Normale non vuol dire giusto
Lascia un commento

Normale non vuol dire giusto#42

Annamaria Cancellieri. Forza Italia. Sardegna. Ce n’è per tutti i gusti in questa Italia svalvolata dove non si sa più da che parte girarsi. Non è da idealisti pensare che ci sia ancora una parte sana in questo paese. Esiste. Il problema è che non è più nemmeno possibile parlare di eroi, ma di pazzi. Folli che non ascoltano il saggio consiglio del parlamentare Antonio Razzi, ennesimo illustre prodotto politico del nostro tempo: “amico mio, te lo dico io, fatti i cazzi tua… Qua tutti vogliono incularti, e senza vaselina”. Un uomo caricatura di se stesso, al punto che probabilmente Crozza, quando lo imita, gli somiglia più di quanto non faccia l’originale. Mentre la “parte sana” rimane nell’ombra, strepitando, scalciando, grugnendo rabbiosamente, senza trovare guide né speranze, la “parte marcia” si diletta in un’antica arte tutta italiana: lo scarico di responsabilità. L’unico denominatore comune dei nostri giorni. Alla Regione Emilia Romagna si fanno i conti, si scopre che qualche consigliere chiedeva rimborsi per spese prive di criterio. Ognuno si giustifica pietosamente. In Sardegna il maltempo spazza via vite e abitazioni: cementificazione selvaggia, mancanza di misure di prevenzione, allarmi dati in ritardo ed evacuazioni non eseguite. Nessuno, naturalmente, è responsabile. Speriamo che, nell’intimo della sua coscienza, qualcuno senta almeno il peso del rimorso per quanto avrebbe potuto fare e non ha fatto. Silvio Berlusconi rompe anche con i “governativi” di Alfano, si arrocca presuntuoso su posizioni sempre più effimere, mantenendo alta solo la bandiera della battaglia contro le toghe rosse e sulla riforma della (sua) giustizia. Quando si parla di Silvio si è in presenza dello “scaricabarile doc”: la colpa è dei comunisti, della magistratura, di Napolitano, di Casini, di Fini, di Travaglio e Santoro, della Rai, di Mubarak e di molti altri ancora.  Lo stesso caso Cancellieri assume i tratti dolorosi di una storia già vista infinite volte. Mi piace sperare che sia stata operata una montatura esagerata. Lo faccio per non eliminare anche la sua figura dalle poche rimaste a dare dignità e decoro al nostro paese.  Abbiamo un esercito di speculatori, ladri, burattinai, corrotti di ogni genere. Sono ovunque. Soffocano chi è sano, costringendolo all’adattamento o all’estinzione. Si moltiplicano con la rapidità di un virus. Arraffano quanto possibile, prima di negare tutto di fronte a Dio e al popolo sovrano, gridando alla congiura.  Non sarà che in Italia la soluzione ai nostri problemi sarebbe evocare dal romanzo di Pennac un Signor Malaussène qualsiasi, a cui poter scaricare tutte le colpe e le responsabilità? Continueremmo a vivere nel fango, ma con la coscienza incredibilmente legge

