Beat Rate
Comments 31

Il concetto di “Live” || Beat Rate 8.1

tumblr_ls6u3vHMFG1qzzsdjo1_500

tumblr_ls6u3vHMFG1qzzsdjo1_500

Questo mese mi sono trovato infilato,spesso, nel bel mezzo di diatribe tra opinion leaders,musicisti e pseudo fautori di nuovi movimenti.

Ma a che cosa mi riferisco nello specifico? Beh,come ben sapete da qualche anno la parola “Live” nell’elettronica è diventata senza alcun motivo,sinonimo di qualità e rilevanza a discapito del povero e vecchio dj. Una sorta di “ROTTAMAZIONE” ideologica che molto spesso mi ha visto non perfettamente concorde. Sia chiaro che anche io apprezzo il “live” vero, quello in cui l’artista dimostra al pubblico un senso di imprevedibilità e che non sia un semplice spingere tasti e mandare in loop clip preparate sulla scrivania di casa.

Ok, me ne rendo conto che il discorso è lungo e complesso e per questo per iniziare ho deciso di partire dalla base e ho coinvolto un ragazzo che nel bolognese,che non verrà identificato,sta dimostrando un forte senso d’identità nelle sue espressioni artistiche.

Mi auguro che questo sia solo un primo passo verso un chiaro dibattito.

1. Gli STRUMENTI: spesso quando si parla di musicisti elettronici molti si domandano  se questi personaggi spesso nascosti dietro i laptop o dietro una montagna di strani oggetti stiano veramente suonando. Un computer ad esempio non è pensato solo per fare musica: c’è chi lo usa per tenersi in contatto via internet, chi lo usa per informarsi, chi lo usa per editare o fare video, chi lo usa per programmare e chi per fare musica etc… Insomma un oggetto “multi-purpose”. Nello stesso tempo, avere a disposizione un qualsiasi laptop al giorno d’oggi significa anche avere un bellissimo strumento musicale, altamente personalizzabile: tutto sta nel riuscire a piegarlo alle proprie esigenze espressive. Fare questo può rivelarsi un’operazione molto difficile che spesso si risolve nel tanto criticato “fare play” (riguardo al quale chi scrive non ha niente in contrario).

La techno ad esempio è un genere di musica che ha un’estetica fortemente legata alla macchina che produce il suono…sintetizzando voglio solo dire che è più facile sfornare il più bel disco techno dell’anno con una roland tr-909 e una tb-303 piuttosto che con un computer: le prime sono intuitive, sono state pensate come strumenti musicali e si evita di perdersi in tecnicismi geek che non hanno nulla a che vedere con la musica. Non voglio però togliere niente all’estrema utilità che ricoprono oggi i laptop nella creazione di musica: si risparmiano un sacco di soldi e si ottengono, con l’esperienza, ottimi risultati. Ecco che arriviamo ad alcune conclusioni fondamentale:

– dipende CHI fa play in ogni caso, CHI sceglie di fare una cosa piuttosto che un’altra, CHI sceglie, facendo play, di mandare quel campione piuttosto che l’altro…ecco che i computer o le drum machine o i sintetizzatori non fanno niente da soli (almeno fino ad ora), l’input viene sempre dall’essere umano che li ha creati, al massimo si può lasciare che le cose evolvano in maniera imprevedibile (il che è molto divertente)

– la tecnologia deve servire il pensiero musicale. è anche vero che spesso si crea un feedback tra tecnologia e pensiero musicale e l’uno alimenta l’altro, ma vi prego, ormai evitiamo di dare troppo valore alle cose solo perché sono state realizzate in modo complesso (ecco che riacquista valore, in certi casi, anche un semplice fare play, che magari schiude uno scrigno di lavoro durato giorni, mesi, anni e fa sì che sia condiviso con tutti)

2 – LA NECESSITA’: mi piace pensare che quando suono live la mia presenza sia necessaria o comunque fare in modo che lo sia. Mi piace pensare che il pubblico stia usufruendo di qualcosa di unico e irripetibile e i miei sforzi sono diretti in quel senso. Spesso riuscire a creare questa condizione può avere come conseguenza quella di un pessimo risultato sonoro e questa è una cosa secondo me da evitare…ed ecco che arriviamo al punto 3…

