almeno un filo d’erba di ciò che ci sta intorno, non possiamo esimerci dal trovare il tempo per ritirarci in noi stessi. Per porci le giuste domande e andare alla ricerca delle risposte. Forse la domanda ultima a cui arriveremmo sarebbe quella che tu stesso ti sei posto: “chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? In realtà, chi sei tu per non esserlo?”. Rende orgogliosi sapere che talvolta, ogni qualche miliardo di esseri umani, nasce qualcuno con in sé il potenziale per cambiare la storia. E che sia in grado di farlo con le proprie sole forze, tutt’altro che fisiche. Un potenziale che, però, se non coltivato, rimarrà inespresso. Dal profondo della notte che ti ha avvolto, buia come un pozzo che va da un polo all’altro, ringraziamo gli dei, chiunque essi siano, per l’indomabile anima tua.

Alessandro Cillario

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