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“Cose Naturali” di Germano Maccioni

Germano Maccioni

Germano Maccioni“Cose Naturali” è un cortometraggio molto interessante realizzato e diretto dall’attore e regista bolognese Germano Maccioni. La sua particolarità sta nel fatto di essere una sorta di “manifesto” del De rerum natura (Sulla natura delle cose) di Tito Lucrezio Caro. Il protagonista del corto, interpretato da Roberto Herlitzka, infatti, è un ottantenne i cui pensieri più profondi non sono altro che alcuni versi di tale poema scientifico – filosofico. Dopo la perdita della moglie, il vecchio si innamora di una prostituta (Angela Baraldi), con la quale intrattiene rapporti sessuali attraverso un “filtro d’amore”. Il tema del filtro d’amore è anche presente nella storia di Lucrezio: si dice che il filosofo romano, una volta ingerita questa “pozione”, sia diventato pazzo e si sia successivamente suicidato. Ma il vecchio in questione non è pazzo e il filtro d’amore non è altro che il viagra. Quest’ultimo, nel corso della storia, afferma di aver valutato “tutto molto attentamente”, soprattutto nel momento in cui viene ricoverato in ospedale dopo un attacco cardiaco causato dalla troppa assunzione del farmaco. Ma se questo uomo non è un pazzo perché si comporta così? E’ sicuramente innamorato della donna in questione, ma non basta. L’uomo è un vero e proprio sostenitore della filosofia lucreziana, soprattutto in riferimento alla teoria del piacere propria dell’epicureismo. Se infatti l’uomo afferma di aver valutato “tutto molto attentamente” esprime due concetti cardine di tale filosofia: non ha paura della morte perché considera la fine della vita come una paura vana e esterna all’uomo. Infatti più volte in ospedale finge di essere morto, portando alla disperazione anche alcuni familiari. L’altro concetto è che “non si è mai troppo vecchi o troppo giovani per essere felici. Uomo o donna, ricco o povero, ognuno può essere felice.” E, per essere felice, secondo Lucrezio, l’uomo deve liberarsi dalle paure che caratterizzano la sua esistenza. Deve perciò evitare il male. E per evitarlo non deve fare altro che appagare i desideri che, se non soddisfatti, gli procureranno dolore. Decide perciò di frequentare questa prostituta che ama per sconfiggere il dolore che altrimenti avrebbe avuto nella sua vita dopo al perdita della moglie. Contro il pensiero lucreziano del vecchio abbiamo quello del cardiochirurgo (Tatti Sanguinetti), il quale sostiene che l’ottantenne è un irresponsabile, privo di razionalità. Perché, a una certa età, secondo il medico, la propria vita è meglio conservarla ed è meglio conoscere i rischi delle proprie azioni (in questo caso l’assunzione estrema di farmaci) in modo da vivere una vita serena e in salute. E voi cosa ne pensate? Da che parte state?

Guardate il cortometraggio cliccando qui.

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