Annamaria Cancellieri. Forza Italia. Sardegna. Ce n’è per tutti i gusti in questa Italia svalvolata dove non si sa più da che parte girarsi. Non è da idealisti pensare che ci sia ancora una parte sana in questo paese. Esiste. Il problema è che non è più nemmeno possibile parlare di eroi, ma di pazzi. Folli che non ascoltano il saggio consiglio del parlamentare Antonio Razzi, ennesimo illustre prodotto politico del nostro tempo: “amico mio, te lo dico io, fatti i cazzi tua… Qua tutti vogliono incularti, e senza vaselina”. Un uomo caricatura di se stesso, al punto che probabilmente Crozza, quando lo imita, gli somiglia più di quanto non faccia l’originale. Mentre la “parte sana” rimane nell’ombra, strepitando, scalciando, grugnendo rabbiosamente, senza trovare guide né speranze, la “parte marcia” si diletta in un’antica arte tutta italiana: lo scarico di responsabilità. L’unico denominatore comune dei nostri giorni. Alla Regione Emilia Romagna si fanno i conti, si scopre che qualche consigliere chiedeva rimborsi per spese prive di criterio. Ognuno si giustifica pietosamente. In Sardegna il maltempo spazza via vite e abitazioni: cementificazione selvaggia, mancanza di misure di prevenzione, allarmi dati in ritardo ed evacuazioni non eseguite. Nessuno, naturalmente, è responsabile. Speriamo che, nell’intimo della sua coscienza, qualcuno senta almeno il peso del rimorso per quanto avrebbe potuto fare e non ha fatto. Silvio Berlusconi rompe anche con i “governativi” di Alfano, si arrocca presuntuoso su posizioni sempre più effimere, mantenendo alta solo la bandiera della battaglia contro le toghe rosse e sulla riforma della (sua) giustizia. Quando si parla di Silvio si è in presenza dello “scaricabarile doc”: la colpa è dei comunisti, della magistratura, di Napolitano, di Casini, di Fini, di Travaglio e Santoro, della Rai, di Mubarak e di molti altri ancora.  Lo stesso caso Cancellieri assume i tratti dolorosi di una storia già vista infinite volte. Mi piace sperare che sia stata operata una montatura esagerata. Lo faccio per non eliminare anche la sua figura dalle poche rimaste a dare dignità e decoro al nostro paese.  Abbiamo un esercito di speculatori, ladri, burattinai, corrotti di ogni genere. Sono ovunque. Soffocano chi è sano, costringendolo all’adattamento o all’estinzione. Si moltiplicano con la rapidità di un virus. Arraffano quanto possibile, prima di negare tutto di fronte a Dio e al popolo sovrano, gridando alla congiura.  Non sarà che in Italia la soluzione ai nostri problemi sarebbe evocare dal romanzo di Pennac un Signor Malaussène qualsiasi, a cui poter scaricare tutte le colpe e le responsabilità? Continueremmo a vivere nel fango, ma con la coscienza incredibilmente leggeAnnamaria Cancellieri. Forza Italia. Sardegna. Ce n’è per tutti i gusti in questa Italia svalvolata dove non si sa più da che parte girarsi. Non è da idealisti pensare che ci sia ancora una parte sana in questo paese. Esiste. Il problema è che non è più nemmeno possibile parlare di eroi, ma di pazzi. Folli che non ascoltano il saggio consiglio del parlamentare Antonio Razzi, ennesimo illustre prodotto politico del nostro tempo: “amico mio, te lo dico io, fatti i cazzi tua… Qua tutti vogliono incularti, e senza vaselina”. Un uomo caricatura di se stesso, al punto che probabilmente Crozza, quando lo imita, gli somiglia più di quanto non faccia l’originale. Mentre la “parte sana” rimane nell’ombra, strepitando, scalciando, grugnendo rabbiosamente, senza trovare guide né speranze, la “parte marcia” si diletta in un’antica arte tutta italiana: lo scarico di responsabilità. L’unico denominatore comune dei nostri giorni. Alla Regione Emilia Romagna si fanno i conti, si scopre che qualche consigliere chiedeva rimborsi per spese prive di criterio. Ognuno si giustifica pietosamente. In Sardegna il maltempo spazza via vite e abitazioni: cementificazione selvaggia, mancanza di misure di prevenzione, allarmi dati in ritardo ed evacuazioni non eseguite. Nessuno, naturalmente, è responsabile. Speriamo che, nell’intimo della sua coscienza, qualcuno senta almeno il peso del rimorso per quanto avrebbe potuto fare e non ha fatto. Silvio Berlusconi rompe anche con i “governativi” di Alfano, si arrocca presuntuoso su posizioni sempre più effimere, mantenendo alta solo la bandiera della battaglia contro le toghe rosse e sulla riforma della (sua) giustizia. Quando si parla di Silvio si è in presenza dello “scaricabarile doc”: la colpa è dei comunisti, della magistratura, di Napolitano, di Casini, di Fini, di Travaglio e Santoro, della Rai, di Mubarak e di molti altri ancora. Lo stesso caso Cancellieri assume i tratti dolorosi di una storia già vista infinite volte. Mi piace sperare che sia stata operata una montatura esagerata. Lo faccio per non eliminare anche la sua figura dalle poche rimaste a dare dignità e decoro al nostro paese. Abbiamo un esercito di speculatori, ladri, burattinai, corrotti di ogni genere. Sono ovunque. Soffocano chi è sano, costringendolo all’adattamento o all’estinzione. Si moltiplicano con la rapidità di un virus. Arraffano quanto possibile, prima di negare tutto di fronte a Dio e al popolo sovrano, gridando alla congiura. Non sarà che in Italia la soluzione ai nostri problemi sarebbe evocare dal romanzo di Pennac un Signor Malaussène qualsiasi, a cui poter scaricare tutte le colpe e le responsabilità? Continueremmo a vivere nel fango, ma con la coscienza incredibilmente leggera.

Alessandro Cillario

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...