Normale non vuol dire giusto
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Normale non vuol dire giusto#28

Napolitano re

Napolitano reNapolitano resta sul trono. E’ la prima volta nella storia della Repubblica. Lo abbiamo sentito dire decine di volte in poco più di tre giorni. Vadano al diavolo i benpensanti e i dietrologi, cresciuti a pane e complotti, che hanno anche il coraggio di dire: “era tutto programmato”. Sopravvalutano enormemente i nostri rappresentanti. Il riassunto della situazione lo ha dato Ezio Mauro in due righe: “è la mediocrità di un gruppo dirigente e di una classe parlamentare che non risponde più a niente, nemmeno all’istinto di sopravvivenza”. Un piccolo distillato di verità che non lascia scampo. Guardare nel suo insieme il Parlamento, dopo quello che è accaduto, dà la nausea. Ma i conati di vomito vengono quando ci si concentra sui simpatici dirigenti del Partito Democratico: hanno pensato bene di lasciare esplodere una guerra intestina che dura da quindici anni proprio nel momento di massima crisi politica, economica ed istituzionale del paese. Bersani si sente tradito, e sembra la rappresentazione della più famosa legge di Murphy: se qualcosa può andare male, lo farà. La figuraccia ottenuta con la candidatura di Marini è tutta merito suo, e dimostra una netta incapacità nel percepire gli umori del proprio partito. Ma della mancata elezione di Prodi e del centinaio di franchi tiratori del Pd non ha colpa, ed anzi in poche ore si è trasformato da carnefice a vittima. Si dimette lui, poi la Bindi e alla fine tutta la segreteria.
Penserete che, dopo la batosta ottenuta, la figuraccia fatta, le centinaia di iscritti e le migliaia di elettori persi, il silenzio debba regnare sovrano, che le bandiere del PD siano da mettere a mezz’asta e che inizi una riflessione profonda su quanto accaduto. Ed in effetti questo un uomo normale lo pensa, ma non sono dello stesso avviso i grandi luminari della politica del centrosinistra, che non hanno aspettato dodici ore prima di iniziare a cicalare: Marini, Renzi, Barca, Vendola, Bindi. Schegge impazzite, formiche la cui tana è stata distrutta e che si danno al reciproco cannibalismo politico. Tutti insieme appassionatamente, ognuno portavoce della sua personalissima soluzione che ormai interessa nicchie sempre più ristrette, e presto arriverà a coinvolgere i soli parenti di sangue. Regnano le ambizioni, la vanità, la volontà di potenza (nel suo significato più abietto). E’ il trionfo del capriccio da scuola elementare.
Ci rendiamo conto? E questo centro-sinistra dovrebbe tutelare le classi popolari, garantire la giustizia sociale e tracciare le linee per il futuro del nostro Paese? Il suo perseverante allontanamento dalla vita reale lo ha portato alla deriva.
Ma il tremendo spettro di una domanda sorge cupo e spontaneo: non sarà che questa classe politica, in fin dei conti, l’Italia se la merita? Cosa stiamo facendo noi cittadini per cambiare questo “sistema” politico che non sembra andare più bene a nessuno? A che punto è arrivata la nostra assuefazione perché possiamo vedere compiersi uno scempio del genere senza sentire la rabbia e la voglia di ripartire da zero? Lasciamo la violenza, le urla e l’idiozia del muro contro muro ai vecchi dirigenti del centro sinistra, e cominciamo invece a raccogliere silenziosamente i cocci della nostra terra che, ancora una volta, è andata in frantumi.
Una nota a margine. Incommentabili, naturalmente, le frasi di Grillo. Se avesse studiato un po’ di storia, della marcia su Roma non parlerebbe con tanta leggerezza.

Alessandro Cillario

2 Comments

  1. marco says

    il pd è proprio uno schifo, adesso vogliono mettere pure quell’imbecille di letta per occupare per benino ogni carica statale, ma andate tutti affanculo comunisti di merda!!

  2. marco says

    doveva vincere berlusconi, se lo meritava, si è fatto un culo grande come una casa per la campagna elettorale ed è arrivato pari all’ameba bersani e a grillo. Mettete uno come alfano o berlusconi pres del consiglio almeno!!

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