3 – L’ORIGINALITA’: questo punto è fortemente connesso al secondo. Mi piace immaginare che quando vado a sentire musica “live” sentirò qualcosa che non ho sentito su un disco o da qualche altra parte. Anche se, secondo me, basta il fatto che due eventi siano capitati in due momenti diversi per renderli ciascuno unici…

4 – LA SEMPLICITA’/COMPLESSITA’: a meno che non siamo dei virtuosi, cerchiamo di fare cose semplici e man mano che aumenta l’esperienza e la nostra abilità nel maneggiare gli strumenti possiamo aumentare la complessità sia in tremini di azioni che si compiono on the fly sia in termini di strumenti. è facile perdersi in un universo di suoni come quello che ci danno a disposizione gli strumenti elettronici. spesso bisogna fare scelte, selezionare, semplificare dei processi (registrando ad esempio)…oppure pagare un ottimo programmatore a cui dire “voglio questo, questo e questo”. A proposito di semplicità mi sento di dire che bisognerebbe iniziare a coltivare la sana abitudine di suonare insieme anche nel campo della musica elettronica: facendo ognuno qualcosina ci si sentirà parte di un gruppo e si riscoprirà la vera dimensione del suonare. Posso assicurarlo. Da consigliare agli scettici già citati al punto 1.

5 – L’ESPERIENZA SUL CAMPO E CON IL PUBBLICO: più si suona e meglio è. più pubblici diversi si incontrano meglio è. in più posti si suona, meglio è. Secondo me un vero “live” puoi anche provarlo in camera, ma non verrà mai bene/male come quando lo proporrai pubblicamente. Soprattuto mi sento di dire che il feedback spettatore-musicista aumenta quanto più ci si trova in una situazione “live”. Oltre ad essere una bellissima sensazione secondo me c’è una relazione di proporzionalità diretta: quanto più mi trovo in una situazione “live” tanto più la sensazione di feedback pubblico-me aumenta.

6 – IL SOUND-CHECK: questa è una missione politica. Bisogna esigere di fare il sound-check. In particolar modo se non abbiamo uno studio professionale a disposizione o qualcuno che ci ottimizzi i materiali per ogni situazione. Spesso molti live suonano più fiacchi o meni intensi rispetto ai djset proprio perché nei dj set vengono proposti materiali sonori “masterizzati” e ottimizzati per ogni situazione, soprattutto per il club. Arriviamo da qui al punto 7…che forse è il più importante.

7 – IL SOUND: è quello che conta. Poi quando andiamo ad ascoltare musica e/o a ballare…andiamo AD ASCOLTARE MUSICA E/O BALLARE. Non andiamo a vedere dei giocolieri che riescono a muovere tante manopoline con una velocità sorprendente o qualche funambolo dei piatti. Quello che conta è quello che esce dalle casse. Dobbiamo fare in modo – e qui ci ricolleghiamo a tutti i punti precedentemente elencati – che sia il migliore possibile (ovviamente dal nostro punto di vista).

8 – UN PO’ DI CORAGGIO: eh sì! e il coraggio viene con l’esperienza. Si ha paura proprio quando non si ha esperienza…quindi dopo alcuni sforzi iniziali e un po’ di mal di pancia le cose vanno migliorando.

9 – ONESTA’: non c’è necessario bisogno di stare lì su un palco o comunque al centro dell’attenzione, soprattutto per chi preme play una sola volta. Chissà magari il pubblico invece di domandarsi cosa stiamo facendo si proietta totalmente sulla musica…Non dobbiamo necessariamente riproporre il format del concerto rock

10 – NOI: dobbiamo esserci.

Infine concludendo vorrei che mi definissi in modo molto essenziale e personale quale sia la differenza tra “live” e djset. Cosa credi che li distingua?

Per quanto riguarda la differenza tra live o dj set mi sento di dire che non vedo differenza. Interpreto il fare dj-set come una forma di fare live che si basa su musica fatta da altre persone. Anzi, forse il dj set è una delle forme di live nella musica elettronica che più rispecchia i punti che ho appena elencato: gli strumenti permettono flessibilità d’azione, i materiali con cui si lavora spesso suonano molto bene, c’è scambio tra pubblico e dj. Che dire…non arrocchiamoci nelle nostre fortezze solo per poter dire che siamo o facciamo qualcosa…

A voi.

