Editoriale
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Lo spazio da riempire

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Sono oltre 3 anni che le nostre attività subiscono alti e bassi. Ci sono i concerti di successo, le mostre acclamate, programmi radiofonici regionali e molto altro. Son passati tantissimi giorni da quando un gruppo di amici decise di intraprendere questa strada; nessuno ha mai scelto come definire questo collettivo di persone. Politicamente abbiamo sempre tenuto alto il profilo della buona cultura, destra o sinistra che sia, riconosciuta nei meriti delle persone, poi ognuno avrà capito da che parte stiamo, ma è innegabile il poter andare oltre la bandiera. Con i concerti ci sono stati grandi successi e miserabili sconfitte, ma non siamo qui a piangerci addosso che poi magari qualcuno si lamenta e non coglie l’essenza del discorso.
Sinceramente non abbiamo mai realmente pensato di mollare tutto, molte volte l’abbiamo fatto credere per attaccamento alla maglia tutto qui. Giunti a questo punto è ovvio che la ricerca del mezzo di comunicazione finisce, e lentamente il nostro anonimato dovrà rimanere tale, per una serie infinita di motivi che piano piano scoprirete con il passare dei mesi. Non vogliamo essere riconosciuti in quanto persone, magari pensati e un poco sgradevoli, ma bensì cerchiamo appuntamento dopo appuntamento di attaccarvi quel desiderio di appartenenza a un gruppo. Sapere noi nei promoter o nelle locandine non ci crediamo molto, la nostra ricerca di sponsor è sempre stata fallimentare eppure senza perderci tanti soldi siamo ancora qua.

Dobbiamo riempire quello spazio che manca, non bisogna lasciarlo ad altri, magari pesci grossi e navigati. Cerchiamo la dimensione giusta per le persone che ci seguono e hanno perso minuti importanti del loro tempo per leggere questo comunicato. Bologna è una città difficile da amministrare, credere nelle istituzioni diventa facile se ti trovi nella posizione del pesce grosso. Realtà piccole come la nostra e quelle che ci circondano hanno il destino segnato, inglobarsi per sopravvivere, andare nello spazio di altri per poter emergere alle cronache locali. No, questa non è la nostra fine, arriverà l’estate e per molti le spiagge chiameranno a gran voce, ma noi saremo qui nel caldo torrido della città a capire il modo di riempire quel famoso spazio che davvero necessità di noi come non mai.

Diamo un senso forte a tutto questo, con il tempo capirete, non abbiate paura.

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Nato a Bologna il 30.11.91 quando fuori pioveva. Cresce, gioca a tennis giornate intere, fonda il Collettivo HMCF scrive per DLSO e Crampi Sportivi, si laurea e dorme.

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