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Emika || DVA

Emika DVA

Emika DVADVA è il secondo album della giovane musicista anglo-ceca Ema Jolly, meglio conosciuta come Emika, rilasciato dalla casa discografica Ninja Tune.

Ad aprirlo è l’enigmatico Hush-Interlude, una traccia orchestrale con la sublime voce della soprano ceca Michaela Šrůmová che ci fa domandare “E ora? Che cosa devo aspettarmi?”.
La traccia seguente, Young Minds, comincia a toglierci qualsiasi dubbio; può iniziare con degli ottoni, ma la sua struttura abbandona presto la linea classica con cui si era partiti per fare spazio a sonorità prettamente elettro-pop. In She Beats una robotica Emika canta di un amore  tormentato, con un synth che non può che trasmetterci una certa agitazione, per lasciarci respirare solo nel più delicato ritornello (“my heart she beats all for you”). E parlando di testi dall’aria tetra e agitata, Sleep With My Enemies è forse una delle tracce più interessanti dell’album, il tipo di canzone che si muove furtivamente nel buio attorno ad una scena del crimine, preferibilmente di un crimine passionale. Partendo da semplici accordi in chiave minore al pianoforte, Emika costruisce un finissimo, suggestivo pezzo di elettronica che non smette di mostrare sfaccettature differenti fino alla fine. After the Fall è allo stesso modo sinistra e sensuale, ma dall’aria più pop, con i suoi archi pizzicati e un ritornello che rimane facilmente in testa dopo un solo ascolto.

Dem Worlds riprende le note orchestrali che avevano caratterizzato l’inizio dell’album, per un intermezzo che introduce magistralmente Primary Colours, dai suoni ancora classici e distesi, ma senza mancare dell’aria oscura data anche dal testo tutt’altro che radioso (“It’s that look in your eyes / When the hunger dies / And that cruelness inside /Must be that you’re a killer”).

Poi c’è Mouth to Mouth, che coniuga una minimalista techno d’atmosfera e un’incalzante melodia di pianoforte che va avanti per oltre sei minuti e mezzo, accompagnando un testo altrettanto ripetitivo e ossessionante; così come in Sing To Me si fondono perfettamente accordi accesi di un piano balbuziente e un synth dai toni bassi e avvolgenti, per un ritmo sincopato ed ipnotico.
Tutta la carica sensuale di cui l’intero album è intriso non manca nella cover Wicked Game di Chris Isaak. La versione di Emika rimane abbastanza fedele all’originale, distorcendola delicatamente solo per portarla verso sonorità più scure e profonde. Con la sua voce che si riduce a esili sussurri, la sensazione di desiderio e sensualità è palpabile.

DVA è un album malinconico e tetro. Emika, con la sua estrema versatilità, ci dimostra di che cosa è capace. Ci può fare venire voglia di ballare al ritmo della sua voce o di chiudere gli occhi e perderci nei nostri pensieri, quelli più oscuri e confusi, certamente.
A noi la scelta.

Ascoltalo in streaming integrale

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  1. Pingback: Emika@Locomotiv Club || Live report | MUROMAG

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