This entry was posted in: Beat Rate
Tagged with:

da

He loves to say that he lives to amass LP and singles, write travel journals and to get lost at dawn with a swim at the seaside

31 Comments

  1. Mi trovate pienamente d’accordo con quanto dite, ma personalmente credo che ci sia una differenza di fondo. Il punto è che ad oggi si definisce (inappropriatamente) live qualunque cosa abbia a che vedere con la messa insieme di suoni sul momento/on deck (che poi è la stessa cosa che fa il dj, soltanto che magari usa i dischi e non quei synth – cosa sono?! strumenti, macchine, boh?! – o supporti digitali che spesso si vedono sui “tavoli consolle”).
    Il problema però sta nel capire cos è veramente un live (ammesso che ci sia una definizione condivisa). Per esempio io credo che un live debba essere inteso come una sorta di intermedio tra jam session e concerto.
    Ciò che voglio dire è che un live degno di essere chiamato tale dovrebbe prevedere una componente di improvvisazione creativa che al dj set manca e, quando possibile, avvalersi anche della collaborazione di musicisti (ed attenzione ripeto musicisti) che diano un contributo creativo e artistico ulteriore.
    Infatti dj è colui che miscela brani suoi e/o di produzione altrui (usando effetti/accappellas/ecc o meno) creando un percorso nel quale gli spettatori si devono far guidare e all’interno del quale il dj stesso si deve riconoscere (cosa che purtroppo non sempre accade – vd dj jukebox per info).
    Invece il live dovrebbe miscelare suoni/beat/ecc quanto più possibile creati sul momento (LIVE cazzo!) e amalgamati nella maniera migliore possibile, con lo scopo di plasmare qualcosa di nuovo ed imprevedibile, che cambi quindi ogni volta (quante volte avete sentito un artista live che faceva due “live” completamente uguali?! schifo), ad ogni apparizione.
    Perchè la penso così?! Perchè è quello che significa la parola live.
    Ciò che voglio dire è che durante il live non si può sapere cosa succederà, in poche parole l’errore o lo sbaglio sono ammessi, ed anzi sono proprio questi che possono portare alla creazione di qualcosa di particolare ed apprezzabile.
    Il dj set non prevede l’errore o meglio limita molto più marcatamente le possibilità di errore e, di conseguenza, d’improvvisazione creativa dell’artista (o chiamatelo come vi pare).

  2. cesco says

    Bell’ articolo. Sono d’ accordo su tutto tranne che su un punto: il live set e il djset sono due eventi e concetti diametralmente opposti.
    In un’ epoca protagonista di un sovraffollamento di artisti e musica senza precedenti (tendenza che ha i suoi pro e i suoi contro), ci tengo, almeno per quanto mi riguarda, a mantenere netto il confine fra chi crea e chi esegue.
    Storicamente la figura del dj è per antonomasia quella di colui che sceglie i dischi e li mette su. Certo anche in questa attività vengono attuate delle scelte creative, ma questo non fa del dj un creatore, un musicista.
    Troppo spesso, soprattutto al giorno d’oggi, si tende a generalizzare, raggruppando tante categorie sotto la stessa. Avere traktor aperto e mixare i dischi in un club NON fa, in nessun modo di te un musicista.
    Se poi il musicista stesso, il producer, per diffondere i suoi pezzi li mette nei suoi set quando fa il dj, ben venga, ma anche se lui è un vero musicista non è il djset a renderlo tale.

  3. Lorenzo Salmi says

    Sono assolutamente d’accordo con entrambi. Ognuno di voi ha toccato i motivi del perché bisogna cambiare il messaggio da veicolare al pubblico.

