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“Mamma, sono stato ad un Open Air.”

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tumblr_mx1cnayq9D1sa6ktlo1_500Premessa: Non voglio sembrare il “classico” critico del 2013 o ventiquattrenne qualunque che spara zero sul sistema senza rispetto per i cosiddetti “anziani”. Non voglio neanche sembrare quello che la “sa sempre lunga” o quello che è talmente invidioso di ciò che gli si para di fronte e per questo che la devo per forza sparare forte. Ecco, non voglio sembrare nessuno di questi stereotipi, costruiti, che sanno di muffa e che vengono tirati fuori giusto quando “il giovane colpisce il vecchio” (Che noia.)

E gridiamolo: “Che schifo le categorie nel 2013”.

Già, ma purtroppo sempre esisteranno. Perché? Perché l’uomo ha bisogno di categorizzare per sentirsi sicuro (L’aveva detta qualcuno, ma ora proprio non me lo ricordo). Conclusasi la premessa, tento di darvi le risposte logiche che tanto avrete ricercato leggendo e rileggendo queste 7/8 righe.

Sabato sono stato ad un “Open Air”. Precisamente ad un “Open Air” qualsiasi, di un giorno qualsiasi, ad un’ora qualsiasi e, dulcis in fundo, in una parte del mondo qualsiasi. A parte che bisognerebbe discutere sull’uso inflazionato dell’inglesismo che va di moda nella cultura italica che tanto vorrebbe dire ma che poco, sostanzialmente, dice. Ma va bene cosi (Eh poi non venitemi dire che non sono democratico.)

Ok ore direte, perché mi racconti di un Open Air? Vedete, nel mentre combattevo contro la solita voglia del fumatore che si promette “questa è l’ultima sigaretta” e sorseggiando una birra temperatura ambiente ( in Sud America facevano 34 gradi), giocavo con la mia insicurezza ricercando le categorie che stavano fantasticando in quel parco giochi per maggiorenni. A parte l’esplosione forzata dei colori nel periodo estivo (d’ora in poi,giuro che indosserò una maglia viola acceso il 25 di Dicembre) ho notato un paio di “figure” ( da far invidia al teatro Goldoniano), sempre presenti anche sui dancefloor invernali, ma che probabilmente il sole delle 18 ha mi ha evidenziato ancor di più la loro “demenzialità”.

In ordine sparso per simpatia (poca) ed affetto (tanto):

Il Solitario: Sta a lato della pista osservando la vita che si svolge rigorosamente al centro ( neanche fossimo nel bel mezzo del dancefloor de “la febbre del Sabato Sera”), muovendo a passo alternato le proprie gambe e riproducendo il ritmo musicale (compresi i cambi melodici) sulla propria lattina o bottiglia di birra e il tutto rigorosamente con sguardo impassibile.

Il Timoroso: Segue la propria compagnia, ovviamente d’amici tosti e con un proprio “perché”  ma, sempre, con due piccoli passi indietro. Beve nervosamente a piccoli sorsi il proprio drink (solitamente pesante per dimostrare che “c’è”) intervallandolo con una quantità indescrivibile di sigarette fumate nervosamente in 4 o al massimo 5 tiri.

Il Musicista: Si divide in due categorie; C’è quello di musica elettronica solitamente dj o producer che deve, ripetutamente, gettare nel proprio gruppo, sentenzie o al contrario commenti ingigantiti sul dj che sta suonando davanti a lui con commenti del tipo “No, ma questo non ne ha un’idea” oppure “Questo qui è un forte e lo conoscevo già” (Ovviamente falso). L’altro tipo è il musicista d’altro genere musicale che o lo incontri sotto anfetamine e allora forse non cosi troppo lucido per commentare, oppure lo vedi che sarcasticamente giudica la situazione con l’oramai classicone  “oh, qui ci sono tutte delle cagne che venerano uno che non sa neanche suonare una pianola”.

L’artista: L’artista è indescrivibile. Lo vedi perché in una massa tutta uniforme, lui emerge. E’ l’artista. Uno. Unico….e te la fa pesare. Solitamente con occhiale alla John Lennon (ok nel 2013 non sono un esempio fin troppo efficace. Maledetta Moda), qualche braccialetto, collane “da ogni parte del mondo”che il miglior Johnny Depp se le sogna, il pantalone strappato, e la scarpa con i buchi. Lui c’è e sempre ci sarà e ovviamente osserverà tutto da un’angolazione che Noi, non potremmo mai, lontanamente, provare. Neanche sotto MD.

L’organizzatore: Lo vedi chiassoso che sottolinea ripetutamente il fantomatico ( ancora ahimè incompreso) concetto del “dominare”. Solitamente al tavolo (no ora fuori moda), dietro al dj, con camicia a fiori aperta e mostrando tutto il suo sapere scientifico nel saper richiamare al capezzale quattro amici e quattro amiche con il loro seguito.

Il tamarro: Il tamarro è sempre il contro tendente ma non perché vuole andare controtendenza ma perché, semplicemente, la tendenza lui l’acchiappa sempre in ritardo. Vanno di moda le camicie larghe e lui taac si presenta impomatato con la camicia stretta. Cambio di mode e lui ricambia perché il tamarro è nato per essere tamarro e lui ne è consapevole. Orgoglioso.

Il giornalista: Il giornalista è quello che osserva, gira, parla, ascolta senza dire una parola. Poi l’incontri a fine serata al bar e ti commenta la festa con un lapidario “Interessante”. Il giornalista si fa vedere solo quando l’evento è cool e per cool intiendo quando c’è il concetto di rarità che si sovrappone al concetto di cool-ggine. E quel concetto di rarità te la fa pesare, come quando, per sfiga, incontri il suo articolo il lunedi mattina sulla tua Bacheca di Facebook che già dal titolo ti fa sorgere il pensiero “Ma io, che cosa ho fatto male?”. Un frustrato, poverone (come direbbe un amico).

Il giusto o lo sborone( per gli emiliano-romagnoli): Il giusto sa quando è il momento. Sa quando può entrare in azione o quando può capire che il suo obiettivo, prettamente femminile, lo può notare. Ha una tempistica affascinante, peccato che il più delle volte lo osservano 8 persone su 400 ma lui ci crede ed è felice cosi( non diteglielo, eh).

Poi c’è la categoria maxima nel senso che racchiude la massa uniforme, indistinta che fa da soprammobile alle mille storie che compongono un “Open Air”. Se solo Apollo sapesse cosa succede ad un Open air…..

P.s: Potevo raccogliere altre categorie ma ho optato per quelle che sempre, nel bene e nel male, mi hanno strappato un sorriso. Un sorriso, ho detto, e quindi anche voi prendetevela cosi, con un fantastico sorriso a 32 denti.

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