Normale non vuol dire giusto
Lascia un commento

Normale non vuol dire giusto#39

Mark Zuckerberg

Mark ZuckerbergGenio e sregolatezza. Un binomio indissolubile, interiorizzato anche dall’ultimo ed esemplare modello del “sogno americano”: Mark Zuckerberg, il creatore, ideatore, sviluppatore di Facebook, o quantomeno colui che ne ha assunto il controllo. Una mente giovane e brillante, illuminata dalla grazia divina a tal punto da creare il social network più riuscito e diffuso al mondo: talmente efficace ed utile da non poterne più fare a meno (non a caso esistono già vari centri di disintossicazione specializzati per coloro che hanno esagerato con “like” e “post”). Non vogliamo andare fuori tema, ma chi avesse tempo si legga il commento di Zygmunt Bauman alla “vita liquida” nei social network, e avrà forse una percezione di cosa significhi la parola “genio”. Ad ogni modo, non ci è dato sapere come fosse veramente Zuckerberg prima di diventare una star; ci è concesso invece di scoprire quali sono i suoi radiosi progetti per il futuro: cambiare il mondo. Non è uno scherzo. E’ il suo obiettivo. Come fare? Mettendo in connessione i restanti 5 miliardi di abitanti del pianeta terra che ancora non usano abbastanza morbosamente internet. Certo, secondo il miliardario più giovane al mondo questa non sarebbe la soluzione a tutti i mali, ma sarebbe comunque un passo avanti straordinario per l’umanità. Grazie al cielo, nonostante il lieve peccato di superbia, Dio non gli ha scatenato contro i cavalieri dell’apocalisse, Iavhè non ha lanciato pestilenze, e Zeus non ha scagliato fulmini dalle nubi. Eppure qualcuno, sommessamente, doveva pur rispondergli. Così ci ha pensato Bill Gates. Sul Financial Times: “salvare il mondo con la connettività? E’ uno scherzo… Magari bisognerebbe pensare ai vaccini e a combattere la malaria”. Bingo! Congratulazioni Bill, sei riuscito a riportare sui banchi di scuola il rampollo della Silicon Valley in poco meno di venti secondi. Per la cronaca, il fondatore di Microsoft è attualmente presidente della più grande fondazione filantropica del mondo: la sua. Quattro miliardi di patrimonio investiti per combattere le malattie e la povertà nel mondo. In sostanza, si è trattato di qualche schiaffone fra nerd, ma che si sente, visto che ad averli tirati è stato un uomo che ha realmente cambiato la storia dell’umanità. Per carità, ognuno i propri soldi li spenda come crede. La filantropia, però, non deve essere solo a fin di bene: richiede anche un minimo di buon senso, e talvolta di buon gusto. A Zuckerberg, che questa volta sembra aver perso leggermente il senso della realtà, un consiglio: prima di salvare l’Africa, pensi anche a come limitare gli effetti dannosi di Facebook, e ci salvi da noi stessi.

Alessandro Cillario

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...