  4. T.Taras says

    Risponde chi ha scritto a riguardo:
    Partirei da alcune osservazioni lette nei commenti qui sopra e cercherò di creare un discorso organico al fine di rispondere a tutti.
    In un live l’errore (se così si può definire, bisogna capire errore rispetto a cosa, ad un progetto iniziale, rispetto ad una partitura scritta, rispetto a quello che ha in mente chi esegue?) è sempre ammesso – secondo me – nonchè sempre in agguato. Nella performance come nella vita ci possiamo trovare in situazioni inaspettate e non sempre siamo in grado di agire come ci auguriamo o come gli altri si augurano. Si può sbagliare un beat-matching anche in un dj-set e a tale proposito vorrei chiedervi perchè secondo voi il dj-set non ha un componente creativa. Il dj-set la ha, si sceglie di mettere un brano piuttosto che un altro, di metterlo prima o dopo un altro, di mixare più pezzi insieme piuttosto che metterli in succesione…tutte queste scelte stanno alla creatività del dj.
    Ora torniamo all’osservazione che riguardava il creare il beat o altre cose sul momento.
    Prima voglio premettere che la musica elettronica ha cambiato molti modi sia di produzione che di fruizione della musica. Molte delle cose che si ascoltano, generate appunto da un elaborazione elettronica dei suoni – devo scendere un po’ nel tecnico, non me ne vogliate – sono frutto di processi molto complessi che a volte è difficile, se non impossibile, riprodurre dal vivo, ecco perchè spesso si sceglie di registrare il tutto e fare play su quel soundfile. Forse la techno (ad esempio), con i giusti strumenti, può essere creata anche sul momento, non essendo un tipo di musica strutturalmente difficile, anche i timbri perlopiù non sono sempre così raffinati – chi scrive ama la techno e ne apprezza il lato più nudo e crudo – ma badate, per fare techno sul momento servono un sacco di buoni strumenti…se volete mi dilungo anche in descrizioni tecniche che giustificano questa mia affermazione…e sappiamo tutti che i buoni strumenti costano anche molti soldi…anche qui come vediamo c’è un estetica profondamente legata alla macchina e ai mezzi di produzione…se devo pensare a me: un mio live sarebbe totalmente diverso se avessi una drum machine e un synth rispetto a quello che posso fare usando un computer e dei controller midi…RIPETO…SE VOLETE DELUCIDAZIONI TECNICHE SU QUANTO AFFERMO SONO DISPONIBILE A DARLE…però come ben capisco molti vogliono capire quale sia dunque questa differenza…perchè sui flyer c’è scritto tizio live piuttosto che caio dj set…che devo dirvi…è una questione di onestà di chi suona…non necessariamente un live è più bello di un dj set e viceversa…ho sentito dei live che non mi sono piaciuti per niente e alcuni djset che si sono rivelati tra le più belle esperienze musicali di sempre…comunque a proposito del mixare i suoni si può dire anche che il dj semplicemente mixa suoni più lunghi e strutturati in molti casi, rispetto a chi fa live…ecco se proprio dovessi mettere un punto per cercare di rispondere in maniera più o meno definita (non definitiva) alle vostre osservazioni…posso dire che mi insospettirei di sentire DUE LIVE UGUALI IN DUE SERE DIVERSE…ecco io per esempio dovessi presentare un lavoro del genere preferirei nemmeno salire sul palco, visto che la mia presenza umana non è necessaria…se lo fosse resterei, se non lo fosse mi terrei da parte…ma ve lo dico…nella techno, nella musica dance – secondo me – non si può arrivare a questo. Questo già succede…e già da molti anni, nelle esperienze della musica acusmatica ad esempio. Il dj o chi non usa musica d’altri per far ballare deve essere lì…fateci caso, suonare in camera propria da soli non è mai come suonare di fronte ad almeno due persone…e come ho già scritto, più siamo abili ad utilizzare i nostri strumenti più saremo in grado di plasmarli a seconda della situazione…e comunque una domanda, per voi una direzione d’orchestra a teatro è LIVE? cercate di far dei paragoni anche con altre forme di musica, vi renderete conto che questo dibattito risulterà piuttosto semplice da risolvere. poi se devo dire la mia per quanto riguarda quello che c’è scritto nei flyer piuttosto che nei programmi di serata, posso dire che mi importa poco. Come ho detto vado ad ascoltare musica o a ballare…quello che conta alla fine sono le mie emozioni e le sensazioni…sono stato un po’ caotico lo ammetto, ho scritto di getto…siete liberi di farmi le osservazioni che volete e cercherò di spiegarmi in maniera più concisa!

