Interviste
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w/ Willie Peyote

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Da Torino con furore. Fra i nomi più interessanti del 2014, con il progetto Funk Shui sta girovagando per l’Italia grazie a MTV. Ho chiacchierato, in cazzeggio puro, con il giovane rapper nichilista, Willie Peyote

La domanda sul tuo nome “Willie Peyote” fa cagare, quindi non te la farò. Piuttosto voglio sapere dove nasce il tuo percorso artistico.

Mi basta che il nome venga scritto giusto, il novanta per cento delle volte viene scritto con la y finale che fa tanto soprannome delle medie. Per quanto riguarda il percorso artistico, a parte le varie vicissitudini dei gruppetti punk in cui ho suonato nell’adolescenza, si può dire che il primo incontro con la musica intesa non tanto come hobby o come passione ma come stile di vita l’ho avuto tra i 15 e i 16 anni quando ho cominciato a fare da roadie per i Mr Tokio & the beat goes on, gruppo rock steady nel quale suonava mio padre. li ho seguito nelle varie date che hanno fatto in quegl’anni in tutto il nord e centro italia svolgendo le mansioni più basse e lì ho capito. ho scopeto che fare 5 ore di macchina in un furgone e poi farsi il culo per scaricare gli strumenti ( all’epoca i Mr Tokio avevano anche un Hammond e non so se hai presente quanto possa pesare), montare il palco, fare soundcheck eterni e poi attendere altre svariate ore prima del live, cioccare coi gestori dei locali per il cachè e spararsi il viaggio di ritorno in furgone tutti avvinazzati cercando di scampare ai colpi di sonno era esattamente ciò che volevo fare nella vita.

Non raccontarmi che il rap è un ghetto e come tale ha delle regole ferree. Insomma cosa ne pensi dell’universo Hip Hop in Italia nel 2013

E’ un universo piuttosto variegato e partendo dal presupposto che oggi in italia l’hip hop, anzi per meglio dire il rap, è il genere musicale più in voga soprattutto nel pubblico adolescente mentre fino a pochi anni fa sembrava limitato ad un pubblico di nicchia, dare una risposta diventa difficile. Ovviamente l’esposizione mediatica e i numeri di alcuni artisti non possono che aiutare tutto il movimento, se così si può dire. Contemporaneamente però trovo che sia iniziata una corsa all’oro che spesso ha dei risvolti grotteschi. Quando l’ansia di svoltare prevale sulla voglia di fare musica di qualità si innescano dei meccanismi che spesso portano ad abbassare gli standard.

Interessante il concept del disco di Moder “Sottovalutati”, ti senti fra essi? 

Innanzitutto pazzo Moder, molto interessante tutto il disco oltre al concept. ci tengo a sottolinearlo. Ovviamente mentirei se non dicessi che mi sento fra i sottovalutati, mio malgrado. Collegandoci anche alla risposta di prima, non posso negare che secondo me alcuni artisti del panorama hip hop stiano raccogliendo più di ciò che meriterebbero mentre altri vengono appunto sottovalutati. Sto cercando però di fare un passo oltre per capire cosa spinge il pubblico a fare determinate scelte, perché ritengo che la musica fatta bene alla fine piace inevitabilmente a tutti, purchè venga resa accessibile a tutti e con accessibile intendo fruibile e comprensibile, perché se qualcuno ha un pubblico più ampio di altri è anche perché si fa capire meglio da chi si trova di fronte. Certo, affrontare un discorso sulla comunicazione in un paese in cui il miglior comunicatore in assoluto per distacco è Silvio potrebbe portare a commenti poco edificanti sui meccanismi mentali del pubblico italiano, ma tant’è.

3 dischi che avresti voluto scrivere.

Beh, manco a dirlo. Il disco che avrei voluto scrivere è turbe giovanili. il disco che ho ascoltato di più in assolto e che più mi ha influenzato, poi direi i 107 elementi e the slim shady lp.

Cambiamo questo paese o cambiamo paese per fare prima? 

Non ho molta fiducia nei miei connazionali di conseguenza opterei per cambiare paese, ma non sono in grado di rappare in nessuna altra lingua che non sia l’italiano quindi tocca restare.

Esigo 5 libri che ti hanno cambiato la vita.

Potrei dire 5 libri di Charles Bukowski perché è sicuramente l’autore che mi ha cambiato la vita, ma mi limiterò a citare il primo che ho letto tra i suoi aka panino al prosciutto.  La coscienza di zeno mi ha fatto scoprire il piacere della lettura che fino ad allora avevo visto solo come un compito imposto; Il paradiso degli orchi di Daniel Pennac, con tutta la saga dei malausséne al seguito. Una banda di idioti  di John Kennedy Toole, altro storico sottovalutato morto suicida dieci anni prima della pubblicazione del suo libro; Brucia la città di Giuseppe Culicchia.

Il cinema ti ha influenzato? Qualche consiglio? 

La mia musica e i miei testi sono un concentrato di citazioni, il cinema mi ha influenzato notevolmente,così come la letteratura. mi ha aiutato a scoprire diversi registri linguistici e a capire che c’è sempre anche un altro modo per dire la stessa cosa. apprezzo molto il cinema italiano, ma non sono in grado di dare consigli se non quello di andare a cercare anche oltre i trailer da blockbuster.

Ora le domande da segaioli: dieci parole per raccontare questo momento storico.

Sto aspettando che si palesi il ritorno della democrazia cristiana.

8 cose che odi profondamente. 

odio profondamente il buonismo e il quieto vivere.

odio gli abusi di potere e la certezza che restino impuniti.

odio casapuond e affini e il fascismo in ogni sua espressione.

odio vivere in un paese in cui ti senti uno stronzo a rispettare le regole.

odio il neomelodico.

odio la tv generalista e i talent show.

odio il berlusconismo

odio i libri di fabio volo e ovviamente odio la Juventus.

Facciamo interscambio musicale, tanto per chiacchierare. Ad ogni brano voglio un commento fuori dai denti, quello che ti ricorda o ti evoca.

 Si parte così…

Che classe, mi viene in mente la musica black tipo questa. Sogno di suonare con una band del genere da anni. infatti li preferisco con black tought.

 L’Orange – Lost Souls feat. Hassaan Mackey, yU & Kelsey Lu 

Che bomba, non ne conosco uno, ma l’atmosfera mi gasa assai perché sulle strofe richiama a ny anni novanta ma più soul. il Wu Tang pettinato senza il crack tipo.

The Strokes – New York City Cops 

Penso a quanto mi divertirei a suonare un pezzo così o in generale tipo questo. Più banalmente, evoca serate alcoliche con fighette indie che ballano convinte di essere in Inghilterra nello scantinato di qualche locale torinese.

Dente – A me piace lei 

Cantautorato italiano che personalmente non apprezzo fino in fondo. non so perché ma nel modo di cantare evoca questo link e affini. Preferisco roba meno radical chic.

Dj Gruff – Senti bene feat. Neffa 

Pellino capo assoluto, avanti anni luce. vista la data mi fa evocare le parole di Paola Zukar secondo cui i primi italiani che cominciavano negli anni novanta erano scarsissimi.

Saluta come tu sai fare :) 

Ciao né.

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Nato a Bologna il 30.11.91 quando fuori pioveva. Cresce, gioca a tennis giornate intere, fonda il Collettivo HMCF scrive per DLSO e Crampi Sportivi, si laurea e dorme.

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