Normale non vuol dire giusto
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Normale non vuol dire giusto#32

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Togliamo la scorta a Roberto Saviano! Una proposta provocatoria? Un’affermazione intercettata durante l’ennesima trattativa stato-mafia? Niente del genere, è l’imperativo categorico imposto da Alessandro Bertoldi, commissario del Pdl in Trentino Alto Adige, che non ha davvero mandato giù l’affermazione dell’autore di Gomorra, durante un suo intervento all’Università di Trento: “anche fra i trentini ci sono persone a cui piace pippare coca”, questa la frase tremenda dello scrittore, che ha mandato su tutte le furie il nobile Bertoldi. Il politico si è sentito offeso, e con lui ha ritenuto dovessero offendersi tutti gli altoatesini. Pertanto ha risposto al fuoco: “togliamogli la scorta, anche in questo giorno non ci ha risparmiato i suoi sermoni patetici. Anche in questo giorno ha mancato di rispetto alle nostre forze dell’ordine”. L’affermazione di un cittadino italiano, messo sotto protezione dallo stato perché in costante pericolo di vita, dovrebbe comportare l’eliminazione di una sua qualsiasi forma di tutela. Perché non ci abbiamo pensato prima? Sarebbe già morto da tempo e non andrebbe più in giro a dispensare patetici sermoni. Saviano va a Milano a dire che in Lombardia ci sono infiltrazioni mafiose? Si alzino Formigoni e Maroni e propongano di togliergli la scorta. Saviano si interessa alla situazione dello spaccio di droga a Roma? Si sbracci Alemanno affinché sia condannato a morte. Accenna a problemi con gli appalti della ricostruzione post terremoto in Emilia Romagna? Faccia in fretta Errani a scioglierlo in un barile di acido.
In effetti, la motivazione data dal nobile Bertoldi, però, è molto più profonda. “E’ un ingrato” ha scritto con semplicità “e un ingrato del genere una scorta non la merita, perché costa non poco”. Non c’è bisogno di dire altro per far capire che elementi compongono lo scacchiere delle nostre forze politiche. Senza parlare del fatto che lo stesso concetto di “ingratitudine” ha una forte deviazione di stampo mafioso. Non rispetti, non sei grato, non tuteli la famiglia. Ecco che allora, Saviano, sei finito. Ti togliamo la scorta perché hai offeso la nobiltà Trentina, affermando che sono pochi i controlli sul traffico di droga in quelle zone dell’Italia.
A dare del cretino a qualcuno si rischia la querela, ma non si corrono rischi quando si riesce a dimostrare che gli insulti, quel qualcuno, se li merita tutti.

Alessandro Cillario

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