  5. PS. se faccio dj set, lo specifico perchè è come se sto per dire: ok, state per ascoltare me che mixo sul momento della musica fatte da altre persone. Perchè? perchè mi piacciono i loro lavori e per me è anche un modo per ringraziarli condivedendo ciò che mi piace con gli altri

  6. considerate anche che quando si va ad ascoltare musica elettronica difficilmente dallo strumento del musicista esce un “unico timbro”…allora vi chiedo ancora…apprezzate più la musica che esce o qualcuno che semplicemente è in grado di fare tante cose al momento e magari sono peggiori di qualcuno che si è preso il tempo di farle a casa e ha curato più i dettagli? oh, se nell’espressività dell’artista sta proprio il fatto dell’istantaneità e del creare sul momento con tutto ciò che ne consegue, ben venga, ma questo funziona quando è veramente un modo di esprimersi e non una giustificazione di pessimi risultati

  7. Usually I do not read post on blogs, but I wish to say that this write-up
    very forced me to take a look at and do so! Your writing taste has been amazed me.
    Thank you, quite nice article.

  8. Thanks for your marvelous posting! I actually enjoyed
    reading it, you might be a great author. I will
    be sure to bookmark your blog and will come back in the future.

    I want to encourage continue your great posts, have a nice
    evening!

    • Lorenzo Salmi says

      Thanks so much! Please,write down your comments or suggestions!!

  9. Simply desire to say your article is as surprising. The clarity in your post is simply spectacular and
    i could assume you’re an expert on this subject. Well with your permission let me to grab your RSS feed to keep up to date with forthcoming post. Thanks a million and please continue the rewarding work.

  10. Woah! I’m really enjoying the template/theme of this website. It’s simple, yet effective.

    A lot of times it’s hard to get that “perfect balance” between user friendliness and appearance. I must say you’ve done a fantastic job with this.
    Additionally, the blog loads very fast for me on Safari.
    Exceptional Blog!

  11. Thanks a bunch for sharing this with all of us you
    actually understand what you’re talking about! Bookmarked. Please also talk over with my site =). We will have a link alternate agreement between us

  12. I constantly emailed this weblog post page to all my
    contacts, for the reason that if like to read it
    afterward my contacts will too.

  13. Pretty component of content. I simply stumbled upon your web site and in accession capital
    to say that I get actually loved account your weblog posts.
    Any way I’ll be subscribing to your augment and even I success you get right of entry to consistently rapidly.

  14. Pretty element of content. I simply stumbled
    upon your blog and in accession capital to assert that I acquire in fact
    loved account your blog posts. Anyway I will be subscribing in your augment
    or even I success you get entry to persistently fast.

  15. I believe this is among the so much important info for me.
    And i’m glad reading your article. But want to commentary on some basic things, The site taste is great, the articles is actually nice : D. Good task, cheers

  16. Unquestionably imagine that that you said. Your favourite reason
    seemed to be at the internet the easiest thing to be aware of.
    I say to you, I definitely get annoyed whilst folks consider concerns
    that they plainly don’t realize about. You managed to hit the nail upon the top and defined out the whole thing without having side-effects , other folks can take a signal. Will likely be back to get more. Thanks

  17. Excellent beat ! I would like to apprentice while you amend your web site, how can i subscribe for a blog web site?
    The account helped me a acceptable deal. I had been tiny bit acquainted of this your broadcast offered bright clear idea

  18. A motivating discussion is definitely worth comment.
    There’s no doubt that that you ought to publish more on this issue, it may not be a taboo matter but usually folks don’t
    speak about these topics. To the next! Best wishes!
    !

  19. Hi, I do believe this is a great web site. I stumbledupon it😉 I
    may revisit yet again since i have bookmarked it. Money and freedom is the greatest way to change,
    may you be rich and continue to help other people.

  20. Ernest Hemingway said that writing is a piece of cake.
    Just sit at a typewriter and bleed. I think that top quality
    writing must be a bit like that and I’ll most certainly return to this blog, simply because it has plenty of fine writing, and it’s crystal clear the writer worked hard to share it.

  21. I love your blog.. very nice colors & theme. Did you design this website yourself or did you hire someone to do it for you?

    Plz answer back as I’m looking to design my own blog and would like to know where u got this from. appreciate it

  22. Very good post! We will be linking to this particularly great pkst on our site.

    Keeep up the great writing.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...